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Pasta e benessere

Versatilità, facilità di cottura e buoni valori nutrizionali caratterizzano l'elemento cardine della nostra tradizione culinaria

Pasta e benessere

La pasta è senza dubbio la regina della cucina italiana. È stato calcolato che ogni anno un italiano consuma all’incirca 26 kg di pasta contro una media mondiale di 6 kg pro capite. Dubbie sono le sue origini: c’è chi la attribuisce ai Cinesi e grazie ai viaggi di Marco Polo compiuti in estremo oriente è arrivata in Italia; c’è chi invece attribuisce la paternità agli Etruschi, per il ritrovamento in alcune tombe di pitture raffiguranti addirittura un matterello. Nonostante l’aumento dei prezzi, il consumo di pasta secca non ha subito dei rilevanti cambiamenti: la pasta rappresenta un piatto anticrisi per eccellenza, capace di soddisfare i fabbisogni nutrizionali, ma anche quelli economici. Ciò che invece ha subito cambiamento è il luogo di consumo: si è registrato una diminuzione di quello domestico, mentre è aumentato quello fuori casa a causa del cambiamento dello stile di vita.

 

Valori Nutrizionali

Discreto è l’apporto calorico fornito dalla pasta (360Kcal/100gr) giustificato dall’alto contenuto in amido (70-75%), discreto è anche il suo contenuto proteico (11-12%). Modesto è anche il suo contenuto in grassi, pari a circa l’1%. Insufficiente è l’apporto vitaminico (soprattutto di vitamine B1 e B2) così come quello di minerali tra i quali prevalgono il potassio e il fosforo. L’aggiunta però del giusto condimento, renderà il piatto più gustoso ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale. In genere, la pasta è un alimento adatto a tutti anche per coloro che sono a dieta, il consiglio però è quello di evitare condimenti troppo elaborati. Altra caratteristica è l’alta digeribilità, soprattutto se la cottura è al dente. Questa caratteristica ha delle basi scientifiche: il glutine, componente proteica capace di formare una struttura a maglia, è in grado di trattenere al proprio interno l'amido. Tutto ciò favorisce il graduale rilascio e assorbimento dei granuli di amido, evitando a sua volta il brusco innalzamento della glicemia durante la fase di digestione. Questo meccanismo spiega anche perché la pasta è un alimento adatto per i diabetici. Ha un alto potere saziante soprattutto se il condimento è rappresentato da verdure. Questa capacità aumenta ancora di più se consumata nella versione integrale.

 

Ad ognuno la sua pasta


Pasta integrale: oltre alla semola di grano duro, contiene anche la crusca dei cereali che determina un maggior apporto in fibra. Questo tipo di pasta è utile per chi deve regolarizzare la motilità intestinale, ma anche per chi soffre di altri disturbi intestinali quali gonfiore o alternanza di diarrea e stitichezza. Il consiglio è quella di alternare il suo consumo alla classica pasta di semola di grano duro.

 

Pasta fresca: in genere è preparata utilizzando la farina di grano tenero. Contiene un maggior contenuto in acqua che ne determina tempi di conservazione più ridotti.

 

Pasta ripiena: ne esistono moltissimi tipi proprio grazie alla varietà di ripieni che possono essere usati (carne, verdure, formaggi, pesce).

 

Pasta dietetica: è una tipologia di pasta destinata ad alcune specifiche categorie di persone che hanno ad esempio allergie, intolleranze alimentari o particolari condizioni di salute. Ne sono un esempio la pasta priva di glutine per i soggetti celiaci o la pasta priva di proteine per coloro i quali hanno problemi renali.

 

Come riconoscere la qualità

Osservate le tabelle nutrizionali riportate sulle confezioni per sapere il contenuto proteico del prodotto che state acquistando: maggiore sarà il contenuto in proteine, maggiore sarà la digeribilità e qualità del prodotto perché elevata sarà la possibilità da parte del glutine di formare una struttura a maglie per trattenere l’amido. È considerata di inferiore qualità una pasta contenente una valore di proteine inferiore all’11%. Di migliore qualità è invece una pasta con il 13% di proteine. Una pasta di alta qualità è caratterizzata da un color giallo dorato uniforme dato dalla presenza di carotenoidi e xantofille; il prodotto inoltre dovrà essere privo di macchie e punti neri, dovuti alla eventuale presenza di impurità. Dopo la cottura, dovrebbe mantenere una consistenza elastica, non dovrebbe formare ammassi. Queste caratteristiche possono ancora una volta aiutarci a capire se il prodotto acquistato è di buona qualità: facciamo cuocere la pasta qualche minuto in più dei tempi consigliati, il mantenimento della struttura e della consistenza, sarà indice di un buon prodotto. La rugosità è un altro indice di qualità: questa caratteristica consente alla pasta di trattenere maggiormente il condimento, rendendo così il piatto decisamente più gustoso.

 

Per saperne di più puoi consultare i valori nutrizionali della Pasta, cliccando qui.

di Dott.ssa Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)

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