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Mamme e bambini: come affrontare l’autismo in famiglia

Oltre mezzo milione di famiglie hanno un bimbo affetto da disturbo autistico. La patologia si manifesta entro i primi tre anni di vita, più frequentemente nei maschi. L'importanza della a diagnosi precoce.

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Mamme e bambini: come affrontare l’autismo in famiglia

Con la collaborazione della dott.ssa Daniela Santangelo, Psicologa e Psicoterapeuta presso l’Associazione Psy e l’Associazione Scuola Viva Onlus Centro di Riabilitazione Neuromotoria in Roma.

 

L’autismo è un disturbo comportamentale associato a un deficit relativo allo sviluppo del cervello e della mente. In generale, i primi segnali manifestati dal bambino evidenziano problemi di comunicazione, associati spesso a un linguaggio poco sviluppato che porta ad utilizzare la gestualità al posto delle parole. A volte il bambino autistico presenta un’eccessiva sensibilità dell’udito, dell’olfatto o del gusto, oppure può mostrare difficoltà al minimo cambiamento che si presenta nella routine familiare, per esempio una modifica delle abitudini nella quotidianità o dell’ambiente che lo circonda. Tipico del bambino autistico è anche non rivolgere lo sguardo o l’attenzione verso l’oggetto al centro dell'interesse o delle indicazioni altrui. Soprattutto, in fase di stress, esegue ripetuti movimenti del corpo; tratta le persone al pari di oggetti; dimostra una mancanza di empatia; non percepisce pericoli; non partecipa a giochi interattivi; preferisce la solitudine alla compagnia dei coetanei.

 

L’Autismo in famiglia

Ogni madre è istintivamente capace di capire cosa è meglio fare o non fare per aiutare il figlio nella crescita, ma di fronte a una patologia come l’Autismo, è bene dire subito che da sola non ce la può fare. Ecco perché è importante che si rivolga alle strutture sanitarie, pubbliche e convenzionate, nate proprio allo scopo di aiutare i genitori ad affrontare i problemi che presenta la vita con il bambino autistico. Nonostante i primi momenti di sconforto, il senso di responsabilità del genitore verso il piccolo trasforma la sofferenza in collaborazione e dedizione, tutto ciò di cui ha bisogno il bimbo autistico. Il piccolo, infatti, necessita di vivere il proprio ambiente e la propria quotidianità, dalla quale però deve essere maggiormente protetto. Tenendo presente che, essendo bisognoso di relazioni sia con le figure di riferimento (genitori, insegnanti, educatori) sia con i suoi pari, è bene non isolarlo mai.

In caso di presenza di fratelli e/o sorelle, per evitare che questi si sentano trascurati, è opportuno responsabilizzarli spiegando loro le peculiarità della patologia, e stimolandoli a prendersi cura del fratello. Come? insegnandogli la gestualità, parlandogli o provando a giocare con lui. Molti bimbi autistici hanno difficoltà a fare i compiti e un fratello maggiore ha tanto da insegnare.

 

Le cause dell’Autismo

Per le origini della patologia, la letteratura scientifica di riferimento non indica al riguardo una singola causa. Come asseriscono alcune indagini scientifiche, alla base della sindrome autistica pare esserci un deficit neurologico, ma ciò non esclude possibili concause psicologiche, ad esempio delle disfunzioni importanti nelle dinamiche familiari, che potrebbero avere un ruolo addirittura complementare nell’attivazione del disturbo.

Per quanto riguarda l’ereditarietà, sono stati effettuati diversi studi e non tutti concordano tra loro: da alcune osservazioni scientifiche si deduce che nelle famiglie con un bambino autistico il rischio di averne un secondo è 25 volte superiore a quello di una coppia qualsiasi della popolazione generale.

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