I VIDEO DI ROSANNA
Oroscopo della salute Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno Acquario Pesci Oroscopo della settimana

Mal di testa nei più piccoli. Dolori da indagare

Possono preoccupare molto i genitori. Ma le cefalee nei ragazzini sono più frequenti di quanto in genere si pensi. E spesso sono “innocenti”

Mal di testa nei più piccoli. Dolori da indagare

Il mal di testa è uno dei disturbi più diffusi in età pediatrica, anche se, al di sotto dei 6 anni, difficilmente il bambino che ne è colpito saprà indicare di preciso il tipo di dolore che sta provando. "Quando si parla di mal di testa del bambino, bisogna restringere il campo alle cefalee primarie", spiega a più Sani più Belli il professor Luigi Alberto Pini, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee e direttore del Centro cefalee dell'università di Modena, "cioè quelle cefalee non legate ad altre patologie come infezioni di seni paranasali e otiti, che possono provocare dolori alla testa improvvisi e violenti ma che scompaiono quando si cura la patologia primaria".  Secondo le statistiche più recenti emicrania e cefalea muscolo-tensiva colpiscono circa il 30% dei bambini italiani in età scolare (6/10 anni) e il 14% degli adolescenti dopo la pubertà (12/17 anni), con una incidenza maggiore, dopo i 12/13 anni, tra le ragazze, in concomitanza i cambiamenti ormonali che iniziano con lo sviluppo. Nel caso dell'emicrania un ruolo importante è giocato dalla familiarità: i bambini più soggetti al mal di testa sono, infatti, quelli che hanno un genitore che ne soffre (se mamma o papà soffrono di emicrania c’è una probabilità del 50/75% che anche il figlio ne sia colpito).


Cause e sintomi

I fattori scatenanti del mal di testa possono essere moltissimi, anche nei piccoli. "Possono essere di natura psicologica o fisica, ma anche da affaticamento", spiega Luigi Alberto Pini. "I fattori alimentari, non sono facilmente identificabili e, nonostante se ne parli molto, non sono dimostrati”. Nei piccoli il mal di testa si presenta in genere come dolore frontale, pulsante o costrittivo, con un’intensità variabile e una durata che varia da mezz'ora a 72 ore, con scarsi fenomeni di accompagnamento. "I casi più seri, in cui è bene preoccuparsi, sono quelli di cefalee improvvise, violente, con vomito", prosegue Pini, "ma anche quando le cefalee di minore importanza diventano molto frequenti. In questi casi spesso il dolore è un segno d malessere del piccolo che va valutato e ascoltato con attenzione".

 

La prevenzione è importante
Rivolgersi al medico per la diagnosi e agire anche sullo stile di vita La prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra di fiducia. L'atteggiamento più giusto è quello di seguire le sue indicazioni che in genere sono sufficienti a risolvere la situazione. In caso di una cefalea persistente, invece, è opportuno rivolgersi a un Centro cefalee. Il ricorso allo specialista è indispensabile per arrivare a una corretta diagnosi nelle forme più complesse o poco chiare e nella gestione delle forme croniche, poco frequenti, ma molto importanti. "Quasi tutti i bambini arrivano alla nostra osservazione dopo avere fatto una visita oculistica e una visita otorinolaringoiatrica che spesso esclude forme acute, ma non esclude quelle forme croniche di bassa intensità che possono essere causa di cefalea", dice Pini. "Fondamentale però è soprattutto la prevenzione. La cefalea nel bambino si può prevenire attraverso misure 'igieniche'. Dieta, relazioni con genitori e scuola, stile di vita non competitiva". Ma anche con una terapia farmacologica mirata se è necessario.

di Antonio Murzio

Vota questo articolo

Il voto dei lettori (3/5)

Commenti  Visualizza commenti     Stampa  Stampa articolo
Lascia un commento