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Insieme per aiutare gli immigrati nella lotta ai tumori

Insieme per aiutare gli immigrati nella lotta ai tumori

Meno della metà dei cittadini stranieri chiamati agli esami di screening contro il cancro aderisce a questi programmi di prevenzione, con la conseguenza che arrivano tardi alla diagnosi, fino a 12 mesi dopo "Quando la malattia diventa difficile da trattare e fanno registrare un maggior numero di decessi, superiore del 20% – avverte il prof. Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’-. Inoltre gli immigrati, spesso a causa delle barriere linguistiche, ignorano le regole della prevenzione: consumano troppo alcol, fumano, non seguono una dieta corretta e corrono maggiori rischi di sviluppare un tumore”.

Per raggiungere queste persone, nasce “La lotta al cancro non ha colore”, la prima campagna nazionale per la prevenzione delle neoplasie indirizzata ai cittadini più disagiati, in particolare agli immigrati che abitano nel nostro Paese, promossa da “Insieme contro il Cancro” e dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), con il pieno sostegno della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato. Testimonial d’eccezione, il capitano della Roma Francesco Totti, i portieri Dino Zoff e Morgan De Sanctis, il CT della Nazionale Cesare Prandelli, il cantante Antonello Venditti, gli attori Carlo Verdone e Sergio Rubini, i registi Giuseppe Tornatore ed Enrico Vanzina, e l’ex tennista Nicola Pietrangeli. Da oggi, martedì 29 Aprile, fino a domenica 4 maggio, tutti possiamo sostenere la campagna, donando un euro da sms o 2 euro con una chiamata da rete fissa al numero 45594. Il momento centrale della raccolta fondi sarà sabato 3 maggio, durante la finale di TIM Cup tra Fiorentina e Napoli, in cui verrà lanciato un appello a tutti i tifosi di calcio per aderire all’iniziativa.

Nel nostro Paese risiedono circa 4 milioni e 500mila stranieri, il 7,4% del totale della popolazione. “Meno del 50% delle donne immigrate nella fascia d’età raccomandata - continua il prof. Cognetti - si sottopone a pap-test per scoprire in modo precoce il tumore della cervice uterina, contro il 72% delle italiane. Il 43% (vs 73%) effettua regolarmente la mammografia e solo il 20,7% (vs 47%) esegue l’esame del sangue occulto nelle feci, consigliato per individuare il cancro del colon-retto”. Obiettivo della campagna è far raggiungere entro tre anni agli stranieri le stesse percentuali di adesione ai controlli preventivi osservate dagli italiani.

Il ricavato della raccolta fondi sarà utilizzato per numerose iniziative, a partire dalle regioni del Sud Italia, dove le percentuali di adesione agli screening sono inferiori rispetto al Settentrione. A disposizione dell’intera popolazione un sito internet (www.lalottaalcancrononhacolore.org) e quattro opuscoli sulla prevenzione (fumo, alcol, alimentazione e screening), tradotti in diverse lingue (inglese, francese, spagnolo, romeno, cinese, arabo), e distribuiti in modo capillare attraverso gli ospedali, le organizzazioni di volontariato e i medici di famiglia.

Come evidenziano i dati Istat, le diverse comunità d’immigrati si differenziano anche per i comportamenti a rischio: i tabagisti sono soprattutto romeni (35,1%), tunisini (29,1%) e ucraini (24,9%). Il sovrappeso registra valori più alti tra moldavi (37,1%), marocchini (36,3%) e albanesi (35,9%). Sono obesi il 13,6% degli uomini ucraini e l’11,1% dei romeni, fra le donne l’11% delle romene e il 10,7% delle marocchine. “Quando malattia è diagnosticata in fase precoce, non solo le probabilità di guarigione aumentano, ma è possibile anche risparmiare risorse”, afferma Vito De Filippo, Sottosegretario al Ministero della Salute.

Il linguaggio universale dello sport permette di oltrepassare le barriere linguistiche. “Nel nostro campionato di calcio molti campioni sono stranieri – evidenzia Giovanni Malagò, Presidente CONI e membro del Comitato d’Onore di ‘Insieme contro il cancro’ -. Si tratta di cittadini che parlano la nostra lingua, crescono in Italia, fanno da tramite per la traduzione e l’informazione ai genitori e rappresentano una risorsa indispensabile per favorire il cambiamento culturale all’interno delle famiglie”.

“Studi scientifici dimostrano che, grazie ai programmi di prevenzione e screening, è possibile diminuire fino all’80% il tasso di incidenza dei tumori”, sottolinea il prof. Stefano Cascinu, Presidente AIOM.

“Questo ruolo ci dà grandi responsabilità. Possiamo far capire soprattutto ai ragazzi quali siano i comportamenti positivi da imitare e quelli negativi da eliminare.”, affermano Dino Zoff e Morgan De Sanctis, due testimonial della campagna.

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