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Mamme e bambini: 5 coccole che fanno bene a entrambi

Dopo nove mesi di gestazione, il neonato deve abituarsi all’ambiente esterno. Ecco come rendere sereno il passaggio. Gestualità e suoni che sollecitano stimoli positivi.

Mamme e bambini: 5 coccole che fanno bene a entrambi

Con la consulenza del Dottor Marcello Lanari, Pediatra, consigliere SIN (Società italiana di neonatologia)

 

La nascita è un momento incredibile di crescita e di scoperte. Ed è importante trasmettere da subito al neonato tutto il nostro amore di genitori. “In questi anni si è dimostrato che i bambini, così come i cuccioli, vanno coccolati con stimoli positivi, visivi e uditivi, favorevoli allo sviluppo emotivo, psicologico e intellettuale del bambino”, spiega il dottor Marcello Lanari, pediatra e neonatologo.

A questo proposito, la SIN (Società Italiana di Neonatologia) si occupa di studi rivolti alla ‘care’ con l’individuazione di fattori utili allo sviluppo del neonato, e che costituiscono un modello adattabile sia ai bambini che dopo la nascita subiscono un lungo ricovero sia a tutti i neonati. “Ed è proprio secondo questo modello, supportato da evidenze scientifiche, che si evidenziano quei gesti che, più di altri, possono trasmettere affettività ai nuovi nati”, avverte lo specialista.

 

Dal liquido amniotico alla vita

Il neonato nasce ad una vita esterna all’utero dopo nove mesi di gestazione nel liquido amniotico, che ha una funzione notevolissima. È questo, infatti, che modula gli stimoli sonori, quelli luminosi, e determina la possibilità di movimento del feto (si pensi che nell’utero la forza di gravità è ridotta a un terzo). Tutto ciò sconvolge il neonato dalla nascita. Dalle prime settimane di vita, pian piano, il bambino deve abituarsi all’ambiente esterno: un passaggio che possiamo facilitare attraverso alcune semplici mosse. “Non si tratta di suggerimenti complessi”, avverte l’esperto, “ma di un “supporto scientifico” a quello che d’istinto i genitori, soprattutto le mamme, da sempre fanno per i loro pargoli. Senza dimenticare che tutto ciò che riguarda i primi giorni di vita del bambino rimarrà per sempre nella loro vita”.

 

Come sollecitare gli stimoli positivi

Ecco cosa possono fare i genitori per trasmettere maggiore affettività al neonato, consentendogli di adattarsi alla nuova realtà fuori dall’utero materno.

  1. Il contenimento. Indipendentemente che si tratti di un prematuro o di un nato a termine, il suo contenimento deve ricordare l’utero materno: il suo spazio, in pratica, deve essere simile a un nido (la semplice culla può non essere sufficiente). Come realizzarlo? Utilizzando dei panni tiepidi che ricreino la temperatura dell’utero. Vietato far uso di un piano rigido, ma preparare al piccolo un’accoglienza soffice e confortevole, gradita soprattutto al neonato prematuro.
  2. Suoni e voci. Per il neonato è molto piacevole riconoscere il suono delle voci. Non dimentichiamo che il primo stimolo ricevuto dal feto è quello della voce materna, che ha imparato a sentire filtrata dal liquido amniotico, e il battito cardiaco della mamma che lo culla per tutti i mesi della gestazione. Riconoscere la mamma fuori dall’utero è fondamentale per la serenità del nascituro. Per questo il neonatologo consiglia di rivolgersi spesso al feto, e soprattutto di cantare: si è visto, infatti, che esso riconosce la voce materna nelle filastrocche per il ripetersi di alcuni suoni, specie dopo la ventesima settimana quando inizia ad avere un apparato uditivo capace di percepirli. Nelle settimane successive organizza questo senso, insieme a tutte le altre funzioni cerebrali, così che alla nascita l’udito è perfettamente in grado di riconoscere anche la voce della mamma. E quella del papà? “Mi rivolgo alle neomamme: è necessario coinvolgere da subito il papà a prendersi cura del suo piccolo”, sottolinea lo specialista. “Se pure il papà gli parla molto già nell’utero, il nascituro sarà in grado di riconoscere anche la sua voce che essendo per carattere più bassa sarà meno filtrata dal liquido amniotico. Altro suggerimento da dare ai genitori è di ricreare, durante la fase dell’allattamento, un ambiente vicino alla musica che concilia il sonno e il relax del neonato. Anni fa si parlava del cosiddetto effetto ‘Mozart’ ma con il tempo si è appurato che numerose altre suonate hanno una notevole incidenza sullo sviluppo cognitivo del bambino.
  3. Favorire il contatto con la pelle della mamma. È quello che gli americani chiamano ‘skin to skin’ ed è fondamentale nei primi minuti di vita del nascituro: sollecita il legame mamma-bambino ed è un aiuto per l’allattamento durante il quale il bambino propende naturalmente tra i seni materni.
  4. La ‘terapia canguro’. Appoggiare e massaggiare il neonato sul torace della mamma favorisce sicuramente la produzione di latte e permette al neonato di sviluppare meglio alcuni sensi, come quello del tatto. Mamma e bambino devono rappresentare un corpo unico.
  5. Sul papà in posizione fetale. Ai neonati piace molto rannicchiarsi sul torace del papà in posizione quasi fetale. Una gestualità calda e avvolgente, più idonea al papà proprio perché ha le mani più grandi. È un modo, oltretutto, per vivere al meglio la paternità nei primi giorni di vita del bambino.
di Aurora Sansotari

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