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Influenza: attenzione ai ceppi varianti

L’Associazione Italiana Microbiologi Clinici: “Opportuno un continuo monitoraggio sulla diffusione dei virus, specie nei bambini”.

Influenza: attenzione ai ceppi varianti

Come emerge dal Rapporto Epidemiologico Influnet, elaborato dall’Istituto superiore di sanità, in questi ultimi giorni sta crescendo progressivamente il numero di persone colpite dall'influenza stagionale. La malattia avrebbe costretto a letto per ora circa 1,4 milioni di italiani, 350mila solo nella seconda settimana di questo 2015, con un numero di casi in costante aumento. Ma secondo le previsioni, il massimo dell’attività del virus sarà raggiunto verso la fine del mese di gennaio, in anticipo rispetto agli anni scorsi.

La situazione italiana è simile a quella della maggior parte dei paesi europei dove, come già verificatosi negli ultimi anni, si nota una notevole diffusione del virus pandemico del 2009 (A/H1N1), e dei ceppi A/H3N2.

"La caratterizzazione genetica dei virus influenzali che stanno circolando in USA e Nord Europa dimostra che i ceppi di influenza A/H1N1 e il ceppo B sono simili a quelli contenuti nel vaccino 2014/2015, mentre quelli A/H3N2 mostrano differenze genetiche rispetto al ceppo vaccinale. Le preoccupazioni che si registrano negli ultimi giorni sono legate alla possibile diffusione anche in Italia del ceppo A/H3N2 variante rispetto a quello contenuto nel vaccino che renderebbe anche i soggetti vaccinati più suscettibili a contrarre l’infezione e ad avere forme severe", commenta la professoressa Maria Paola Landini, Microbiologa presso il Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

Secondo il prof. Pierangelo Clerici, Presidente dell’Associazione Italiana Microbiologi Clinici, Amcli, e Direttore Unità Operativa Complessa di Microbiologia “Ospedale Civile Legnano, "La situazione epidemica influenzale deve essere attentamente controllata, senza per altro dimenticare che altri virus respiratori stanno circolando e alcuni dei quali danno infezioni decisamente severe soprattutto nei bambini. Mi riferisco in particolare al virus respiratorio sinciziale che, al momento, è quello che vediamo più di frequente nei materiali bronco-polmonari", avverte il presidente Amcli.

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