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Leucemia: scoperta la terapia che mira alle sole cellule leucemiche

Vicini alla svolta la cura per la leucemia linfatica cronica (LLC) grazie a uno studio dei ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Leucemia: scoperta la terapia che mira alle sole cellule leucemiche

Dopo la recente importantissima scoperta da parte dell’ équipe della professoressa Chiara Bonini, vicedirettore della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive, e del professor Fabio Ciceri, direttore dell’Unità di Ematologia, entrambi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, di un sottotipo di linfociti T della memoria immunologica che potrebbe essere “armato” per combattere efficacemente i tumori e impedirne le recidive (pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Science Translational Medicine, e recentemente presentato al Meeting annuale dell'American Association for the Advancement of Science-Aaas), l’ultimo studio condotto dal team del Gruppo Ospedaliero San Donato segna oggi una svolta che potrebbe presto rivelarsi “epocale" per per la cura della leucemia.

La chiave per comprendere il decorso del tumore del sangue più diffuso al mondo, specie dopo i 60 anni, caratterizzato dall’accumulo di linfociti B maligni nel midollo osseo, nel sangue e in diversi organi, arriva dallo studio sul suo “microambiente”, ossia l’ambiente cellulare da cui dipende strettamente la progressione e la malignità della patologia. Se in alcuni pazienti la leucemia linfatica cronica (LLC) presenta un decorso cronico e indolente, in molti altri purtroppo compare con una forma molto aggressiva, per la quale al momento non esistono terapie efficaci.

Il microambiente leucemico comprende diversi tipi di cellule, tra cui i monociti e i macrofagi, ed è proprio partendo dal ruolo di questi ultimi nello sviluppo della patologia che i ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano hanno scoperto come in realtà siano responsabili nell’alimentare la crescita e la disseminazione delle cellule leucemiche, cellule del sistema immunitario normalmente deputate alla difesa dell’organismo dalle infezioni.

Ma c’è una buona notizia: grazie allo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Cell Reports, gli scienziati hanno identificato strategie terapeutiche innovative che mirano a colpire proprio l’interazione dei macrofagi con le cellule leucemiche.

“Bloccare queste interazioni, solo in parte bersagliate dalle terapie convenzionali, rappresenta la chiave di volta per mettere a punto nuove terapie efficaci contro l'evoluzione del tumore”, ha dichiarato il professor Federico Caligaris-Cappio, insieme alla dottoressa Maria Teresa Sabrina Bertilaccio, ricercatrice presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, a capo dell’equipe medica che ha condotto lo studio.

La ricerca è stata possibile grazie ai finanziamenti di AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro).

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