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Nonni: come gestire il rapporto con figli e nipoti

Amorevoli e saggi devono essere presenti nella vita dei bambini di casa ma senza interferire nell’educazione che solo i genitori devono impartire. Un ruolo non sempre facile.

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Nonni: come gestire il rapporto con figli e nipoti

Con la collaborazione del prof. Italo Farnetani, pediatra e autore del libro “Nonni autorevoli”.

 

I nonni sono fondamentali nella vita dei bambini. Una fonte inesauribile di amore e una grande risorsa per la società. Spesso arrivano in soccorso di genitori affaticati dalla quotidianità divisa tra lavoro e impegni familiari. Gli angeli custodi dei nostri figli? Assolutamente sì. L'importante, però, è mantenere una distinzione nei ruoli. Una cosa è essere genitori, con tutte le responsabilità e incombenze che ciò comporta. Altra storia è essere nonno, sinonimo di saggezza e di amorevole pazienza.

 

Genitori e nonni: due diverse figure

Cara nonna, a costo di morderti la lingua, "non intrometterti mai, assolutamente mai, di fronte ad un no (anche se troppo duro) della mamma. Bisogna che ti affacci in punta di piedi nel suo modo di educare il figlio”, intima il professor Farnetani. 

E tu, mamma: la suocera diventa scomoda perché interviene al tuo posto? “Controlla l’irrefrenabile impulso che ti porterebbe a dirle: ‘Fatti i fattacci tuoi che a mio figlio ci penso io – continua il pediatra -.  Il bambino non deve capire che ci sono delle incomprensioni o dei modi differenti nei quali affrontereste una questione che lo riguarda”. In poche parole, genitori e nonni sono entrambi importanti, anche se in maniera diversa, e non sarebbe bello per il piccolo vederli in contrapposizione.

 

La teoria dei “cerchi”

È una questione di ruoli. I nonni devono operare in sinergia con i figli senza interferire nel loro ruolo educativo di genitori. Un passaggio fondamentale che lo specialista spiega utilizzando la “teoria dei cerchi concentrici”: nel primo cerchio trovano posto papà e mamma che adottano strategie educative, politiche familiari per la migliore crescita dei figli. Hanno il ruolo, spesso scomodo, di mettere dei limiti: quando fare i compiti, come stare a tavola, l’orario in cui andare a letto. Insomma, dicono loro cosa fare e soprattutto cosa “non” fare.

È nel secondo cerchio che si posizionano i nonni e tutte le figure maggiormente presenti nella quotidianità dei bambini (insegnanti, baby sitter, zii). A loro non spetta fare scelte educative. Sono importanti per la valenza affettiva e non devono mai varcare il primo cerchio occupato dai genitori. “Accettate il fatto che i vostri di figli siano ora degli adulti genitori – dice Farnetani rivolgendosi ai nonni -. In fondo è anche in base ai vostri insegnamenti che sapranno dare la giuste indicazioni. E poi, potete godervi i vostri nipoti liberi da responsabilità senza dover per forza preoccuparvi di cosa è giusto e cosa è sbagliato…”. Perché non approfittarne? Inoltre, intervenendo nelle regole si rischierebbe di mandare il bambino in confusione. “Quando il papà dice che il gelato alle quattro non si mangia - commenta il pediatra - il nonno non dovrà cedere altrimenti il bimbo non capirà più se andrà bene oppure no mangiare il gelato alle quattro”. Allo stesso modo, se il bambino una sera è lasciato in casa con i nonni e andrà a dormire un poco più tardi dell’orario solito, dovrà capire che si tratta di un’eccezione. O meglio, di una concessione stabilita in precedenza dai genitori: “un benevolo benestare di mamma e papà”.

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