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Quei “ciccioni” degli italiani

Alimentazione scorretta, pigrizia, cattive abitudini sono le principali cause della crescita dell’obesità infantile nel nostro paese

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Quei “ciccioni” degli italiani

Cos’è successo alla nostra tanto osannata dieta mediterranea? Si deve essere persa per strada se oggi i bambini italiani hanno il triste primato di “più grassi d’Europa”.

L’obesità infantile nel nostro Paese riguarda il 12% dei bimbi tra i sei e i 10 anni, mentre ben il 24% risulterebbe in sovrappeso: un esercito di un milione e 138 mila bambini che ha seri problemi con la bilancia; la maglia nera se la aggiudicano le regioni meridionali, Campania in testa, con la percentuale più alta, il 49%. Sono i dati emersi dall’indagine “OKkio alla salute”, commissionata dal Ministero del Salute, che ha preso in esame un campione di 2610 scuole elementari italiane per rilevare le abitudini alimentari e l’attività fisica dei bambini dai 6 ai 10 anni.

 

Al bando la pigrizia!

Sempre dalla ricerca OKkio alla salute risulta che l’11% dei bambini non fa colazione e il 41% consuma quotidianamente bibite zuccherate e gassate; ma l’obesità non è solo frutto di abitudini alimentari sbagliate, tra i fattori di rischio c’è anche un’attività fisica insufficiente o del tutto assente. Secondo i dati raccolti dal progetto europeo Periscope (http://www.periscopeproject.eu/online/index.php) che ha preso in esame un campione di 1200 bambini di età compresa fra 3 e 6 anni in Italia, Danimarca e Polonia, gli italiani sono anche quelli che si muovono meno. Il 50% di loro non gioca quasi mai all’aperto, contro l’1% dei coetanei che pure vivono in paesi dal clima molto più rigido, e solo il 18% pratica qualche sport.  

Eppure basterebbe un’attività aerobica leggera, come una pedalata in bici o una bella camminata di mezz’ora, per diminuire la massa grassa corporea. Sono i genitori che dovrebbero dare il buon esempio ai bambini: meglio fare una passeggiata a piedi piuttosto che utilizzare l’automobile anche per brevi spostamenti o fare le scale invece di prendere l’ascensore.

Uno dei dati più preoccupanti riguarda la scarsa consapevolezza delle famiglie: il 49% delle mamme di bambini in sovrappeso, non riconosce il problema. Ammettere che il proprio figlio è sovrappeso è il primo passo nella lotta all’obesità infantile, perché solo con l’appoggio dei genitori gli eventuali interventi di controllo del peso possono avere un esito positivo. 

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