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Ogni figlio è un dono: tra affido e adozione

Sono due possibilità concrete di avere un figlio, quando non è possibile concepirlo in modo naturale. Ma cosa comportano psicologicamente ed emotivamente scelte del genere?

Ogni figlio è un dono: tra affido e adozione

Con la consulenza del dott. Giandomenico Bagatin, pscicologo a Trieste e della dott.ssa Silvia Lanfranchi, psicologa e psicoterapeuta, consulente dell'Ente per le Adozioni

 

Hai provato con i giorni fertili, le diete della fertilità, la procreazione assistita… Niente da fare: il bambino non arriva. Eppure il tuo desiderio di maternità e il sogno di dare amore sono rimasti intatti. Ne hai parlato con la psicologa del tuo consultorio e ti hanno proposto l’adozione. Hai intrapreso le pratiche, ma la burocrazia va a rilento e tu non vedi l’ora di stringere fra le braccia il tuo bambino. E’ così che hai deciso di provare altre strade per soddisfare la tua voglia di maternità, ma non sai come muoverti, a chi chiedere... Con l'aiuto del dott. Giandomenico Bagatin, pscicologo di Trieste, vediamo di fare ordine tra le diverse possibilità offerte.

 

L'affido temporaneo: una scelta importante

«Si tratta di accogliere temporaneamente (al massimo per due anni) un bambino che sta vivendo in una famiglia con grosse difficoltà economiche o con un disagio dovuto a malattia, separazioni, divorzi », spiega il dott. Bagatin. Un «intervento a termine» che si conclude quando i genitori naturali riescono di nuovo a occuparsi del loro piccolo. Una formula nuova che può essere di tutti: oltre alle coppie coinvolge anche i single. Dove si dà senza pretendere nulla in cambio se non l’affetto e la serenità di un bambino che ha bisogno di aiuto. «Proprio per queste caratteristiche l’esperienza può essere una sfida appassionante in cui mettiamo alla prova la nostra capacità di amare», aggiunge Bagatin. Ogni affido può riguardare bambini e adolescenti da 0 a 18 anni e può essere a tempo pieno, ovvero quando il minore va a vivere per poche settimane o anche per più anni presso la famiglia affidataria. Giornaliero, quando il ragazzo trascorre dalla famiglia affidataria una parte della giornata. Per week-end e vacanze se dura periodi brevi, ma ripetuti nel tempo. L’obiettivo resta sempre il rientro nella famiglia d’origine.

 

Diversa è l’adozione…

Il bambino adottato diventa figlio legittimo a tutti gli effetti. «Anche questa scelta richiede disponibilità e generosità non comuni: oltre alle difficoltà burocratiche bisogna, a volte, affrontare quelle psicologiche: i bambini prima di essere adottati, infatti, vivono esperienze di separazione, perdita e abbandono che li segnano dal punto di vista caratteriale», spiega il dott. Bagatin. Se si sceglie l’adozione nazionale ci sono poi alcune “paletti” da tener presente: questa “istituzione” è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre e ciò deve essere accertato dal Tribunale per i minorenni. L'età dei genitori adottivi deve superare di almeno diciotto e non più di quarantacinque anni l'età del figlio che si vuol prendere in adozione. Ci sono poi “prove” psicologiche da sostenere perché il genitore adottivo deve mostrarsi pronto a fronteggiare le eventuali difficoltà emotive del bambino rassicurando, valorizzando e confermando il proprio amore. Una disponibilità costante, infatti, permetterà al piccolo di accettare la realtà, lo aiuterà a trovare più facilmente sicurezza e autostima. Seguono poi degli accertamenti da parte del Tribunale per i minori sulla capacità di educare il minore, sulla situazione personale ed economica, sulla salute e sull'ambiente familiare. Inutile dire che non tutti i candidati superano le prove di idoneità.

 

Cosa scegliere

Sia l'affidamento che le adozioni sono l'incontro fra il desiderio di avere un bambino della coppia e la ricerca e il diritto di un bambino di avere una famiglia che gli dia l'amore e cura. «In entrambi i percorsi c'è la voglia di accogliere un minore: la differenza sta nel periodo, perché l'affidamento è temporaneo e comporta la presenza occasionale dei genitori naturali, visto che è un sostegno a loro per un tempo definito. L'adozione è invece permanente», spiega Silvia Lanfranchi, psicologa e psicoterapeuta, consulente dell'Ente per le Adozioni. Può capitare che l'affido diventi adozione o che si prolunghi per anni e anni, dipende dalla situazione.

Le due situazioni comportano dunque dinamiche e problematiche simili ma diverse. L'importante è che la coppia scelga un percorso che si sente di fare e si confronti spesso, sia all'interno della coppia stessa, sia con altri e con esperti per chiedere aiuto e attivare un piano educativo concordato.

di Annalisa Bacci
PARLIAMO DI: affido, adozione

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