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Andare all’asilo senza piangere e con il sorriso!

Urla, pianti e capricci: che cosa fare se i bimbi si rifiutano di uscire di casa alla mattina? Ecco come convincerli

Andare all’asilo senza piangere e con il sorriso!

Con la consulenzadella dottoressaSimonetta Cherubini,primario di pediatria e neonatologia all’ospedaledi Busto Arsizio(Varese)

È frequente che i bambini vadano all’asilo (o al nido, per cui vale lo stesso discorso e gli stessi consigli) “a correnti alterne”: manifestando gioia o disperazione a seconda del loro stato d’animo. L’arrivo di un fratellino o di una sorellina che sta a casa con la mamma (come nel caso della nostra lettrice Miriam), mentre “lui” è all’asilo, è fonte di gelosia e di capricci per non andarci. Una volta individuato il disagio ed escluso qualsiasi problema legato alla struttura o caratteriale, il consiglio per i genitori è quello di essere dolci e decisi allo stesso tempo, rispettando la regola della gradualità. Ecco, allora, i consigli per gestire al meglio la situazione.

 

Tre regole d’oro

Il tentativo di ritardare il momento del distacco dal bambino, indugiando sulla porta, chiedendo un altro bacio, ponendo domande rincuoranti per la mamma ma non per il bambino, come “sei allegro?”, “non sei arrabbiato perché la mamma va via, vero?” va assolutamente evitato. Non si deve essere i primi a dimostrare ansia per la separazione perché i bambini sono molto ricettivi e capiscono che la mamma è triste. I bambini devono essere confortati dalla presenza dei genitori, ma mai eccessivamente protetti o fatti vivere in una campana di vetro.

Il piccolo all’asilo non andrà semplicemente “consegnato” all’educatrice, ma dovrà vivere quei rituali che diventeranno uno schema riconoscibile e rassicurante. Per esempio, la mamma può aiutarlo a indossare il grembiulino, accompagnarlo in classe e intrattenersi con l’educatrice, che apparirà come una amica. Inoltre, si deve essere puntuali all’orario di uscita, in modo che il piccolo non viva con ansia l’attesa e non avverta la sensazione di delusione vedendo allontanarsi gli altri bimbi, già ricongiunti alle proprie mamme.

Dopo un'assenza per motivi di salute o per vacanza, è piuttosto normale che un bambino ricominci a fare i capricci. È stato a casa, coccolato, e ha interrotto la sua routine. Proprio per questo, quando è possibile, è bene scegliere periodi di vacanza durante le chiusure in modo da dare continuità alle abitudini del piccolo. Alcuni nidi inoltre propongono diversi orari di uscita ma frequenza quotidiana oppure una specie di part-time verticale in cui il bambino frequenta solo 2 o 3 volte la settimana per l’intera giornata. Se possibile meglio scegliere la frequenza quotidiana per dare modo al bambino di sentirsi parte

 

L'inserimento richiede tempo

Il percorso di separazione dai genitori è fondamentale per la crescita del bambino, che impara a essere indipendente e pone le basi per un sano sviluppo relazionale, ma la prima volta deve essere graduale. Quando il piccolo inizia ad andare al nido o all’asilo, si deve portare solo per qualche ora, come prevede l’inserimento in ogni struttura, e, salutandolo, si deve essere rassicuranti. Generalmente il primo approccio del bambino è positivo, stimolato dalla curiosità di un luogo così pieno di giochi e coetanei. Superati i primi giorni di novità subentra, però, il dolore del distacco dalla famiglia e dalle proprie consuetudini, così care a tutti i bambini perché rappresentano la sicurezza e il “conosciuto”. Il timore della separazione termina, però, nel momento in cui il piccolo capisce che il genitore non l’ha abbandonato, ma torna ogni giorno dopo una certa attività scandita dalla struttura (il pranzo, il sonnellino, dopo il laboratorio di disegno, ecc.). È bene che la mamma stia qualche attimo con il figlio e gli amichetti, mostrandosi interessata alle loro attività, così da indirizzare l’attenzione sull’ambiente circostante e non sul momento del distacco. Salutandolo i gesti devono essere rassicuranti come un bacio rapido accompagnato da un sorriso e una carezza, una frase allegra come “divertiti, stasera racconterai a papà e mamma che giochi avete fatto” oppure “fai un bel disegno e stasera lo regaliamo al papà”.

 

È la paura dell’abbandono a scatenare l’ansia

Il motivo principale dei capricci di un bambino che non vuole andare all’asilo o al nido spesso non è altro che la paura dell’abbandono da parte dei genitori, cioè l’angoscia di poter essere separati dalla mamma o dal papà. Si tratta di una sofferenza comune che nasce da un timore tipico della crescita dai sei mesi fino ai 5-6 anni di età. Questi timori si manifestano, in particolare, nei confronti della principale figura di riferimento, la mamma, con cui i bambini hanno avuto, nei primi mesi di vita, un legame di completa dipendenza. La mamma, infatti, non fa semplicemente parte del loro mondo, ma “è” il loro mondo. Con il passare del tempo, però, è altrettanto normale che i bambini inizino a separarsi da lei, interagendo con l’ambiente esterno attraverso l’esplorazione, il gioco e la socializzazione. E che, successivamente, frequentando il nido o l’asilo, inizino il percorso che li porta all’indipendenza. Durante questa fase, quindi, i bambini cercano sempre la mamma e la famiglia come fonti di affetto, stabilità e accudimento e non vorrebbero staccarsene mai. Il primo giorno al nido o all’asilo o la nascita di un fratellino di cui si è gelosi o l’essere stati sgridati o messi in castigo dall’educatrice o l’aver litigato con un amichetto possono enfatizzare il bisogno di sicurezza dato dalla mamma, provocando un rifiuto verso la struttura, gli educatori e i compagni. I motivi, insomma, sono i più vari e ogni mamma deve cercare di approfondire chiedendo anche alle maestre ma continuando a far frequentare la struttura al piccolo. Se alla base c'è la gelosia è per un fratellino, la mamma dovrebbe cercare di dare meno attenzioni al neonato. Se è per causa di un litigio con l’amichetto, potrebbe raccontare che anche lei o il papà avevano litigato con l’amico del cuore e poi avevano fatto pace. E così via. 

di Livia Zacchetti
PARLIAMO DI: asilo, bambini

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