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Nel mondo, un suicidio ogni 40 secondi

Nel mondo, un suicidio ogni 40 secondi

Un suicidio ogni 40 secondi, 800mila all’anno. Sono questi gli spaventosi numeri a livello mondiale del fenomeno del suicidio, l’estremo gesto a cui ricorrono ogni anno sempre più persone su tutto il pianeta.

In occasione della Giornata della Prevenzione del Suicidio, che si celebra oggi mercoledì 10 Settembre, Michele Cucchi, esperto psichiatra e Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, sottolinea la necessità di fornire conforto e speranza a chi soffre, spiegando inoltre l’importanza delle campagne di sensibilizzazione e le cause principali che portano a togliersi la vita in una società che chiede sempre di più, in tempi sempre più brevi, accrescendo così disagio e frustrazione. “È dibattuto da decenni il ruolo che la prevenzione può avere in termini di efficacia per combattere il proliferare dei suicidi – spiega il dottor Michele Cucchi – La direzione da seguire è quella della normalizzazione del disagio, alla quale si giunge solamente facilitando la richiesta di aiuto per chi soffre, soprattutto da chi non vuole farsi aiutare. Fondamentale è anche il ruolo dell’informazione, dai media alla divulgazione scolastica: andrebbero sviluppate le campagne d’informazione sull’argomento e la sensibilizzazione dei giovani, per far sapere a chi è depresso e sofferente che esistono persone preparate che li possono aiutare concretamente nel superare il proprio problema. Purtroppo però l’esperienza dei clinici è quella spesso dell’imprevedibilità del gesto, della totale incapacità di prevedere qualcosa che per definizione ha caratteristiche di totale irrazionalità e, quindi, d’imprevedibilità. Per chi si occupa di queste patologie l’obbiettivo fondamentale è uno: dare speranza ai loro pazienti nella sofferenza. È questo il primo passo per superare problemi che potrebbero degenerare in qualcosa di molto più grave e definitivo”.

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