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Helicobacter pylori, il batterio dello stomaco

Spesso non provoca sintomi, mentre in certe persone può causare pesantezza di stomaco

Helicobacter pylori, il batterio dello stomaco

Con la consulenza del prof. Fabio Monica, responsabile endoscopia digestiva all’ospedale S. Bassiano, Bassano del Grappa (Vicenza) e consigliere nazionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo)

e del dottor Luigi Buri, direttore della struttura complessa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Trieste

 

L’Helicobacter pylori è un batterio che vive nello stomaco in circa il 50% della popolazione adulta, ed è dotato di numerose risorse per poter sopravvivere ai succhi acidi prodotti dallo stomaco. “Una volta che si è inserito all’interno dello stomaco, attraverso l’ingestione di alimenti contaminati o acqua non clorata, il batterio può danneggiare il rivestimento interno, provocando un’infiammazione cronica (gastrite) e in alcuni casi anche un’ulcera dello stomaco e del duodeno. Inoltre, la presenza dell’Helicobacter pylori è considerata un fattore di rischio per il tumore allo stomaco” avverte il prof. Monica. Per verificare la sua presenza ci sono diverse possibilità: la gastroscopia con la biopsia, il test del respiro e l’esame delle feci.

 

Niente più chirurgia

Prima della scoperta dell’infezione da Helicobacter pylori, la cura dell’ulcera si basava sui farmaci antisecretori, che riducevano l’acidità gastrica, ma non modificavano l’evoluzione naturale della malattia. Invece, le terapie più recenti consentono di ottenere una guarigione, perché in grado di debellare il batterio. La cura si basa sull’uso di tre diversi farmaci dati in associazione: un inibitore della pompa protonica, che serve a bloccare la produzione di acido gastrico e a potenziare l’effetto degli antibiotici; due antibiotici, che vanno a contrastare l’Helicobacter pylori ed eliminano l’infezione che ha causato. In genere, questa cura va fatta per 7/10 giorni e ha un’efficacia dell’80/90%. Nei pochissimi casi in cui l’ulcera non guarisce, perché il batterio ha sviluppato resistenza agli antibiotici, è necessario ricorrere a trattamenti personalizzati. Fino a non molti anni fa, il metodo di cura principale per il trattamento dell’ulcera era l’intervento chirurgico che, attualmente, invece non viene praticamente più fatto, se si escludono rarissimi casi.

di Cesare Betti

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