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Fibrillazione Atriale e ictus: in Campania 70.000 soggetti a rischio

Fibrillazione Atriale e ictus: in Campania 70.000 soggetti a rischio

È ormai dimostrato che la Fibrillazione Atriale è causa del 15% di tutti gli ictus cardio-embolici. Ciò significa che in Italia dei 200.000 casi di ictus stimati all’anno, 30.000 sono determinati da questa frequente anomalia del ritmo cardiaco, la cui prevalenza è stimata intorno all’1% della popolazione (ma ben il 10% degli ultra ottantenni). “In Campania i soggetti affetti da Fibrillazione Atriale sono circa 70.000 – afferma il Prof. Marino Scherillo, Primario del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari dell' Az. Osp. Rummo di Benevento -  dato destinato ad aumentare a causa del progressivo allungamento della vita media. In particolare a Benevento, dove nei giorni scorsi un team di specialisti si è riunito per affrontare il tema – precisa Scherillo - si stima che circa il 5% della popolazione risulti a rischio”. La situazione nella Regione Campania è ulteriormente complicata dalla distribuzione disomogenea sul territorio dei Centri Antitrombosi (Centri TAO) dove vengono effettuati i controlli ematici, per lo più afferenti ai capoluoghi di provincia come Benevento. “Situazione che costringe molti pazienti ad affrontare, in alcuni casi, lunghi spostamenti per recarsi al centro TAO più vicino, precisa il Dott. Vincenzo Luciani, Presidente dell' Ordine dei  Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Benevento, che segnala due strutture d’eccellenza per il paziente in terapia anticoagulante: l’Azienda Ospedaliera G. Rummo e l’Ospedale San Giovanni di Dio Fatebenefratelli.”  

Per esercitare misure preventive adeguate, l’elemento cruciale diventa l’applicazione di un efficace regime terapeutico, attraverso una terapia anticoagulante disponibile da pochi mesi anche l’Italia: farmaci più maneggevoli e sicuri, in grado di venire incontro alle esigenze di medici e pazienti, non più costretti al monitoraggio della coagulazione e facilitati dalla mono-somministrazione.

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