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In vacanza con i nonni

Genitori che lavorano, scuole chiuse e così ci si ritrova spesso a mandare i bambini in vacanza con i nonni

In vacanza con i nonni

Con la consulenza del dott. Giandomenico Bagatin, psicoterapeuta

Com’è normale questo distacco genera ansie e paure, ma non è il caso di preoccuparsi: il rapporto nonno-nipote è davvero qualcosa di speciale. «I nonni rispetto ai genitori sono meno rigidi, più tolleranti, disponibili al dialogo, talvolta complici; la “nonnità” si manifesta in un rapporto libero, privo delle preoccupazioni educative tipiche di papà e mamma. E questo favorisce un’intesa speciale: i nonni possono diventare compagni di giochi, confidenti, consolatori e rappresentano un punto di riferimento insostituibile. Perciò sono una preziosissima riserva affettiva soprattutto durante il periodo estivo che è più spensierato.

 

A che età cominciare?

«In linea teorica questa vacanza va programmata verso i 6-7 anni quando il piccolo si è staccato, in parte, dal nucleo familiare per affrontare il nuovo mondo della scuola elementare. In realtà, però, non esiste una regola precisa. Molto dipende dal tipo di vita condotto durante i primi anni di vita del bimbo. La capacità di stare lontani dai genitori senza sentirsi smarriti è legata al bagaglio di esperienze acquisito durante la prima infanzia», spiega Giandomenico Bagatin. Importante è che il distacco sia graduale: dapprima è necessario abituare i bambini ad addormentarsi da soli, poi bisogna accompagnarli a dormire una notte dai nonni infine si prova il week end prima della vacanza vera e propria. In ogni caso per i bambini di 8-9 anni meglio programmare solo una settimana, mentre per i più grandicelli il soggiorno può essere tranquillamente più lungo.

 

Prefigurare l’esperienza

Qualunque sia la meta prescelta, le settimane che precedono la vacanza sono di fondamentale importanza perché l’esperimento abbia successo. Vanno vissute con serenità, mettendo in pratica alcuni accorgimenti. La prima cosa che i genitori devono fare è interrogarsi se il desiderio di questa vacanza: è davvero avvertito dal figlio o forse solo dai genitori? Bisogna poi localizzare insieme, su una guida turistica, il posto di villeggiatura, l’itinerario per raggiungerlo, i posti che il piccolo visiterà con i nonni, le attività che farà. Nel caso in cui il bambino sia un po’ insicuro e se i nonni sono disponibili, può essere utile farlo partire insieme a un amichetto: così si fanno coraggio l’un l’altro. 

 

No all’ansia

«Spesso ad avere paura della lontananza sono mamma e papà, che rischiano di riversare le proprie incertezze sul piccolo. I genitori devono avere fiducia che i loro figli ce la possono fare. Fondamentale frenare il desiderio di controllo e tenere a bada le ansie. Se il bimbo le percepisce, potrebbe interpretare la lontananza come una situazione sbagliata e vivere male l’esperienza. Invece di preoccuparsi, gli adulti dovrebbero approfittare dell’occasione per occuparsi di loro stessi e ritrovare il piacere di stare insieme da soli, concedendosi, a loro volta, quel weekend o quella sera a teatro rimandati da tempo.

 

Distanti, ma “in contatto”…

Scopo di una vacanza lontano da casa è consentire al bambino di imparare a cavarsela da solo, mettersi alla prova, confrontarsi con i coetanei e fare piccole conquiste, crescendo sulla strada della autonomia e dell’indipendenza. Quindi: la presenza o l’interferenza da parte dei genitori deve essere limitata al massimo. Mamma e papà possono sì mettersi in contatto con il bimbo, ma non continuamente. Il bambino deve godere della compagnia dei nonni, organizzare il tempo e le cose da fare con loro, senza la super-visione a distanza dei genitori. Meglio evitare di dare al proprio figlio il cellulare: è considerato un oggetto rassicurante, ma in realtà aumenta l’ansia e il controllo da parte degli adulti e insinua nella mente del piccolo la sensazione di non sapersi gestire da solo. Inoltre, per i più grandicelli, potrebbe rappresentare un modo per isolarsi dai nonni. Meglio mettere in valigia una macchina fotografica (va benissimo quella usa e getta, facile da utilizzare ed economica) che permette di imparare a comunicare le proprie emozioni per condividerle a fine vacanza con i genitori.

di Annalisa Bacci
PARLIAMO DI: vacanze, bambini, nonni

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