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Federica Sciarelli e il suo impegno contro l'Alzheimer

“Ogni volta che riportiamo a casa qualcuno, come un malato di Alzheimer che non ricorda la strada di casa, per noi è un successo. I successi sono questi, non sono gli scoop”

 Federica Sciarelli e il suo impegno contro l'Alzheimer

Un braccialetto da fare indossare volontariamente al malato d’Alzheimer per evitare pericolosi allontanamenti. È la proposta rilanciata da Federica Sciarelli, da anni al timone di Chi l’ha visto, la trasmissione di RaiTre che, oltre ad essere diventata negli anni un punto di riferimento per i familiari degli scomparsi, fotografa dati allarmanti su questa patologia divenuta sempre più una piaga sociale. “Gli appelli di scomparsa - spiega la conduttrice - aumentano di settimana in settimana, l’età delle persone colpite da Alzheimer si sta purtroppo abbassando arrivando, a volte, anche ai sessant’anni, e lo sconforto dei familiari di fronte a questo dramma è davvero tanto perché si tratta di un male subdolo, che può cogliere impreparati”.

 

Come intervenite in questi casi?

“Ho scoperto che chi è affetto da Alzheimer non sente la fatica alle gambe ed è capace di camminare chilometri e per ore intere. Per questo bisogna intervenire presto e subito, prima che lo scomparso, che non riesce a ritrovare la strada di casa, possa trovarsi in condizioni di pericolo. Altro brutto paradosso dell’Alzheimer sono i ricordi: chi ne è colpito rammenta perfettamente il suo passato mentre dimentica l’attuale presente. Fondamentale è, quindi, la solidarietà dei nostri telespettatori che scendono in strada, fanno fotografie, chiamano il nostro centralino”.

 

Come aiutare le famiglie?

“Siamo di fronte a una malattia che richiede assistenza 24 ore su 24 che non tutti i nuclei familiari riescono a garantire. A volte mi è capitato di relazionarmi con famiglie che si vergognavano della patologia che ha colpito il loro congiunto. Occorrono di certo più strutture, ma su questa malattia penso che anche le forze dell’ordine debbano aiutarci, per esempio accettando subito le denunce di scomparsa senza fare passare 48 ore e mandare a casa i familiari dicendo loro che si tratta di un allontanamento volontario. Poi il problema diventa anche civico”.

 

In che senso?

“Se vedete un anziano che cammina con fare smarrito, gli occhi persi nel vuoto, non abbiate paura ad avvicinarlo, a chiedergli se ha bisogno di aiuto. Soprattutto se siamo nel periodo estivo o se osservate questo individuo nel pieno del traffico urbano che causa intralcio alla circolazione. Prestate attenzione, se potete, a movimenti sospetti e scomposti di persone di mezza età nelle vicinanze di un bosco, di una radura isolata. Interveniamo prima che possa essere tardi”.

 

Il braccialetto può essere una soluzione per prevenire le scomparse?

“Se ne parla da tempo e il dibattito è ancora aperto tra chi lo considera una violazione della privacy e chi un buon rimedio preventivo. Sono per la libertà di azione. Credo, tuttavia, che se lo Stato, con una spesa minima, potesse fornire un braccialetto a ogni malato che ne fa richiesta, si risolverebbero prima molti dei nostri allontanamenti”.

di Giulio Serri

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