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Gambe affaticate: come fare un automassaggio rigenerante

Dalle caviglie alle cosce, sfioramenti, impastamenti e pressioni per drenare, defaticare e prenderci cura delle nostre gambe!

Gambe affaticate: come fare un automassaggio rigenerante

Cosa c’è di meglio tornando a casa dopo una giornata di lavoro del concedersi un piacevole massaggio defaticante? Un’abitudine preziosa e un gesto d’amore da dedicare a se stesse, che si può rendere ancora più efficace utilizzando creme, oli o gel specifici per ogni nostra esigenza (drenanti, anticellulite, gonfiori etc.). Ecco come procedere:

1. Sfioramenti per drenare. Distese sul letto, partendo dalle caviglie, effettuate un movimento circolare sul malleolo e proseguite in senso longitudinale con degli sfioramenti, utilizzando tutta la superficie delle mani, ben aperte, in modo da aiutare la circolazione verso il cuore e le zone periferiche. Alternate mano destra e sinistra con movimento ritmico. Specifico per drenare, oltre che rilassante, lo sfioramento contribuisce a sciogliere i tessuti, eliminare le tossine, e migliorare lo scorrimento dei fluidi corporei e il flusso energetico nel cuore. Attenzione alla pressione: deve essere più forte in salita e più debole in discesa.

2. Pressioni per defaticare. Con le mani effettuate 3 pressioni sul punto posteriore della caviglia in corrispondenza del tendine d’Achille, punto nevralgico per la stimolazione dei vasi linfatici, per poi risalire verso l’alto. Ripetete il movimento per 3 volte.

3. Massaggio del polpaccio. Cercando una posizione comoda, con entrambe le mani, tenendo le dita a uncino, effettuate una pressione delicata ma decisa sui muscoli del polpaccio, procedendo sia verso l’alto sia verso l’esterno. I movimenti devono essere profondi, lenti e fluidi, stando attente che la pressione sul tendine non sia eccessiva. Ripetete per 3 volte.

4. Passate ora sul fianco del polpaccio, sfiorandolo con entrambe le mani con una pressione energica per tutta la lunghezza. Ripetete il movimento 3x3 volte in modo senza interruzioni tra una ripetizione e l’altra. Terminate il tutto ripercorrendo l’arto, dal piede al ginocchio, con entrambe le mani. È importante riuscire a “sentire” lo spostamento dei fluidi verso i vasi linfatici, in modo da smuovere il ristagno.

5. Massaggio del ginocchio. Con le mani appoggiate sul ginocchio, alternando i pollici premete verso la rotula. Riuscirete a drenare i liquidi e allo stesso tempo riattivare sia la circolazione ematica sia quella linfatica.

6. In direzione dell’inguine. Con entrambe le mani, con i palmi ben aperti, dal ginocchio avvolgete la coscia verso l’alto (manovra “a braccialetto”) procedendo verso il vaso linfatico in corrispondenza dell’inguine, con una pressione continua ed energica, mai troppo forte. Ripetete per 3 volte. Utile a ridurre le stasi linfatiche, contrastando l’accumulo dei liquidi nei tessuti.

7. Interno cosce. Massaggiate l’interno coscia dal basso verso l’alto, alternando le mani. Procedete poi con la manovra a bracciale verso il vaso linfatico dell’inguine. Quindi, con pollice e indice di entrambe le mani, effettuate dei piccoli e veloci pizzicotti, tirando la pelle verso l’alto. Velocizzate il microcircolo e smuovete il ristagno dei liquidi.

8. La parte superiore delle cosce. Delicate e decise, dal ginocchio effettuate un impastamento energico lungo tutta la coscia. Si tratta di premere e rilasciare con un movimento rotatorio, come se si dovesse impastare il muscolo. Ottima per la circolazione, questa manovra aiuta a sciogliere i tessuti e rilassare le tensioni, oltre a eliminare i liquidi interstiziali.

9. Esterno coscia. Alternando le mani, dal ginocchio procedete in direzione del coccige con dei leggeri sfioramenti: lasciate scorrere le mani ben aperte lungo la coscia, con movimenti lenti e ampi verso l’esterno.

10. La carezza finale. Distese, con gli arti entrambi sollevati, ripercorrete con degli sfioramenti entrambe le gamba, dal piede verso l’anca. Ripetete per 3 volte.

di Monica Bratta

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