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Consigli pratici sullo svezzamento del bambino

Qual è il momento migliore per iniziare a dare le pappe al piccolo? Quali gli alimenti proibiti? Sono tanti i dubbi delle neo-mamme...

Consigli pratici sullo svezzamento del bambino

Il divezzamento effettivamente rappresenta una tappa fondamentale per il bambino ed è necessario effettuarlo in modo scrupoloso per evitare o ritardare lo sviluppo di possibili fenomeni di allergia o intolleranza alimentare. In linea generale, quindi, è meglio non iniziare a introdurre le pappe prima del sesto mese e, comunque e a parte casi particolari, non proporre alimenti diversi dal latte fino almeno al quarto mese” spiega Simonetta Cherubini, primario di pediatria e neonatologia all’Ospedale e al Centro polispecialistico MedicalB di Busto Arsizio (Varese). E dopo? “Successivamente, sempre come regola generale, si può iniziare ad introdurre la  mela dopo il quarto mese  fino al divezzamento con la prima pappa del mezzogiorno. Importante, inoltre, l’introduzione graduale e distanziata degli alimenti, al fine di poter individuare un rapporto causa-effetto in caso di comparsa di sintomi predittivi di intolleranza o allergia”. Sì, ma quali sono gli alimenti indicati? E quali quelli vietati?

 

La pappa

La prima pappa del piccolo sostituisce il latte di mezzogiorno ed è costituita da brodo vegetale. Si prepara facendo bollire per un’ora in un litro di acqua circa 300 grammi di patate, carote, zucchine , lattuga, erbette. Filtrare il brodo e versare a pioggia 25-30 grammi, che corrispondono a tre-quattro cucchiai da tavola, di crema di riso o mais di tapioca. Aggiungere, poi, un cucchiaino di olio extravergine di oliva. Senza mai salare o zuccherare. Dopo quattro o cinque giorni, se è ben tollerata, aggiungere 20 grammi di carne fresca cotta a vapore e frullata oppure mezzo vasetto di liofilizzato o omogeneizzato. Inizialmente è consigliabile preferire carni quali tacchino, coniglio, agnello. Dopo due settimane si può arricchire il brodo con altre verdure che possono, inoltre, essere aggiunte nella misura di due-tre cucchiaini aumentando anche la quantità di carne fino a 30-40 grammi (oltre la metà di vasetto liofilizzato o omogeneizzato). Aggiungere, poi, un cucchiaino di parmigiano reggiano o grana padano. La “consistenza” della pappa viene scelta dal lattante e, quindi, potrà essere più densa o più fluida, a seconda delle esigenze del piccolo. Durante la pappa,  si può offrire da bere al  bambino, ma senza forzare. Dopo circa un mese dall’introduzione della prima pappa e se il piccolo mostra di gradire, si può sostituire anche il latte della sera con la seconda pappa con le stesse precise modalità di preparazione, fatta eccezione per la carne: al suo posto si aggiungono formaggi freschi come ricotta, quartirolo, robiola, caprino. E dal settimo mese, al posto della crema di riso e mais e tapioca, introdurre il semolino e le creme cereali (che rappresentano il glutine, vietato fino almeno al sesto mese di età). Dall’ottavo mese si può introdurre il  pesce e a questo punto la pappa è  ogni volta variata, alternando pesce, carne, prosciutto cotto, formaggio. È importante, infine, offrire  al  lattante la frutta (solo mela, pera, banana, fino all’anno di vita) a fine pasto, per buona abitudine, sacrificando, piuttosto, qualche cucchiaio di pappa. Anche la merenda può essere sempre diversa, con latte o frutta o yogurt (nello yogurt si può mescolare il biscotto granulare o pezzetti di frutta per renderlo più appetitoso). A quest’età il latte verrà assunto dal piccolo solo a colazione e qualche volta a merenda e, a partire dai 12 mesi, si può introdurre il latte di proseguimento. “Il latte– sottolinea la dottoressa Cherubini -  è un alimento importante, ma non si deve abusarne nell’offerta e non si deve sostituirlo alle pappe per comodità. L’alimentazione lattea va gradatamente sostituita e protrarla predispone il piccolo al rischio di sovrappeso. Vi sono, poi, alcuni alimenti, potenzialmente allergizzanti – precisa la dottoressa Cherubini – e che devono essere introdotti dopo i 12 mesi di vita e parliamo di uovo, pomodoro, legumi, agrumi,  fragole, pesche, melone, frutti tropicali”.

 

Consigli pratici

Non conservare il brodo vegetale in frigorifero per più di 24 ore. Un consiglio pratico è di prepararne una quantità doppia o tripla e congelarla in piccoli contenitori da scongelare giorno per giorno a bagnomaria o nel forno microonde” raccomanda la dottoressa Cherubini. E ricordarsi di avere tanta, tantissima pazienza. Non sempre il piccolo gradisce la novità e ama la pappa immediatamente. È una normale reazione al cambiamento della sua routine quotidiana o al cucchiaino rispetto alla morbida tettarella o al rassicurante seno materno. Per questo può essere utile abituarlo al suo uso un po’ prima dell’introduzione della pappa con la merenda a base di frutta. “I primi tentativi di somministrare la pappa spesso sono fallimentari o quasi, ma dopo qualche giorno il piccolo si abituerà. Non si devono trasformare questi attimi in occasioni di scontro madre-figlio, però, sono sconsigliabili atteggiamenti accomodanti quali offrire in alternativa il “vecchio latte” o proporre tv, canzoncine e  giochi che deconcentrino il bambino dal momento della pappa, da percepire come  una fase in cui non si gioca, ma si chiacchiera e si sta a tavola insieme ai genitori. Anche l’insistenza per farlo mangiare è da limitare  perchè controproducente e mina l’autostima del bambino, con le sue esigenze e la sua tempistica peculiare. E’ normale che una mamma, soprattutto alla prima esperienza, si affidi ai consigli altrui, ma i bambini sono tutti meravigliosamente diversi e ogni mamma ha l’istinto ideale e unico per il proprio figlio” conclude la dottoressa Cherubini.

di Livia Zacchetti

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