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Mal di schiena: un software in supporto al medico di famiglia

Mal di schiena: un software in supporto al medico di famiglia

Circa 6 milioni di italiani soffrono di lombosciatalgia. Si tratta, in assoluto, della patologia dolorosa più comune: rappresenta oltre il 50% delle richieste di valutazione medica per problemi algici ed è tra le cause principali di assenza dal lavoro, con costi socio-sanitari notevoli. Diventa così fondamentale puntare a una maggiore appropriatezza terapeutica, evitando prescrizioni improprie di FANS (antinfiammatori non steroidei) e prestazioni specialistiche non necessarie. 

Risponde proprio a questa esigenza il progetto Minosse, nato dalla felice intuizione e creatività di due algologi iscritti all’AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore) del Friuli Venezia Giulia. Il dottor Luca Miceli e la dottoressa Rym Bednarova hanno creato il software, grazie al contributo incondizionato di Mundipharma, e a breve inizieranno a testarlo nell’area di pertinenza dell’ASS 5Bassa Friulana. Alla fase pilota contribuisce anche il dottor Ezio Storelli, algologo dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara, che sta testando il software a fini scientifici, coinvolgendo medici di famiglia e specialisti dell’area piemontese. I risultati preliminari sono stati presentati al 37° Congresso nazionale AISD, appena conclusosi a Stresa.

Il progetto aiuterà il generalista a capire quando e con quale priorità richiedere ulteriori accertamenti per il proprio paziente e a quale specialista indirizzarlo.

Come funziona il software? Il generalista si registra sul sito e, in pochi minuti, risponde ad alcune domande sull’intensità della sintomatologia dolorosa, il grado di disabilità che il dolore genera, l’eventuale presenza di una neuropatia o una frattura. Mediante un algoritmo, il sistema elaborerà i dati, indicando a chi inviare il paziente (ortopedico, neurologo, fisiatra, medico di Pronto Soccorso o terapista del dolore) e con quale priorità, oppure suggerirà di rivedere la terapia in atto, prescrivendo per almeno 15 giorni un analgesico oppioide, qualora non fosse stato ancora somministrato. Gli oppiacei sono infatti i farmaci di riferimento per la cura del dolore cronico moderato-severo, più efficaci dei FANS e con minori effetti collaterali a livello gastrico, cardiovascolare o renale

“La fase pilota coinvolgerà 50 medici di famiglia di Latisana (UD) e Novara; l’auspicio è che, in futuro, il progetto possa estendersi all’intera Penisola e magari essere applicato ad altre patologie dolorose di particolare frequenza. Fin da ora, comunque, tutti i generalisti interessati possono accedere al portale www.minosse.biz, per ricevere indicazioni utili sulla corretta gestione dei loro pazienti con lombosciatalgia.”, spiegano Luca Miceli e Rym Bednarova.

“Siamo convinti che Minosse rappresenti uno strumento molto utile, perché potrà consentire di ridurre una serie di prestazioni e accessi ambulatoriali impropri, evitando inutili dispendi di risorse.”, dichiara Ezio Storelli.

 

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