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Come essere una mamma perfetta e sopravvivere

La scrittrice Antonella Pfeiffer analizza con ironia la condizione della madre lavoratrice

Come essere una mamma perfetta e sopravvivere

Il film di Pedro Almodovar “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” risale al 1988, ma la condizione di stress per le donne è aumentata sempre di più, soprattutto se sono mamme e lavoratrici al contempo. Lo segnala l’Istat, che registra un 76,2% di lavoro famigliare a carico delle sole donne. A queste, si aggiunge una media dell’8% di madri costrette a lasciare il lavoro per motivi famigliari.

La tesi è sostenuta anche da Antonella Pfeiffer, che nel suo libro “La mamma perfetta” (Mursia, pagg. 144, euro 14,00) mette in pagina, con una buona dose di autoironia, la lotta che una madre di oggi deve sostenere per sopravvivere.

In un diario senza censure, una donna coltiva il sogno di diventare una mamma perfetta: attenta ma non asfissiante, allegra ma non superficiale, protettiva ma non oppressiva, libertaria ma non assente, impegnata e mai nevrotica, lavoratrice ma presente. In pratica, una “mission impossible” per continuare con le citazioni cinematografiche.

Che tu sia mamma-lavoratrice o mamma-casalinga (come se la casalinga non fosse una lavoratrice, senza orari oltretutto!), la giornata sembra dilatarsi all’infinito e la vita diventa una corsa folle per “arrivare in tempo”. Ma puoi scegliere: sentirti professionalmente realizzata e madre assente o madre presente senza lavoro. Perché è così che la società ti vuole! Ma scambiare consigli e disagi con le altre mamme aiuta, e nel terzo millennio, anziché ai giardinetti sotto casa, puoi incontrare le amiche sul web. Magari in un blog come “La voce delle mamme”, fondato dall’autrice del libro per far conoscere quello che le madri pensano e troppe volte non dicono nemmeno ai mariti.

di Clara Biancardi