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Facciamo un gioco insieme?

I consigli dell’esperta per condividere con i bambini i momenti di gioco, evitando gli errori.

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Facciamo un gioco insieme?

Con la consulenza della dottoressa Silvia Piva, psicologa infantile 

 

Un po’ per la mancanza di tempo a disposizione, un po’ per le mille incombenze che ci tocca sbrigare, spesso dimentichiamo di giocare insieme ai nostri piccoli. Eppure l’attività ludica rappresenta al pari di altre un’utile canale di comunicazione tra il nostro e il loro mondo. Un’occasione per interagire, esprimersi e condividere in famiglia un’esperienza di vita che spesso ci dimentichiamo di vivere con loro. “Il gioco per il bambino – afferma la dottoressa  Silvia Piva, psicologa infantile - rappresenta  la forma più importante di esplorazione del mondo e della realtà che lo circonda. Ha la funzione di aiutare il bambino a sviluppare proprio l’abilità richiesta in quella fase. Il gioco significa crescita e sviluppo non solo delle abilità motorie e cognitive ma anche delle abilità relazionali  e di socializzazione. Attraverso il gioco il bambino  sperimenta la possibilità di identificarsi e di impersonare diversi ruoli, secondo il genere cui sente di appartenere. Giocare con il proprio bambino significa dedicare tempo di qualità  alla relazione con lui. Inoltre i genitori con la loro presenza diventano uno stimolo costante per lo sviluppo delle abilità linguistiche, relazionali e sociali. I bambini vanno sostenuti in ognuna delle fasi dello sviluppo anche attraverso la partecipazione al gioco. Un libro sfogliato da solo è molto meno interessante dello stesso libro letto da papà che fa il verso di tutti gli animali disegnati. Giocare al cavaliere ad esempio è più divertente se la principessa da salvare è la mamma”.

 

 Tre buoni motivi per giocare insieme a loro

  • Perché il gioco è un momento di crescita:” la crescita- ci spiega l’esperta- è conseguenza naturale del gioco stesso. Quello che i genitori possono  aggiungere è la loro presenza, liberando anche la loro immaginazione. Il mio consiglio  è quello di trovare un po’ di tempo ogni giorno per divertirsi con i propri figli mettendo parte di sé stessi nel gioco”.
  • Perché  è  un canale di comunicazione: ” Il gioco tra genitori e figli significa relazione e questo chiaramente comporta di per sé una comunicazione. Nel gioco, soprattutto in quello simbolico e di ruolo, si possono agire le emozioni attraverso i personaggi, spronando il bambino a parlare di sé stesso e delle sue emozioni, cioè di cosa lo rende felice o arrabbiato, di cosa gli fa paura o lo rende triste. Partendo dal gioco si può parlare  del mondo emotivo del bambino aiutandolo ad esprimere a parole ciò che sente e a descrivere la sua realtà”.
  • Perché un’occasione per far comprendere le regole: ”Attraverso il gioco si possono spiegare e introdurre le regole in una modalità comprensibile ed accettabile  aiutando il bambino a metterle in atto in famiglia e a scuola. Il gioco infine aiuta a creare una relazione profonda tra genitori e figli ed è in una relazione significativa che la comunicazione diventa efficace e duratura” .  

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