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Etichette alimentari: impara a comprenderle

I 5 punti essenziali per leggere, e capire, le etichette dei cibi da acquistare

Etichette alimentari: impara a comprenderle

Con la consulenza della dott. ssa Sabina Rubini, Biologa, esperta in Sicurezza degli Alimenti e Componente della Commissione permanente di studio dell’ Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) “Igiene, Sicurezza e Qualità”.

 

Riesci a distinguere gli ingredienti di un prodotto alimentare? Comprendi le sigle degli additivi? Riconosci allergeni, grassi e zuccheri nascosti?

Obbligatorie dallo scorso dicembre, le etichette alimentari dovrebbero avere di base due requisiti necessari ai consumatori per orientarsi consapevolmente nel complicato mondo che ruota attorno agli alimenti: leggibilità e chiarezza.

Le indicazioni sono riconducibili a 12 punti, ma volendo semplificare e valutare rapidamente la qualità o le proprietà di un prodotto, sono solo 5 quelli essenziali che ci segnala la dottoressa Sabina Rubini, esperta in Sicurezza degli Alimenti.

 

1. Attenzione alla data di scadenza!

Sui prodotti alimentari possiamo trovare due tipi di dicitura: data di scadenza e TMC. Questa la differenza:

  • data di scadenza: la data è preceduta dalla dicitura “Da consumarsi entro il…” che rappresenta un limite tassativo, oltre il quale il prodotto non deve essere consumato. Prodotti di questo tipo definiti in gergo, molto deperibili, sono alimenti conservati in frigorifero come: latte e latticini freschi, pasta fresca etc.
  • termine minimo di conservazione (TMC): in questo caso gli alimenti possono essere conservati più a lungo, pertanto si troverà la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il…” ad indicare che il prodotto, oltre la data riportata, può ancora essere consumato senza rischi alla salute. Di contro, però, lo stesso alimento avrà modificate alcune sue caratteristiche originariamente presenti, come possono essere il sapore o l’odore.

 

2. Guarda sempre l’elenco degli ingredienti!

Tutti gli ingredienti riportati in etichetta non  sono altro che le sostanze contenute ed impiegate per la produzione di quel determinato prodotto alimentare. La legge impone che queste siano trascritte in ordine decrescente per quantità. Di conseguenza, mettendo a confronto due prodotti simili, andrà subito all’occhio quale dei due sia migliore qualitativamente. Se per esempio nell'etichetta alimentare di due biscotti, a parità degli altri ingredienti, l'ordine dell’olio extra vergine di oliva e dell’olio di palma sono invertiti è meglio scegliere il prodotto in cui l'olio extra vergine di oliva compaia per primo.

Attenzione agli alimenti in grassetto: quando tra gli ingredienti ce ne sono alcuni facili da individuare perché evidenziati, vuol dire che ci troviamo di fronte a degli Allergeni, per citarne alcuni: cereali contenenti glutine, crostacei, latte, uova, arachidi, semi di sesamo e tutti i loro prodotti derivati. Poiché tali sostanze in soggetti predisposti possono provocare violente allergie, se non addirittura shock anafilattici, pertanto la nuova normativa obbliga gli operatori del settore alimentare a evidenziarle in grassetto, o in differente dimensione, stile e colore, rispetto a tutti gli altri ingredienti descritti.

La novità: il controllo lo possiamo fare non solo nel caso dei prodotti sfusi, ma anche al ristorante, leggendo il menù per scegliere il piatto da gustare.

 

3. Come conservare, come usare, ma anche come trasportare!

Il produttore ha l’obbligo di indicare le eventuali condizioni di conservazione di un prodotto alimentare (conservare in luogo asciutto e fresco, lontano da fonti di calore, a una temperatura che non superi i 4° etc.). Queste indicazioni vengono date per consentire non solo una conservazione adeguata dell’alimento prima dell’uso, ma anche e soprattutto dopo l’apertura della confezione.

Nel caso di prodotti surgelati ad esempio, è indispensabile cercare di mantenere nel trasporto fino a casa la famosa catena del freddo, onde evitare che prodotti deperibili, risentendo degli sbalzi di temperature soprattutto in giornate particolarmente calde, giungano a casa già alterati.

 

4. Attenzione alla “scritta” in presenza di additivi

Indicati con la lettera E seguita da una numerazione di tre cifre (E100, E300) vengono inseriti in etichetta mediante questi codici o con sigle che ne specificano la funzione svolta: coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti etc. Si tratta di sostanze liberamente aggiunte dall’industria alimentare per svolgere determinate funzioni tecnologiche, e che in alcuni casi servono a migliorare l’aspetto del prodotto. In presenza di alcuni coloranti, a seguito di evidenze scientifiche che hanno dimostrato come tali additivi possano provocare reazioni ipercinetiche o difficoltà dell’attenzione in alunni delle scuole elementari, c’è l’obbligo di inserire in etichetta la dicitura: “può influire sull’attività e l’attenzione dei bambini”.

 

5. Dichiarazione nutrizionali

La maggior parte delle volte, i valori nutrizionali di un alimento sono riportati su una specifica tabella in cui vengono dichiarate informazioni che riguardano sia il contenuto calorico sia  quello nutritivo. L’indicazione del valore energetico è riferita a 100 g/100 ml dell’alimento, oppure alla singola porzione, e i valori obbligatori da riportare possono essere così riassunti:

  • il valore energetico;
  • la quantità di grassi, di cui acidi grassi saturi;
  • carboidrati, di cui zuccheri;
  • proteine;
  • sale. 
di Monica Bratta

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