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Procreazione assistita: accolto il ricorso di una coppia italiana contro la legge 40

La Corte europea accoglie l'istanza di una coppia affetta da fibrosi cistica che, secondo la legge italiana, non può ricorrere alla fecondazione in vitro

Procreazione assistita: accolto il ricorso di una coppia italiana contro la legge 40

(ANSA) - BRUXELLES, 27 GIU - La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha deciso di accogliere il ricorso presentato da una coppia italiana contro la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita. Rosetta Costa e Walter Pavan, questi i nomi dei due ricorrenti, sono entrambi affetti da fibrosi cistica, una malattia genetica che si trasmette in un caso su quattro al nascituro e vorrebbero quindi poter ricorrere alla fertilizzazione in vitro per poter fare uno screening embrionale. Ma attualmente la legge 40 consente la fertilizzazione in vitro solo alle coppie sterili o a quelle in cui il partner maschile abbia una malattia sessualmente trasmettibile, come per esempio l'aids. La coppia si è quindi rivolta a Strasburgo sostenendo che, in base alla sua attuale formulazione, la legge 40 viola il loro diritto alla vita privata e familiare e quello a non essere discriminati rispetto ad altre coppie, diritti sanciti dagli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Nel comunicato con cui ha reso noto di aver accolto il ricorso della coppia italiana, la Corte sottolinea come coppie nella stessa situazione possano già ricorrere alla fertilizzazione in vitro (e quindi allo screening embrionale) in 15 Paesi europei: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito. (ANSA).

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