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I giochi piacciono ai bebè!

Per tutto il primo anno di vita il tuo bambino si diverte con le mani, con i piedi con mani e piedi

I giochi piacciono ai bebè!

Quando un bambino ha due o tre anni è più facile capire quali sono i giochi che vuole fare. Questo è un po’ più difficile, invece, quando ha meno di un anno e ama guardare, ascoltare, toccare, essere mosso delicatamente. Ma una mamma sa sempre come intrattenere il suo bambino! Durante i primi due mesi può attirare la sua attenzione sulle mani e facilitarne la scoperta mettendogli dei guantini colorati. Può anche legare un nastrino colorato o un campanellino al polso del suo piccolo. Idem per i piedi: calzette, nastrino, campanellino. Quando fa questo gioco va tenuto d’occhio per evitare che possa soffocarsi col campanellino o il nastrino. I bambini a quest’età hanno una particolare sensibilità al linguaggio umano, di cui colgono il ritmo e l’intonazione. Una bocca che parla unita ad un viso che cambia espressione è uno stimolo molto interessante per loro. Interessante lasciare al piccolo di tanto in tanto la possibilità di “intervenire” con i suoi gorgheggi, gli schiocchi delle labbra, i suoni gutturali.

 

Da tre a sei mesi

Ai piccoli piace tanto il gioco del pendolo. La mamma può sedere il bambino sulle sue ginocchia col viso rivolto verso di sé, poi può ondeggiare lentamente da un lato e dall’altro. Importante fare i rumori dell’orologio: un veloce tic tac, un lento bong bong. Si può accelerare e rallentare, cambiare ritmo e suoni. Attenzione a tenere il bimbo saldamente: testa e collo devono essere forti a sufficienza per seguire il ritmo. Ai bambini di questa età piacciono gli esercizi con il tatto: il piccolo ama toccare varie stoffe di lana, cotone, naylon, spugna, seta. Inoltre, vanno proposti movimenti ripetuti. Un gioco molto semplice ma divertente consiste nel tirare su il bambino e poi rimetterlo seduto, tenendolo stretto ovviamente. Se la mamma si sente sicura e il bambino lo gradisce si può alzare il piccolo adagio e accompagnare il movimento con un suono che cambia di tono e di volume. Segue la discesa accompagnata dal rumore dell’aereo.

 

Dopo i sei mesi

Questo è il momento delle prime chiacchiere: la mamma deve provare a enfatizzare le parole importanti, esempio: “suona…il campanello”, “è il gatto”, “prendiamo… la pappa”, “apri la bocca, ammm”. La comprensione passiva del linguaggio avviene prima dell’uso attivo: intorno a 5, 6 mesi i bambini incominciano a comprendere il significato di alcune parole, che però non sanno pronunciare. A quest’età ai piccoli piacciono molto le canzoncine soprattutto se accompagnate da gesti. Prima di comprenderne il significato colgono ritmo, melodia, sonorità, intonazione; in seguito sarà piacevole per loro scoprire che “dentro” a quei suoni ci sono dei significati. Altri giochi di questa fase sono: cucù-sette; attività con macchine con ruote che girano e che possono sparire sotto una “galleria” e poi riemergere; lancio della palla (meglio se la palla ha piccole protuberanze o incavi per poterla afferrare e un campanellino all’interno) e molte altre attività che vi verranno in mente, anche in rapporto alle preferenze di vostro figlio.

 

Verso l’anno

Si può giocare a nascondino, chiacchierare, sfogliare libri illustrati. Nascondino insegna che mamma può scomparire e poi ricomparire. La lontananza è breve e può essere tollerata. Ogni volta che ci si ritrova si è contenti. Anche un giocattolo può essere nascosto e lo si può cercare da soli o insieme. Chiacchiere: lo si incoraggia a “parlare” parlandogli, sfogliando dei libri, sussurrando, cantando, recitando filastrocche e anche fischiettando. Non dimenticate di parlare lentamente e fare delle pause per consentirgli di inserirsi! Via libera ai giochi di movimento: trotta trotta cavallino”; brevi filastrocche associate a corsette, l’aereo può arricchirsi di movimenti circolari. Infine i giochi d’acqua sia nella vasca da bagno sia nelle piscine gonfiabili sotto stretta sorveglianza di un adulto.

di Annalisa Bacci
PARLIAMO DI: giochi, neonati

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