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Le nuove frontiere della diagnostica per la diagnosi precoce del tumore al seno

Le nuove frontiere della diagnostica per la diagnosi precoce del tumore al seno

In Italia una donna su dieci è colpita da un tumore al seno che nel 30% dei casi si manifesta prima dei 50 anni. La diagnosi precoce per questo tipo di tumore è di primaria importanza. Secondo una ricerca della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) la percentuale di possibilità di guarigione completa supera ormai il 90% dei casi, ma è essenziale che il tumore sia diagnosticato in tempo. Oggi le donne italiane sono più informate che nel passato, ma chiedono una maggiore attività di prevenzione.

E proprio dell’importanza della diagnosi precoce e delle nuove tecnologie diagnostiche di Imaging si è parlato al 46° Congresso nazionale SIRM, Società Italiana di Radiologia Medica, appena terminato a Firenze e presieduto dal Prof. Carlo Bartolozzi, Direttore del Dipartimento di Radiologia Diagnostica ed Interventistica dell'Università di Pisa.

Il passaggio alle tecnologiche e innovative immagini digitali utilizzate nella diagnostica del tumore al seno, ha, infatti, potenziato gli accertamenti permettendo analisi sempre più accurate, come ad esempio la Tomosintesi mammaria: una mammografia digitale ad alta definizione che scompone la mammella in tante immagini studiando in dettaglio eventuali lesioni che nell’immagine integrale resterebbero nascoste.

Un altro esame di nuova generazione è la palpazione elettronica (elastosonografia) che fornisce informazioni riguardo l’elasticità dei tessuti e consente di evidenziare alterazioni patologiche caratterizzate da ridotta elasticità. Infatti, i tumori maligni sono fino a 10 volte più rigidi dei tessuti circostanti.

"La Tomosintesi rappresenta il futuro della mammografia - spiega la Dott.ssa Stefania Montemezzi, Direttore U.O.C. di Radiologia d.O., Coordinatore Dipartimento Interaziendale di Radiologia - Se impiegato nello screening questo strumento diagnostico, utilizzato combinato con la Mammografia Digitale, aumenta del 30% la possibilità di diagnosi precoce e assicura un elevato livello di sensibilità. Inoltre, grazie allo studio della mammella attraverso l’acquisizione di multiple ‘fette’, consente di caratterizzare meglio le immagini di sommazione che possono essere causa di richiami inutili. Quindi la Tomosintesi, aumenta anche la specificità e, rispetto alla Mammografia Digitale, permette un migliore riconoscimento di lesioni aggiuntive e focolai multipli. - Ciò nonostante - continua la Dott.ssa Montemezzi - attualmente questa metodica viene utilizzata (sia nello Screening che in Senologia Clinica) principalmente come indagine di secondo livello. L’obiettivo è quello di renderla un esame di routine cercando di superare i principali limiti che sono rappresentati dalla dose e da un maggior tempo richiesto per la lettura di queste indagini".

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