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Il piacere di scrivere e i suoi effetti benefici

Se sei delusa, ansiosa e depressa prendi carta e penna e comincia a raccontare la tua storia

Il piacere di scrivere e i suoi effetti benefici

Con la consulenza di Carlo Lazzari, pricoterapeuta

 

Hai sempre tenuto un diario segreto e ora che sei adulta te ne vergogni un poco? Non è davvero il caso. 
Già in Grecia, in tempi remoti c'erano medici che consigliavano la scrittura come forma di autoterapia, e lo testimoniano i testi di diversi antichi filosofi. «Chiunque abbia provato a tenere un diario, magari in un momento particolare della propria vita, probabilmente si è sentito avvolgere da un sentimento di quiete, di ordine interiore e si è convinto, se non proprio del potere curativo dell'autobiografia, almeno della sua utilità o del piacere che porta», dice Carlo Lazzari, psicoterapeuta. 
Quando ci si sente sconfortate e non si sa più cosa fare, il suggerimento è quello di prendere carta e penna, chiudere gli occhi e fare qualunque scarabocchio venga in mente: l'importante è lasciar scorrere le emozioni perché si sciolgano sulla carta. Scrivere, scrivere, scrivere, senza lasciare fuori niente: bisogna apprezzare noi stesse per tutto ciò che siamo riuscite a fare durante la giornata, invece di biasimarci per ciò che non abbiamo fatto. Dobbiamo appropriarci dei nostri successi e provare a raccontarli.

 

Una forma di autoanalisi

Scrivendo possiamo anche guardare direttamente ciò che abbiamo dentro, la nostra inquietudine. Non è un caso che la scrittura autobiografica venga spesso usata come forma di autoterapia. «Anche solo con il supporto di un'amica fidata è possibile far emergere possibilità alternative al nostro classico copione di vita così da riscriverlo in modo diverso. Partendo dai ricordi, registrando le emozioni e i pensieri legati a ciò che ci accade e ascoltando i nostri desideri, possiamo cominciare a immaginare nuovi finali possibili per le nostre storie personali», aggiunge Carlo Lazzari. Perché spesso è la paura a impedirci di vedere che cosa vogliamo veramente: dovremmo scrivere su un foglio alcune frasi riguardo ogni singola inquietudine e sostituire l'enunciato "Ho paura di.." con "Vorrei..". Potremo vedere così come la frase ci fa sentire trasformate: potrebbe aiutarci a sondare attrazioni e rischi, perdite potenziali e vantaggi di ogni situazione inesplorata, consentendo di sostituire scelte consapevoli a quelle dominate dalla paura.

 

Scrivere racconti

Se raccogliere i pensieri in un diario sembra una grande impresa si può provare all’inizio a scrivere una lettera o un racconto. Un buon esercizio spesso suggerito dagli psicoterapeuti è quello di elaborare una lunga mail da inviare a qualcuno che ci ha trattato male. Poi si può provare a rispondere, immedesimandoci nell’altra persona. Interessante lasciar riposare entrambe le lettere per qualche giorno e poi tornare a rileggerle. Le mail appariranno ricche di esagerazioni e si riuscirà a vedere l’accaduto con la giusta distanza. Altro utile esercizio: la scrittura di un racconto. Le prime volte, per quanto in modo schermato, i personaggi principali riflettono sempre se stessi. Invece di inventare una trama, si può provare a partire da una vostra vicenda personale. Importante riportare sulla carta le sensazioni e le emozioni del momento, descrivere noi stessi e gli altri come le “comparse” del nostro copione. Con il tempo si comincia a prendere una certa distanza dai personaggi che ci hanno fatto male e si vive l’esperienza quotidiana con maggior leggerezza. Ma i benefici della scrittura non sono legati solo ai momenti critici. Scrivere di sé ha un effetto terapeutico anche quando riguarda situazioni di gioia e serenità. In questo caso affidiamo alla pagina i nostri momenti più belli perché restino vivi per sempre.

di Annalisa Bacci

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