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Ictus: da Valentina Vezzali, la stoccata vincente alla patologia

Aprile è il Mese della Prevenzione dell’Ictus Cerebrale. Le iniziative di prevenzione di A.L.I.Ce. Italia Onlus: un’App per conoscere sintomi e cure della malattia, un nuovo intervento mini-invasivo, cure uguali per tutti. La riabilitazione.

Ictus: da Valentina Vezzali, la stoccata vincente alla patologia

L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza nei paesi industrializzati, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. E non solo: è anche la prima causa di disabilità, con un rilevante impatto individuale, familiare e socio-sanitario.

Entro l’anno 2020 la mortalità per ictus rischia di raddoppiare a causa dell’aumento dei soggetti anziani e della persistenza dell’abitudine al fumo di sigaretta.

Oggi, però, dobbiamo essere consapevoli che questa patologia non solo si può curare, ma si può prevenire nell’80% dei casi, seguendo adeguati stili di vita:

  • Un’alimentazione sana, come prevede la dieta mediterranea,
  • Il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale,
  •  L’astensione dal fumo.

 

La prevenzione delle malattie cardiovascolari, e in particolare dell’ictus, deve iniziare sin da piccoli: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Europa, 1 bambino su 3 tra i 6 e i 9 anni è sovrappeso o obeso. Oltre che a benefici in termini di salute, la sana e corretta alimentazione, da seguire fin dall'infanzia, avrebbe un risvolto positivo anche sul budget nazionale dei Paesi dell’Unione Europea, considerando che attualmente ben il 7% di questo budget viene destinato alle patologie collegate all’obesità.

Al fine di sensibilizzare le famiglie su una maggiore attenzione verso le cattive abitudini alimentari, A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) dà il via ad aprile al Mese della Prevenzione dell’Ictus cerebrale, facendosi promotrice, insieme alle quasi 70 Associazioni che la compongono, di numerose iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e informazione organizzate in diverse piazze e ospedali italiani (elenco disponibile su www.aliceitalia.org).

Testimonial d’eccezione: Valentina Vezzali, campionessa olimpica di scherma, e la sua simbolica stoccata vincente.

 

Queste alcune delle novità promosse da A.L.I.Ce. Italia Onlus:

L’APP “ICTUS 3R”: un’applicazione per smartphone, scaricabile da www.ictus3r.it, nata per aumentare la consapevolezza dell’ictus tra i cittadini. L’APP è stata ideata e realizzata dai ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Firenze, e si articola secondo la strategia delle 3 parole chiave: Riconoscere, Reagire, Ridurre (le 3 R, appunto). “Attraverso l'app si può comprendere come si manifesta, si cura e si previene l'ictus, ma anche quali possono essere le sue conseguenze e in che modo intervenire tempestivamente ai primi sintomi. I contenuti scientifici e divulgativi aiutano a riconoscere i possibili segnali dell’ictus, grazie ai quali è possibile comprendere una potenziale emergenza per la propria salute. Ogni utente, inoltre, potrà conoscere il proprio livello di rischio in qualsiasi momento”, dichiara il Prof. Domenico Inzitari, Responsabile Stroke Unit Ospedale Careggi di Firenze e Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze, e uno degli ideatori dell’applicazione insieme alla dottoressa Benedetta Piccardi, e al Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), Antonio Di Carlo e Marzia Baldereschi.

LA TROMBECTOMIA MECCANICA: innovativa tecnica d'intervento, in grado di rimuovere fisicamente il trombo responsabile dell’occlusione dell’arteria cerebrale. L’operazione mini-invasiva si avvale di uno stent e viene eseguita da un neuroradiologo interventista, presente negli ospedali dotati di Stroke Unit di III livello. Lo stent viene aperto in corrispondenza del coagulo e, quando viene ritirato, ne provoca la rimozione. In genere, se il paziente migliora, dopo qualche giorno (5-7) viene dimesso dalla Stroke Unit e torna a casa. “Circa il 50% dei casi di ictus – ha dichiarato il Dottor Salvatore Mangiafico, Neuroradiologo Interventista dell’Ospedale Carreggi di Firenze – può essere trattato con la trombectomia meccanica. Alcuni pazienti infatti non possono ricevere la terapia endovenosa trombolitica, perché controindicati oppure fuori dalla finestra terapeutica (entro le 4,5 ore), mentre la trombectomia meccanica è indicata anche oltre le 4,5 ore e nel caso la trombolisi farmacologica non abbia funzionato. Uno dei primi centri al mondo a praticarlo è stato proprio qui in Italia (a Firenze)”.

PAROLA D’ORDINE: CURE UGUALI PER TUTTI. Con questa parola d'ordine, A.L.I.Ce. Italia Onlus ribadisce la necessità di garantire parità di accesso alle cure appropriate a tutti i cittadini italiani. A tutt'oggi, un paziente italiano, dal momento in cui viene colpito da un ictus fino alla riabilitazione, deve sperare di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Considerando che la terapia trombolitica può essere praticata soltanto da personale esperto e durante una finestra terapeutica di 4,5 ore, è necessario essere assistiti in un ospedale all’interno del quale ci sia un reparto dedicato. È di fondamentale importanza, quindi, non solo saper riconoscere immediatamente i segnali della malattia per poi chiamare il 118, ma anche essere indirizzati negli ospedali in cui sia presente una Stroke Unit (Unità Emergenza Ictus). Purtroppo, solo in pochissime regioni è attivo il cosiddetto Codice Ictus, uno specifico protocollo di emergenza che prevede il trasferimento del paziente con ictus presso la Stroke Unit più vicina, evitando il Pronto Soccorso di strutture che ne sono sprovviste. Ancora peggiore è invece la situazione in quelle Regioni in cui le Stroke Unit non sono neanche presenti e i pazienti ricevono cure assolutamente non adeguate con gravi conseguenze. A.L.I.Ce. Italia Onlus combatte da anni affinché le Istituzioni si impegnino a migliorare ed  arginare queste forti disuguaglianze e intende ora far luce anche sulla disparità di accesso ai nuovi farmaci anticoaugulanti orali per i pazienti affetti da fibrillazione atriale.

LA RIABILITAZIONE POST ICTUS IN ITALIA. UNA GRANDE CONFUSIONE A DANNO DEI PAZIENTI. La riabilitazione rappresenta un’ulteriore fase del percorso ed è fondamentale per favorire non solo il recupero delle funzioni perse a causa dell’ictus, ma anche per facilitare il reinserimento del paziente nella famiglia e nella società. Purtroppo, la possibilità di accesso alle cure migliori varia molto da Regione a Regione e molto spesso i costi ricadono sulle famiglie. 

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