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L’infedeltà “in rosa”

Negli ultimi anni si è riscontrato un sensibile aumento dei tradimenti commessi da parte delle donne. Perché? Che cosa cercano?

L’infedeltà “in rosa”

A cura della dott.ssa Stefania Gioia, psicologa e sessuologa a Seregno (MB)

 

Secondo recenti statistiche, il 64% circa delle donne italiane tradisce o vorrebbe tradire, percentuale che si avvicina di molto a quella degli uomini (il 70% circa). E la tendenza è all'aumento delle donne “infedeli”. Perché? Solitamente non è presente una sola motivazione all'atto del tradire, ma esso risponde a una serie di bisogni dei quali la donna non è sempre consapevole. È bene distinguere le motivazioni individuali da quelle relazionali: le prime riguardano il tipo di struttura di personalità, in questo caso il tradimento è un modo che la persona utilizza per rispondere ai bisogni e alle paure personali che derivano dalla propria storia di vita; le seconde utilizzano invece il tradimento per comunicare qualcosa all'altro, un messaggio che la donna non riesce a dire con le parole. In questo caso il tradimento serve da “segnale” dell'andamento della relazione di coppia.

 

Tradire significa...

Venire meno a un patto, ingannare. Fiducia e rispetto sono i valori che vengono meno: da un lato il tradito viene sopraffatto dalla rabbia, si sente ferito nell’autostima e vede crollare le proprie certezze; dall'altro, il traditore dimostra di non aver avuto fiducia nel rapporto. Il legame subisce una rottura, un cambiamento: il risultato di questo processo dipenderà da molte variabili, ed è importante far chiarezza all’interno di questo groviglio emotivo per comprendere i perché del gesto e scegliere consapevolmente come gestire la situazione.

 

L'ho fatto. E ora come mi comporto?

Negare o dire la verità?

La scelta di confessare il tradimento oppure di tacerlo dipende da ciò che si vuole ottenere. Se si desidera troncare la relazione si utilizzerà il tradimento come scusa per decretare il fallimento della coppia; se l'obiettivo è salvare la coppia è bene scegliere di tacere solo se si valuta di essere in grado di superare il senso di colpa. La verità migliore è quella che serve alla persona e alla coppia e dipende molto dalla soggettività di ognuno e dal proprio sistema di valori.

 

I sensi di colpa

Se la persona che ha tradito non vuole rovinare la relazione con il partner e ha vissuto il tradimento come una propria debolezza, proverà sentimenti di colpa o di vergogna. Nella vergogna, a differenza della colpa, non viene screditato solo il comportamento (giudicato negativo) ma tutta la persona, “l'infedele” svaluterà il proprio sé nella sua totalità arrivando a vedersi come persona debole, indegna di fiducia, meschina, ecc. In altre situazioni, nelle quali la persona attua un tradimento per vendetta o per richiamare l'attenzione dell'altro, è possibile che provi soddisfazione, aumentato senso di autostima e del proprio potere seduttivo. A seconda delle circostanze e delle motivazioni si possono provare molti e diversi sentimenti, spesso in apparente antitesi tra loro; le donne che seducendo altri uomini ricercano il proprio valore di donna, possono sentirsi nello stesso momento appagate per la nuova conquista e in colpa per aver tradito il partner.

 

Una controversa conquista femminile

Dal diritto (o delitto?) d’onore che, fino a qualche decennio fa, permetteva all’uomo che uccideva la moglie adultera di essere sanzionato con pene attenuate, sono stati fatti, per fortuna, molti passi avanti, fino ad arrivare a una sempre maggiore accettazione sociale del tradimento compiuto “al femminile”. Nel rispetto del diritto alla libertà individuale, il tradimento viene così considerato da molti come ulteriore conquista verso la parità tra uomo e donna. È lasciato alla libertà di ognuno valutare se sia davvero così oppure se rappresenti un segno di come sia sempre più vicina una società dai deboli legami.

di Dott.ssa Stefania Gioia (psicologa e sessuologa)
PARLIAMO DI: infedeltà, donne

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