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Ma la sigaretta elettronica funziona?

In Italia è sempre più diffusa, anche se gli esperti sono scettici sulla sua utilità e sicurezza

Ma la sigaretta elettronica funziona?

Con la consulenza del prof. Giorgio Walter Canonica, direttore della Clinica di malattie dell’apparato respiratorio all’Ospedale San Martino e all’Università di Genova e Presidente di Interasma (Global Asthma Association)

 

La prima sigaretta elettronica è stata brevettata negli anni Sessanta in America, ma solo negli ultimi anni è stata industrializzata in Cina e venduta in tutto il mondo. In Italia è boom di negozi che la propongono, più di mille quelli specializzati, oltre 350 mila i clienti (il 2% dei fumatori) anche se per ora i dubbi sulla sua utilità e le conseguenze sulla salute sono tutte da verificare. La sigaretta elettronica può servire come alternativa al fumo di tabacco, dato che le sostanze nocive frutto della combustione nel fumo tradizionale, in particolare catrame e monossido di carbonio, sono pressoché assenti. Inoltre, è indicata per chi vuole smettere di fumare, in quanto è possibile tenere sotto controllo la quantità di nicotina somministrata e ridurla progressivamente, in maniera del tutto simile a quanto accade con i cerotti transdermici o con altri metodi anti-fumo. Negli ultimi anni, molti esperti ed esperimenti clinici hanno dimostrato che la “terapia sostitutiva della nicotina” è un modo sicuro ed efficace per smettere di fumare. Inoltre, non fumando più le sigarette contenenti catrame, il senso del gusto e dell’olfatto ritornano efficienti.

 

A chi può servire

Non si ha ancora a disposizione un numero sufficiente di studi che consentano di definire l’efficacia delle sigarette elettroniche, cioè se siano in grado di far smettere di fumare, così come non si hanno dati che indichino che sia un sistema con scarsi effetti collaterali. La Società europea di malattie respiratorie e la Società americana di malattie respiratorie hanno rilasciato due dichiarazioni praticamente sovrapponibili, con l’indicazione che per ora è meglio non utilizzare le sigarette elettroniche finché non ci saranno dati che consentiranno di dare consigli legati alle evidenze della ricerca scientifica. Quello che si sa finora è che questo sistema di gestione del fumo in realtà ha come ritorno un’effettiva riduzione dell’abitudine al fumo. Ma non ancora se è un sistema utile e soprattutto sicuro. Data la scarsa regolamentazione a livello mondiale sulla produzione dei liquidi e la possibilità di poterli acquistare online è bene precisare che non sempre la loro purezza e quella degli aromi in essi contenuti è controllata con assoluta garanzia. Il rischio è di fumare sostanze nocive per la salute. Di conseguenza, è meglio avere grande cautela nell'acquisto e particolare attenzione sulla provenienza.

 

Le categorie a rischio

Le categorie più a rischio di abuso delle sigarette elettroniche sono due: i giovani e i grandi fumatori. In particolare, potendo acquistarle su Internet, i ragazzi riescono a evitare il divieto di vendita imposto dalla legge italiana e, dopo aver iniziato con le “bionde a vapore”, possono passare al tabacco vero e proprio. Ricordiamo che la nicotina è dannosa per l'organismo e causa dipendenza. Infatti, con ordinanza del Ministro della Salute (4 agosto 2011) in Italia è stato disposto il divieto di vendita a soggetti minori di 16 anni di sigarette elettroniche contenenti nicotina.

 

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di Cesare Betti

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