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Le vaccinazioni, perché è importante farle

Proteggono non soltanto il bambino di oggi, ma anche l’adulto di domani

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Le vaccinazioni, perché è importante farle

Lo ribadiscono di continuo le principali associazioni di pediatria internazionali: le vaccinazioni hanno permesso di ottenere importanti vittorie contro numerose malattie infettive. Basti pensare al vaiolo che oggi non esiste più e alla poliomielite di cui ormai si verificano solo pochi casi e che secondo l'OMS, l’Organizzazione mondiale per la sanità, presto sarà definitivamente debellata. Ma non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia.

Il tetano per esempio ancora miete vittime tra chi non ha la copertura vaccinale o non ha effettuato i richiami da adulto. "Anche se nel nostro Paese in questi ultimi vent'anni le condizioni igienico-sanitarie sono decisamente migliorate, da sole non bastano a salvaguardare la salute dei nostri bambini," ci spiega Giovanni Cavagni, Ambulatorio vaccinale, dipartimento di medicina pediatrica, Ospedale Bambin Gesù di Roma. "Le vaccinazioni sono importanti, perché proteggono non solo il bambino di oggi, ma anche l'adulto di domani." Ora fra l'altro sono disponibili i vaccini cosiddetti combinati che permettono di effettuare più vaccinazioni con un'unica somministrazione.

 

Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate

In Italia sono obbligatorie le vaccinazioni contro difteritepoliomielite, tetano, epatite B. "Sono chiamate così  perché è stabilito dalla legge che tutti i bimbi devono effettuarle," aggiunge il dottor Cavagni. "Proteggono contro malattie assai gravi e che sono tutt'ora sempre in agguato." Sono invece raccomandate le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, pertosse e infezioni da Haemophilus influenzae b. "Molti considerano inutili queste ultime vaccinazioni, ma è un errore," dice il dottor Cavagni. "Permettono di evitare al bambino particolari malattie che in caso di complicanze possono rappresentare un rischio per la sua salute." Qualche esempio? La pertosse è una malattia molto seria specialmente nel primo anno di vita perché può causare complicazioni a livello polmonare e cerebrale. Il morbillo può degenerare in una grave otite o in broncopolmonite. La parotite invece, più conosciuta come "orecchioni", se presa dai ragazzini durante l'adolescenza può portare a problemi di fertilità, mentre la rosolia aumenta il rischio di malformazioni al feto se contratta dalla donna durante la gravidanza. L’Haemophilus influenzae tipo B, infine, è la causa più comune di meningite soprattutto nel primo anno di vita.

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