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Perché i bambini amano tanto i peluche?

Morbidi e rassicuranti, aiutano i piccoli a instaurare le relazioni affettive e a superare le piccole ansie

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Perché i bambini amano tanto i peluche?

Giochi di peluche e bambole rimangono i preferiti dei più piccoli, soprattutto in certi momenti della giornata, nonostante l’invasione di giochi ipertecnologici e sofisticatissimi. Il motivo? “Rappresentano l’affettività per imparare ad amare – afferma Simonetta Cherubini, pediatra e neonatologa all’Ospedale e al Centro polispecialistico MedicalB di Busto Arsizio (Varese) – e l’oggetto transazionale per superare le paure”. Ma anche i giochi elettronici hanno un senso per lo sviluppo delle capacità del bambino, così come i puzzle, i giochi simbolici e tutto ciò che favorisce la creatività come le costruzioni e i pennarelli per disegnare. Ogni gioco, insomma, ha il suo perché. Senza dimenticare i libri, da proporre già a sei mesi di età. E ricordiamo che i bambini amano cimentarsi con un gioco molto di più se qualcuno gioca con loro.

 

Peluche per amare e superare le paure

Attraverso i pupazzi di peluche, il bambino comincia a instaurare le prime relazioni affettive. Nell’oggetto morbido e rassicurante, il piccolo vede se stesso e rivive la relazione d’amore con la propria mamma. Orsacchiotti, coniglietti e animaletti morbidi sono piacevoli al tatto e fungono da tramite tra il mondo interiore del bambino e l’ambiente esterno. Rappresentano la famosa “copertina di Linus”, un’ancora di salvezza sulla quale il piccolo proietta le sue paure, tipiche della fase del distacco dalla mamma, e riesce a superarle. Questi giocattoli hanno il pregio di insegnare il valore della relazione dalla nascita fino ai tre-cinque anni di età. “Ma alcuni bambini ne hanno bisogno anche oltre, fino ai sei anni, senza che questo – precisa la dottoressa Cherubini – debba essere considerato un problema. Il ‘piccolo ‘amico’ verrà abbandonato naturalmente quando il bambino si sentirà pronto”.

 

I giochi elettronici

Tra i giochi elettronici per eccellenza spicca il computer. Ma anche il cellulare è tra i più amati dai bambini. I piccoli vedono gli adulti che li utilizzano e desiderano imitarli. “I computer e i cellulari adatti ai bambini sono utili perché contengono programmi – spiega la dottoressa Cherubini – che stimolano attività mnemoniche e di ragionamento. Ogni età ha il suo percorso e, quindi, si deve acquistare il gioco adeguato a quella specifica tappa evolutiva”. Cellulari con la musica, quindi, andranno bene verso i sei-nove mesi di età, mentre dai 18 mesi si potranno trovare anche con l’alfabeto o i numeri. I computer elettronici, invece, in genere sono adatti dai tre-quattro anni di età.

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