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Mamma, ho paura dell’interrogazione a scuola

Gli esami non finiscono mai, e se da un lato causano brividi e preoccupazioni, dall’altro preparano alla vita. Per i bambini: il metodo per gestire gli stati d’animo non piacevoli. Per le mamme: i consigli per esser loro di “supporto”

Mamma, ho paura dell’interrogazione a scuola

A cura di Alessandro Cozzolino, Personal Life Coach

Web: www.alcoach.it  -  Skype: alessandro.co

"Dammi un po' del tuo tempo e io ti restituirò la tua vita"

 

 

Solo la parola continua a farci venire i brividi! Sarà il suono stesso del termine “interrogazione”, o i ricordi che questo ci fa tornare in mente, ma di certo il solo pensiero di quelle emozioni vissute in maniera così forte e indelebile alle scuole elementari, medie e superiori ha ancora un certo effetto. Sebbene per noi adulti sia solo acqua passata, per i più piccoli che si trovano oggi a “tremare” su quei banchi si tratta di sensazioni ed emozioni non sempre piacevoli, né facili da gestire. E se è vero che “gli esami non finiscono mai”, sappiamo però quando iniziano: al primo anno di scuola! Le interrogazioni - giuste o sbagliate che siano da un punto di vista didattico - hanno comunque il loro motivo di essere perché, in un certo senso, preparano alla vita: sempre ci sarà qualcuno che valuterà le nostre competenze e capacità. Sarebbe bello se i bambini apprendessero anche altro, come ad esempio cos’è l’autostima e come svilupparla. La scuola infatti si limita, il più delle volte, a fornire nozioni, educare e istruire, ma troppo spesso non insegna ad imparare, non educa alla conoscenza di se stessi né alla comprensione/gestione delle proprie emozioni. Ed è un peccato, perché l’emozione più tipica dei bambini che sanno che a breve saranno interrogati è - per certi versi - simile a quella di un adulto che sta per sottoporsi a un colloquio di lavoro o ad altre situazioni di stress lavorativo. Pertanto sarebbe utile se, sin da piccoli, anche noi occidentali avessimo la possibilità di cui godono molte realtà orientali di imparare a gestire le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, in particolare quando ci sentiamo tesi, sotto stress e - in un certo modo- spaventati. Come? Magari, seguendo un criterio di studio sviluppato secondo le proprie esigenze, la propria natura, le inclinazione personale e il proprio carattere.

 

Per i bambini: il metodo di studio

a- suddividere la mole dei compiti durante l’arco dell’intera settimana: il vero apprendimento si verifica decisamente meglio se diluito anziché concentrato. 

b- evitare le “sgobbate” notturne pre-interrogazione: perdere preziose ore di sonno la notte prima della prova aumenta l’ansia che conseguentemente interferisce in maniera estremamente pesante e negativa con la lucidità mentale.

c- assicurarsi di aver ben compreso la domanda: prima del compito scritto o dell’interrogazione orale è di fondamentale importanza essere certi di scrivere o dare risposte in linea con ciò che è stato richiesto. Se qualcosa non è chiaro, non esitate a chiedere delucidazioni. 

d- evitare di perdere tempo prezioso se non sapete rispondere: passare alla domanda successiva nel caso di un compito scritto o, se si tratta di un’interrogazione orale,  ammettere chiaramente all’insegnante che quella cosa specifica non è chiara. 

 

Per le mamme: come essere d’aiuto e di supporto ai propri figli, durante l’anno scolastico:

 

1- Non siate ossessionate dai voti e dalle pagelle. Il rendimento scolastico di vostro figlio non è tutto nella vita!

2- Siate sempre di supporto e incoraggiateli. Quanto più i vostri figli avranno fiducia in se stessi, tanto meglio renderanno sui banchi di scuola, e non solo! 

3- Non giudicateli sulla base di un singolo brutto voto. Il voto di per sé non è il miglior metodo di giudizio perché ci sono tanti altri fattori che possono influenzare una prova orale o scritta.

4- Non fate paragoni con gli altri alunni. Vostro figlio è unico ed è perfetto così com’è anche quando i voti a scuola non sono dei migliori. 

5- Insegnate a vostro figlio la curiosità per la cultura e il sapere. I bambini sono curiosi di natura ma spesso sono distratti da altro. Destate quindi in loro il desiderio di conoscere con giochi o spiegazioni che suscitino il loro interesse e quindi la loro curiosità verso la conoscenza.

6- Assicuratevi che dormano e mangino bene. Il giusto riposo e una dieta equilibrata sono le basi essenziali non solo per un’ottima crescita ma anche e soprattutto per un efficace apprendimento.

7- Fate in modo che il luogo dove studiano sia appropriato, in ordine, confortevole e privo di distrazioni. L’apprendimento risulta di gran lunga migliore e più efficace in un luogo ad esso dedicato. 

8- Non siate eccessivamente dure o - al contrario - permissive: lo studio è un impegno importante, fondamentale e ineludibile ma che ripaga con diversi benefici e numerose soddisfazioni, un po’ come il lavoro di mamma e papà!

9- Siate felici di dire ai vostri figli “sì” quando se lo meritano e imparate a dire “no” quando è il caso, e non solo dopo un voto alto o basso a scuola. Ma spiegate loro sempre le motivazioni per cui li accontentate o meno.

10- Molto spesso i bambini e i ragazzi studiano tantissimo per arrivare a prendere voti alti ma solo per accontentare mamma e papà. Spiegate loro che li amate a prescindere, che lo studio e le relative interrogazioni non sono una gara o una competizione, ma un impegno che serve a loro e non a voi. 

di Alessandro Cozzolino

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