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Miti e luoghi comuni sull’obesità

Una ricerca scientifica finalmente pone fine alle credenze popolari sull’obesità

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Miti e luoghi comuni sull’obesità

Nonostante non esista alcun supporto scientifico che avvalori le diverse credenze, anche sull’obesità circolano una serie di false tesi e convinzioni prive di alcuna base scientifica che non fanno altro che confondere le idee. Eppure molte persone preferiscono o, addirittura, “scelgono” di appoggiare infondate teorie, spesso anche originali, con l’idea di affrontare il problema dei chili di troppo attraverso una via dall’apparenza più breve e più facile. Una ricerca condotta da Krista Casazza insieme al suo team di nutrizionisti americani dell’Università dell’Alabama ha condotto una lunga e minuziosa ricerca sul web e sulle riviste scientifiche riguardanti tutte le errate convinzioni e credenze sulla perdita di peso e l’obesità. I ricercatori, dall’analisi delle informazioni raccolte sono arrivati alla conclusione di definire i luoghi comuni sul soprappeso come dei veri e propri “binari morti”, un vero e proprio pericolo che ostacola e rende decisamente più tortuoso il percorso necessario per la perdita dei chili di troppo.

 

Miti e credenze

1. Piccole riduzioni riguardanti sia la quantità di calorie assunte o consumate si sommano e determinano grandi cambiamenti sul peso a lungo termine. In pratica, una piccola riduzione dell’introito calorico, porterebbe a grandi risultati. Purtroppo questa è una utopia: se si vogliono raggiungere dei considerevoli obiettivi è necessario un cambiamento netto riguardante l’assunzione calorica e il dispendio energetico grazie all’attività fisica.

2. Fissare degli obiettivi realistici quando si vuole affrontare l'obesità, previene il senso di frustrazione dei pazienti responsabile di una minore perdita di peso. In realtà, ricerche scientifiche supportano la tesi opposta cioè le persone raggiungono migliori risultati se hanno obiettivi ambiziosi.

3. Si ottiene una maggiore riduzione del peso se il paziente è "pronto" a mettersi a dieta e quindi più predisposto psicologicamente al cambiamento del proprio stile di vita. Grazie ad alcune ricerche si è invece potuto affermare come la valutazione del grado di "prontezza" dei pazienti quando decidono di intraprendere una dieta non è né un indice predittivo della perdita di peso né favorisce il raggiungimento dell’obiettivo.

4. Un rapporto sessuale può far bruciare da 100 fino a 300 calorie. In verità, in media vengono bruciati circa 14 calorie per atto sessuale, un dispendio energetico paragonabile ad una passeggiata di pochi minuti.

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