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Rispolveriamo i giochi della tradizione

Non solo computer: approfittiamo del sole, dello spazio e del tempo libero per insegnare ai bambini come si giocava una volta

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Rispolveriamo i giochi della tradizione

Si parte per il fine settimana, ma per una volta “dimenticatevi” qualche cosa. Per gioco, per fare un favore a voi stessi e ai vostri figli, anche se insistono, lasciate a casa playstation, gameboy e qualsiasi altro gadget elettronico. Infilate invece in valigia una corda per saltare, un set di biglie colorate, qualche palla di varie dimensioni e, perché no, un libro con le istruzioni per i giochi all’aperto. È questo il suggerimento di psicologi e educatori: approfittare dello spazio e del tempo libero delle vacanze per far ritrovare ai bambini un modo diverso di stare insieme, di giocare e divertirsi. Magari anche con i propri genitori.

 

Bambini “organizzati”

  In città, dove mancano spazi liberi e il tempo da vivere in famiglia è limitato, i bambini trascorrono molte ore da soli, davanti alla televisione, oppure in compagnia dei videogiochi. Una recente indagine Eurisko ha analizzato i loro gusti e le scelte di “mercato”: i giochi elettronici sono i preferiti dal 43% dei bambini tra11 e 13 anni. “In effetti cominciano anche prima”, dice Antonella Patrizi, psicoterapeuta della famiglia”, nessuno nega che i giochi telematici sviluppino nei più piccoli alcune capacità, come quelle deduttive, ma non coinvolgono il corpo, la fantasia, l’aspetto affettivo e di relazione”. Tutto poi è già organizzato: tra sport, danza e ginnastica, i bambini non si annoiano di certo, e imparano. “Ecco il punto: imparano ma spesso non giocano”, dice Patrizi, “non usano la fantasia, non entrano in relazioni “libere” con gli altri”. Perciò li fine settimana all’aperto o le vacanze estive possono diventare un’opportunità. C’è finalmente del tempo vuoto, non preorganizzato. E tanto spazio.

 

I giochi perduti 

 Fateci caso: può capitare che, una volta lasciati a se stessi, privi dei loro “strumenti” elettronici di gioco, i bambini si sentano smarriti. A questo punto i genitori possono aiutare i bambini a superare la difficoltà. Chi non ricorda ‘strega comanda color’, oppure ‘mondo’, o ‘rubabandiera’?”, ci suggerisce Gabriella Seveso, docente di Storia della Pedagogia al corso di Scienza della formazione primaria dell’Università Bicocca di Milano. Giochi di squadra, o a coppia, che richiedevano pochi materiali.Vi partecipavano indifferentemente maschi e femmine. Adesso invece i giochi strutturati tendono a dividere le competenze maschili e femminili. Via libera allora ai giochi dimenticati: ve ne ricordiamo alcuni con le indicazioni dell’età a cui sono più adatti. Siamo certi che non farete fatica a recuperarne altri. 

PARLIAMO DI: gioco, tradizione, regole, riflessi,

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