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Array ( [0] => Array ( [id] => 4786 [testo] => Intervista alla dottoressa Adele Teodoro ginecologa Durante la gravidanza, il fabbisogno di acido folico aumenta considerevolmente, tanto da rendere spesso insufficiente l'apporto alimentare di questa vitamina del complesso B, altrimenti nota come vitamina B9. L’acido folico è essenziale per la sintesi del DNA , delle proteine e per la formazione dell’emoglobina. Purtroppo non viene prodotto dall’organismo, ma deve essere assunto attraverso il cibo: è reperibile principalmente negli ortaggi a foglia verde, nei legumi, nel tuorlo d'uovo, nei carciofi, nelle rape, nel lievito di birra, nei cereali, in particolar modo se integrali, nei kiwi e nelle fragole.   È possibile assumerne la giusta quantità solo attraverso gli alimenti?Una sana e corretta alimentazione è una buona pratica da compiere durante tutto il ciclo della vita, anche se va posta maggiore attenzione nel corso della gestazione, durante il quale è indispensabile aumentare l'apporto di acido folico. Il consumo di frutta e verdura crude - quanto più possibile fresche - è un'ottima soluzione. A questo va sottolineato che: sempre, ma in modo particolare durante la gravidanza è bene lavare con particolare cura i vegetali da consumare crudi, evitando così il pericolo di contrarre la toxoplasmosi. Resta il fatto che per raggiungere il livello giornaliero raccomandato di acido folico è quasi sempre necessario assumere un integratore vitaminico. A tale proposito, va sottolineato che in nessun caso le vitamine devono sostituire una dieta equilibrata. In ogni caso, è bene parlarne con il proprio medico circa l'assunzione quotidiana di acido folico, vitamine e minerali, evitando l'autoprescrizione.   Qual è il dosaggio adatto a coprire il fabbisogno di una donna in gravidanza?È dimostrato che le donne che assumono 400 microgrammi (0,4 milligrammi) al giorno prima del concepimento (almeno 3 mesi) e durante la gravidanza, riducono il rischio che il bambino nasca con un grave difetto del tubo neurale o DTN (un difetto di nascita che coinvolge incompleto sviluppo del cervello e del midollo spinale). Difatti, una carenza di acido folico durante le prime fasi di gestazione aumenta il rischio di malformazioni neonatali.Cosa sono le malformazioni neonatali a carico del tubo neurale?I difetti del tubo neurale sono: l'anencefalia (grave sottosviluppo del cervello) la più conosciuta, la spina bifida (chiusura incompleta del midollo spinale e della colonna vertebrale) e l’encefalocele (quando il tessuto cerebrale sporge alla pelle da un'apertura anomala nel cranio). A differenza del primo, questi ultimi sono spesso compatibili con la vita, ma si associano a deficit neurologici e a malformazioni fisiche di varia importanza.L'incidenza complessiva dei DTN in Italia è fortunatamente bassa, ma non per questo va sottovalutata. L'integrazione di acido folico non azzera il rischio che il feto sviluppi difetti congeniti, ma lo riduce in maniera significativa.   Quando è bene cominciare ad assumere l’acido folico?Il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal concepimento (tra il 17esimo e il 29esimo giorno), in buona sostanza, quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta. Data l’importanza dell’acido folico in questa fase, tutte le donne che pianificano una gravidanza o che sono in fase riproduttiva e non adottano misure anticoncezionali, dovrebbero assumere acido folico giornalmente, sia tramite la dieta che con integratori. Per tale motivo molte nazioni hanno intrapreso campagne di fortificazione delle farine e dei cereali con acido folico, in modo da aumentare l'apporto quotidiano della vitamina. Nel nostro paese non esiste l’obbligo di produzione di alimenti fortificati, ma esiste solo una rafforzamento di alcuni cibi ed è adottato solo da alcune industrie alimentari. [webtv] => 0 [catenaccio] => Assumere la giusta quantità di acido folico ogni giorno, sia durante la gravidanza, sia prima del concepimento è molto importante al fine di ridurre i rischi di gravi difetti di nascita di un bimbo. [titolo] => Acido folico già prima del concepimento: perché? 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La ricerca ha dimostrato che l'amore di un padre contribuisce nello sviluppo di un bambino almeno quanto quello della madre.   "Nel nostro mezzo secolo di ricerca internazionale, non abbiamo trovato nessuna altra classe di esperienza che ha un effetto più forte e coerente in materia di personalità e sviluppo della personalità come l'esperienza di rifiuto, soprattutto da parte dei genitori durante l'infanzia" - dice Ronald Rohner -  "i bambini e gli adulti - indipendentemente dalle differenze di razza, cultura e sesso, tendono a rispondere esattamente allo stesso modo quando percepiscono di essere respinti dalle loro figure di riferimento". Dr. ssa Martin, potrebbe chiarirci  il termine rifiuto?:  «Il rifiuto del figlio/a da parte del padre non permette il raggiungimento dell'equilibrio relazionale necessario per la crescita. Molto spesso accade che il figlio che si sente rifiutato si "attacchi" oltremodo all'altro genitore sviluppando, talvolta, blocchi nella crescita, difficoltà evolutive e somatizzazioni. La presenza del padre in condivisione con la madre aiuta il piccolo a sperimentare i diversi modelli di relazione e di amore.»   Consigli per il papà: - aiutate la mamma del vostro bambino nella gestione del piccolo, creerà complicità stemperando le tensioni - non sentitevi esclusi, fate parte del “gruppo” - assumetevi la vostra parte di responsabilità: dal cambio pannolino alla sua educazione - siate fieri dei vostri bambini e delle loro conquiste, li stimolerà a raggiungere nuove mete - siate coinvolgenti, date qualità al tempo che trascorrete insieme - usate l'istinto, abbiate fiducia nelle vostre “intuizioni”     Cosa accade ai figli “rifiutati” Dai risultati di 36 studi provenienti da tutto il mondo, per i quali sono stati coinvolti più di 10.000 partecipanti, è emerso che: in risposta al rifiuto da parte dei genitori, i bambini tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, così come più ostili e aggressivi verso altri. Il dolore del rifiuto - in particolare quando si verifica durante l'infanzia - tende a protrarsi in età adulta, rendendo spesso difficile la formazione di relazioni sicure e di fiducia con i partner. Rohner, inoltre, sostiene che nel decennio di ricerca in psicologia e delle neuroscienze si è rilevato che: le parti del cervello che vengono attivate quando le persone si sentono respinte sono le stesse che si attivano quando si ha un dolore fisico. "A differenza del dolore fisico, tuttavia, le persone possono psicologicamente rivivere il dolore emotivo del rifiuto più e più volte per anni" dice Rohner. Scopriamo allora che il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli e la loro entrata in scena nella vita del piccolo - già dai primi istanti della sua vita - ha una valenza pedagogicamente decisiva nell’educazione e nella formazione del bimbo. I neonati con un papà presente saranno bambini non impauriti dalle novità, saranno adolescenti socievoli e sicuri di se, saranno uomini sereni, tolleranti ed aperti agli altri. Per approfondire: Padri presenti figli felici. Come essere padri migliori per crescere figli sereni - di Antonello Vanni  Padre cercasi – di Karl Gebauer La guida del giovane papà – di Pierre Antilogus e Jean-Louis Festjens “Storia delle origini della coscienza” - Neumann E.  [webtv] => 0 [catenaccio] => Il rapporto padre-figlio viene spesso sottovalutato, in favore del legame con la mamma. Numerosi studi dimostrano i disastri che possono causare le assenze dei papà [titolo] => L'amore del padre determina lo sviluppo della personalità [categoria] => 21 [sottocategoria] => 116 [video] => [adv] => 0 [canale] => 0 [firma] => Maria Teresa Calce [user] => 6 [url] => mamme-bambini/crescere-un-bimbo/amore-del-padre-determina-sviluppo-della-personalita [bozza] => 0 [tag] => rapporto padre figlio, importanza del padre [data] => 2012-10-29 00:00:00 [visto] => 1116 [voti] => 4.32 [n_voti] => 341 [topstory] => 1 [tpl] => 1 [testofisso] => [fissohome] => 0 [gallerytesto] => [galleryname] => [datains] => 2012-10-29 18:22:15 [news] => 0 [ansa] => 0 [dataup] => 2012-10-29 18:22:03 [evidence] => 0 [title_topath] => mamme-bambini/crescere-un-bimbo/amore-del-padre-determina-sviluppo-della-personalita.htm [descrizione] => Il rapporto padre-figlio viene spesso sottovalutato, in favore del legame [gallery] => Array ( [1] => Array ( [id] => 9065 [text] => [file] => img1.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4771 [order] => 1 [dimensione] => 240 [align] => left [watermark] => [colorwatermark] => [format] => long ) [100] => Array ( [prima] => Array ( [id] => 9065 [text] => [file] => img1.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4771 [order] => 1 [dimensione] => 240 [align] => left [watermark] => [colorwatermark] => ) ) ) ) [2] => Array ( [id] => 4735 [testo] => L’igiene dei più piccoli è un aspetto fondamentale della loro crescita e del loro benessere: i detergenti utilizzati devono essere sicuri, delicati e sufficientemente attraenti da “convincere” i nostri piccoli che lavarsi è anche un piccolo piacere oltre che una necessità. È in questa ottica che nasce la nuova linea di detergenti Paglieri dedicata ai bambini: SapoNello. Doccia Shampoo e saponi liquidi completamente made in Italy e frutto della lunga esperienza Paglieri, hanno tutte le caratteristiche per farsi apprezzare dalle mamme: senza allergeni, con formule delicate testate dermatologicamente e oftalmologicamente, senza parabeni, senza alcool e a PH fisiologico. Le profumazioni Frutti Rossi e Banana sono perfette per far sì anche i bambini si “innamorino” di questo prodotto. La nuova linea di prodotti si ispira al Mondo Profumato di SapoNello, un simpatico orsetto lavatore protagonista dell’omonimo progetto ludico-educativo rivolto alle scuole primarie del territorio nazionale avviato da Paglieri nel 2010 e giunto con alla sua seconda edizione. L’iniziativa è nata sotto forma di “viaggio” nelle scuole con l’obiettivo di introdurre le nuove generazioni al mondo dell’igiene e della profumazione e al concetto dell’acqua come risorsa importante che non deve essere sprecata. L'impegno di paglieri nei confronti dei più piuccoli continua con interessanti campagne divulgative e benefiche: più di mille scuole riceveranno un kit per l’igiene SapoNello e, con il progetto “SapoNello a scuola con te” porterà avanti un processo educativo per il rispetto delle norme fondamentali d’igiene e al rispetto delle risorse naturali. Chi volesse maggiori informazioni può consultare il sito ufficiale www.paglieri.comSaponello Sapone Liquido Frutti Rossi Un sapone per le mani delicato e con tutta la profumata dolcezza dei frutti rossi: fragola, mora, lampone, mela… ma anche la nota floreale del gelsomino. Irresistibile, anche per qualche mamma romanticamente legata alla sua infanzia. Al supermercato e in profumeria: 300ml – 2,69 €Saponello Doccia Shampoo Frutti Rossi Un detergente per corpo e capelli dalla schiuma morbida e profumatissima: per i bimbi lavarsi i capelli e farsi la doccia sarà un vero spasso, inebriati dal concerto di essenze di frutti come fragola, mora, lampone, mela… Per le mamme, tutta la tranquillità di un prodotto sicuro e dermatologicamente testato. Al supermercato e in profumeria: 250ml 2,79€Saponello Sapone Liquido Banana Un sapone liquido per le mani caratterizzato dal profumo spiccato e riconoscibilissimo della banana, reso più armonioso e piacevole dalle note di fresia, zucchero, vaniglia e muschi bianchi. Un gesto semplice come il lavarsi le mani diventerà un rito atteso e piacevole. Al supermercato e in profumeria: 300ml – 2,69 €Saponello Doccia Shampoo Banana Stesso concerto di profumi del sapone liquido Banana e medesima capacità di trasformare il lavarsi in un momento giocoso e piacevole. Mamme serene grazie alle formule delicate e testate dermatologicamente che caratterizzano tutta la linea di detergenti Saponello. Al supermercato e in profumeria: 250ml 2,79€ [webtv] => 0 [catenaccio] => Dalla lunga esperienza di Paglieri nasce la prima linea di detergenti specifica per bambini dai 3 ai 10 anni: SapoNello [titolo] => L’igiene dei bambini divertente e sicura [categoria] => 21 [sottocategoria] => 0 [video] => [adv] => 0 [canale] => 0 [firma] => [user] => 6 [url] => mamme-bambini/igiene-dei-bambini-divertente-sicura [bozza] => 0 [tag] => igiene bambini [data] => 2012-10-15 00:00:00 [visto] => 754 [voti] => 4.21 [n_voti] => 252 [topstory] => 1 [tpl] => 11 [testofisso] => [fissohome] => 0 [gallerytesto] => [galleryname] => [datains] => 2012-10-16 10:13:02 [news] => 0 [ansa] => 0 [dataup] => 2012-10-16 10:12:48 [evidence] => 0 [title_topath] => mamme-bambini/igiene-dei-bambini-divertente-sicura.htm [descrizione] => Dalla lunga esperienza di Paglieri nasce la prima linea di detergenti [gallery] => Array ( [1] => Array ( [id] => 9022 [text] => [file] => img1.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4735 [order] => 1 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => [format] => vert ) [100] => Array ( [prima] => Array ( [id] => 9022 [text] => [file] => img1.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4735 [order] => 1 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => ) ) [2] => Array ( [id] => 9023 [text] => [file] => img2.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4735 [order] => 2 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => [format] => vert ) [3] => Array ( [id] => 9025 [text] => [file] => img3.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4735 [order] => 3 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => [format] => vert ) [4] => Array ( [id] => 9026 [text] => [file] => img4.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4735 [order] => 4 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => [format] => vert ) [5] => Array ( [id] => 9027 [text] => [file] => img5.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4735 [order] => 5 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => [format] => vert ) ) ) [3] => Array ( [id] => 4700 [testo] => Con la consulenzadella dottoressaSimonetta Cherubini,primario di pediatria e neonatologia all’ospedaledi Busto Arsizio(Varese) È frequente che i bambini vadano all’asilo (o al nido, per cui vale lo stesso discorso e gli stessi consigli) “a correnti alterne”: manifestando gioia o disperazione a seconda del loro stato d’animo. L’arrivo di un fratellino o di una sorellina che sta a casa con la mamma (come nel caso della nostra lettrice Miriam), mentre “lui” è all’asilo, è fonte di gelosia e di capricci per non andarci. Una volta individuato il disagio ed escluso qualsiasi problema legato alla struttura o caratteriale, il consiglio per i genitori è quello di essere dolci e decisi allo stesso tempo, rispettando la regola della gradualità. Ecco, allora, i consigli per gestire al meglio la situazione.   Tre regole d’oro Il tentativo di ritardare il momento del distacco dal bambino, indugiando sulla porta, chiedendo un altro bacio, ponendo domande rincuoranti per la mamma ma non per il bambino, come “sei allegro?”, “non sei arrabbiato perché la mamma va via, vero?” va assolutamente evitato. Non si deve essere i primi a dimostrare ansia per la separazione perché i bambini sono molto ricettivi e capiscono che la mamma è triste. I bambini devono essere confortati dalla presenza dei genitori, ma mai eccessivamente protetti o fatti vivere in una campana di vetro. Il piccolo all’asilo non andrà semplicemente “consegnato” all’educatrice, ma dovrà vivere quei rituali che diventeranno uno schema riconoscibile e rassicurante. Per esempio, la mamma può aiutarlo a indossare il grembiulino, accompagnarlo in classe e intrattenersi con l’educatrice, che apparirà come una amica. Inoltre, si deve essere puntuali all’orario di uscita, in modo che il piccolo non viva con ansia l’attesa e non avverta la sensazione di delusione vedendo allontanarsi gli altri bimbi, già ricongiunti alle proprie mamme. Dopo un'assenza per motivi di salute o per vacanza, è piuttosto normale che un bambino ricominci a fare i capricci. È stato a casa, coccolato, e ha interrotto la sua routine. Proprio per questo, quando è possibile, è bene scegliere periodi di vacanza durante le chiusure in modo da dare continuità alle abitudini del piccolo. Alcuni nidi inoltre propongono diversi orari di uscita ma frequenza quotidiana oppure una specie di part-time verticale in cui il bambino frequenta solo 2 o 3 volte la settimana per l’intera giornata. Se possibile meglio scegliere la frequenza quotidiana per dare modo al bambino di sentirsi parte   L'inserimento richiede tempo Il percorso di separazione dai genitori è fondamentale per la crescita del bambino, che impara a essere indipendente e pone le basi per un sano sviluppo relazionale, ma la prima volta deve essere graduale. Quando il piccolo inizia ad andare al nido o all’asilo, si deve portare solo per qualche ora, come prevede l’inserimento in ogni struttura, e, salutandolo, si deve essere rassicuranti. Generalmente il primo approccio del bambino è positivo, stimolato dalla curiosità di un luogo così pieno di giochi e coetanei. Superati i primi giorni di novità subentra, però, il dolore del distacco dalla famiglia e dalle proprie consuetudini, così care a tutti i bambini perché rappresentano la sicurezza e il “conosciuto”. Il timore della separazione termina, però, nel momento in cui il piccolo capisce che il genitore non l’ha abbandonato, ma torna ogni giorno dopo una certa attività scandita dalla struttura (il pranzo, il sonnellino, dopo il laboratorio di disegno, ecc.). È bene che la mamma stia qualche attimo con il figlio e gli amichetti, mostrandosi interessata alle loro attività, così da indirizzare l’attenzione sull’ambiente circostante e non sul momento del distacco. Salutandolo i gesti devono essere rassicuranti come un bacio rapido accompagnato da un sorriso e una carezza, una frase allegra come “divertiti, stasera racconterai a papà e mamma che giochi avete fatto” oppure “fai un bel disegno e stasera lo regaliamo al papà”.   È la paura dell’abbandono a scatenare l’ansia Il motivo principale dei capricci di un bambino che non vuole andare all’asilo o al nido spesso non è altro che la paura dell’abbandono da parte dei genitori, cioè l’angoscia di poter essere separati dalla mamma o dal papà. Si tratta di una sofferenza comune che nasce da un timore tipico della crescita dai sei mesi fino ai 5-6 anni di età. Questi timori si manifestano, in particolare, nei confronti della principale figura di riferimento, la mamma, con cui i bambini hanno avuto, nei primi mesi di vita, un legame di completa dipendenza. La mamma, infatti, non fa semplicemente parte del loro mondo, ma “è” il loro mondo. Con il passare del tempo, però, è altrettanto normale che i bambini inizino a separarsi da lei, interagendo con l’ambiente esterno attraverso l’esplorazione, il gioco e la socializzazione. E che, successivamente, frequentando il nido o l’asilo, inizino il percorso che li porta all’indipendenza. Durante questa fase, quindi, i bambini cercano sempre la mamma e la famiglia come fonti di affetto, stabilità e accudimento e non vorrebbero staccarsene mai. Il primo giorno al nido o all’asilo o la nascita di un fratellino di cui si è gelosi o l’essere stati sgridati o messi in castigo dall’educatrice o l’aver litigato con un amichetto possono enfatizzare il bisogno di sicurezza dato dalla mamma, provocando un rifiuto verso la struttura, gli educatori e i compagni. I motivi, insomma, sono i più vari e ogni mamma deve cercare di approfondire chiedendo anche alle maestre ma continuando a far frequentare la struttura al piccolo. Se alla base c'è la gelosia è per un fratellino, la mamma dovrebbe cercare di dare meno attenzioni al neonato. Se è per causa di un litigio con l’amichetto, potrebbe raccontare che anche lei o il papà avevano litigato con l’amico del cuore e poi avevano fatto pace. E così via.  [webtv] => 0 [catenaccio] => Urla, pianti e capricci: che cosa fare se i bimbi si rifiutano di uscire di casa alla mattina? Ecco come convincerli [titolo] => Andare all’asilo senza piangere e con il sorriso! [categoria] => 21 [sottocategoria] => 116 [video] => [adv] => 0 [canale] => 0 [firma] => Livia Zacchetti [user] => 6 [url] => mamme-bambini/crescere-un-bimbo/andare-all-asilo-senza-piangere-con-sorriso [bozza] => 0 [tag] => asilo, bambini [data] => 2012-10-04 00:00:00 [visto] => 2101 [voti] => 4.21 [n_voti] => 331 [topstory] => 1 [tpl] => 1 [testofisso] => [fissohome] => 0 [gallerytesto] => [galleryname] => [datains] => 2012-10-04 11:48:56 [news] => 0 [ansa] => 0 [dataup] => 2012-10-04 11:47:15 [evidence] => 0 [title_topath] => mamme-bambini/crescere-un-bimbo/andare-all-asilo-senza-piangere-con-sorriso.htm [descrizione] => Urla, pianti e capricci: che cosa fare se i bimbi si rifiutano di uscire [gallery] => Array ( [1] => Array ( [id] => 8990 [text] => [file] => img1.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4700 [order] => 1 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => [format] => long ) [100] => Array ( [prima] => Array ( [id] => 8990 [text] => [file] => img1.jpg [gallery] => articolo [type] => img [idGal] => 4700 [order] => 1 [dimensione] => 0 [align] => [watermark] => [colorwatermark] => ) ) ) ) [4] => Array ( [id] => 4681 [testo] => Tra il settimo e l’ottavo mese di gravidanza si possono presentare problemi fisici che influenzano negativamente l’umore: a causa dell’aumento di peso, è difficile stare sedute o coricate comodamente; si può avvertire bruciore di stomaco e difficoltà a digerire e a respirare; le gambe sono gonfie ed è faticoso camminare. La gioia dell’attesa si può trasformare in un tunnel buio, pieno di paure e sensi di colpa, davvero terribile da affrontare: si può sperimentare la depressione. Proviamo a capire perché alcune donne soffrono di questo disturbo, quali sono i sintomi e le soluzioni più adatte. Ne abbiamo parlato con lo Carlo Lazzari, psicoterapeuta.   Paura del salto nel buio Nella maggior parte dei casi, uno stato di profonda tristezza è già presente prima della gravidanza: magari in forma lieve, meno eclatante che durante l’attesa e perciò non riconosciuta né dalla donna né dai suoi familiari. Bisogna prestare attenzione non soltanto al pianto o all’apatia, ma anche alla trascuratezza nella cura di sé e nell’igiene, alla mancanza di interesse nelle visite di controllo, alla passività di fronte alla scelta dei preparativi per far spazio al bambino in casa, alla difficoltà a uscire e a stare con gli altri. La vulnerabilità emotiva è anche legata ai malesseri fisici: pensiamo alla nausea e al vomito frequenti nei primi mesi o alla stanchezza, all’insonnia, ai giramenti di testa dovuti alle alterazioni ormonali e circolatorie.  C’è poi la gioia, ma anche la difficoltà a porsi in relazione con il feto: la donna inizia a pensare a come è, al suo viso, si chiede se sarà brutto o bello, dolce o aggressivo… In fase gestazione si ha l’impressione di andare verso qualcosa di ignoto che comporta la rinuncia alle proprie abitudini, alla propria vita “libera” dove avevamo meno cose da decidere, meno spese da affrontare, minori responsabilità. E tutto questo può trasmettere paura. Ci sono poi i timori relativi al parto, e quelli inerenti la salute del bambino, che occupano un posto assai rilevante per tutte le donne.   I rimedi possibili Nel periodo della gravidanza è fondamentale ricevere il sostegno di altre donne che hanno attraversato questa esperienza. Dobbiamo tener presente che la maternità è anche un mestiere che ha bisogno di consigli, segreti, modelli, sostegno psicologico nell’ambito di un gruppo. Oltre a comunicare con altre donne è importante avere un punto di riferimento: un’amica intima accogliente, una nonna idealizzata, una parente con cui abbiamo un rapporto intimo. È altrettanto importante frequentare corsi pre-parto, in cui la gestante ha a disposizione un’equipe formata da psicologi, ostetriche e ginecologi cui esporre i propri dubbi e da cui ricevere risposte. E ancora: è importante prendere in considerazione di unirsi a un gruppo di mutuo-aiuto e seguire delle tecniche di rilassamento come yoga e training autogeno, meditare e svolgere esercizi di respirazione. Ricordiamo inoltre l’efficacia della condivisione: spiegare ai familiari e agli amici in che modo possono essere utili, anche nelle piccole cose. Aiutarci a fare la spesa, collaborare nei preparativi, organizzare la cameretta… Infine non dimenticare mai l’esercizio fisico: anche una semplice passeggiata svolta regolarmente può ridurre i sintomi della depressione e dell’ansia.  [webtv] => 0 [catenaccio] => L’arrivo di un figlio è il momento più bello nella vita di una donna. Purtroppo, però, una volta su dieci, non è così. 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