I VIDEO DI ROSANNA
Oroscopo della salute Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno Acquario Pesci Oroscopo della settimana

Mio figlio è dislessico

Riconoscere precocemente il disturbo permette di gestire al meglio tutte le difficoltà del bambino

No pagePagina successiva
Mio figlio è dislessico

Con la consulenza del professor GIACOMO STELLA, Ordinario di Psicologia clinica all’Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore scientifico Istituto Ricerca Dislessia Evolutiva (IRIDE), autore di “Tutta un’altra scuola!” (Giunti).

Quando un bambino ha difficoltà a man­tenere l’attenzione a scuola, a concen­trarsi, è molto lento nella lettura oppure non comprende bene ciò che ha letto, allora potrebbe essere dislessico. La dislessia è un disturbo neurologico classificato tra i Disturbi specifici di apprendimento (DSA). Oggi, fortunatamente, viene diagnosticata con più facilità rispetto al passato e trattato in tempi più rapidi. La principale caratte­ristica di questo disturbo è la “specificità”, cioè la difficoltà che hanno alcuni soggetti in età scolasti­ca a leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. Non è una malattia, ma una neurodiver­sità, cioè uno sviluppo neurologico atipico. Che si può trattare con successo.

Cosa succede in pratica
Il bambino dislessico mostra difficoltà nella lettura corretta delle parole scritte, scambia lettere simili come la “b” con la “d”, la “p” con la “q”, la “e” con la “a”. A volte, inverte l’ordine delle lettere all’interno di una parola o mostra una difficoltà nella scrittura delle parole e nella competenza ortografica (si dice disortografia) oppure ha problemi nella grafia (disgrafia), che si manifesta con una scrittura poco leggibile. Inoltre, la dislessia spesso è associata alla discalculia, un disturbo dell’apprendimento del sistema dei numeri e dei calcoli. Il pratica il bambino non riesce a identificare i numeri e scriverli, memorizzare le tabelline, eseguire le procedure di calcolo, la difficoltà nel numerare in senso progressivo... In alcuni casi, però, può verificarsi il cosiddetto disturbo associato e questo accade quando la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia compaiono insieme, oltre che isolatamente.

Non c’è deficit di intelligenza
È bene sottolineare che la dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici. Il bambino dislessico, che generalmente è vivace e creativo, è un bambino sano che riesce a scrivere e a leggere solo concentrando al massimo le sue capacità e le sue energie. Per questo si stanca molto più rapidamente rispetto ai suoi coetanei. Il disturbo è più frequente nei maschi, ma ancora non è chiara la causa, forse perché si associa ai disturbi del linguaggio, più frequenti nel sesso maschile. Il disturbo specifico di apprendimento è un tratto costituzionale, quindi, è presente sin dalla nascita. Generalmente, però, si manifesta quando il bambino inizia ad andare a scuola perché lì è richiesto di leggere, scrivere e fare i calcoli. Ed emergono le difficoltà, che in passato venivano spesso scambiate per semplice svogliatezza e questo creava ancora maggior disagio nel piccolo.

I primi segnali
In linea generale in età prescolare il segnale più evidente è il distur­bo del linguaggio. Se un bambino, al compimento del quarto anno di età, ha ancora significativi problemi nel parlare (che non sia ovviamente la famosa erre moscia) e dice, per esempio, ancora le “cappe” per dire le scarpe o la “potta” per dire la porta, allora ci sono circa l’80% delle probabilità che si manifesti la dislessia in età scolare. In termini di percentuale possiamo dire che, su cinque bambini che parlano con difficoltà, quattro avranno un distur­bo di apprendimento. Altri campanelli d’allarme possono essere la difficoltà in alcune abilità motorie come allacciarsi le scarpe oppure fare confusione nei rapporti spaziali e temporali (confondere la destra con la sinistra; ieri e domani; mesi e giorni). 

Vota questo articolo

Il voto dei lettori (3/5)

Commenti  Visualizza commenti     Stampa  Stampa articolo
Lascia un commento
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE...
Ansia da prestazione: adesso ne soffrono anche le donne
Ansia da prestazione: adesso ne soffrono anche le donne

In Italia una su cinque confessa di non sentirsi all’altezza

Plush dolls: bamboline anti-ansia per adulti un po’ nostalgici
Plush dolls: bamboline anti-ansia per adulti un po’ nostalgici

Non è una regressione al mondo dell’infanzia, ma il ritorno a un sano..

Bambini al sole: come proteggerli
Bambini al sole: come proteggerli

Alcuni semplici ma fondamentali accorgimenti per preservare i bimbi da..

Quando i bambini sono maleducati: è sempre tutta colpa dei genitori?
Quando i bambini sono maleducati: è sempre tutta colpa dei genitori?

Le buone maniere vanno insegnate subito, a partire dai tre anni. Quali..

Prima colazione: un appuntamento immancabile
Prima colazione: un appuntamento immancabile

Il primo pasto influenza le prestazioni fisiche e cognitive, soprattutto..

Sei vittima dell'ansia da prestazione?
Test - Sei vittima dell'ansia da prestazione?

Sempre le migliori in ufficio, in famiglia e sotto le lenzuola. Questa..