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Epilessia: al Bambin Gesù consulti specialistici gratis

Per la Giornata mondiale sulla malattia neurologica, oggi, lunedì 8 febbraio, Open Day dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede con visite gratuite. Il 70% dei casi entro i 12 anni.

Epilessia: al Bambin Gesù consulti specialistici gratis

Sono i bambini i più colpiti dall’epilessia: nei due terzi dei casi la malattia neurologica si manifesta entro i 12 anni, prima della pubertà. “Accertata l’idoneità all’approccio chirurgico, è necessario intervenire il prima possibile - spiega Nicola Specchio, responsabile di Neurochirurgia dell’Epilessia al Bambino Gesù -. Infatti, minore è il tempo di esposizione alle crisi, minore è il rischio che il bambino riporti danni cerebrali poi trattabili con maggiori difficoltà”.

L’Ospedale Pediatrico della Santa Sede aderisce alla Giornata Mondiale dell’epilessia, lunedì 8 febbraio, con un Open Day di informazione e sensibilizzazione.

Dalle 9 alle 16, un team di neurologi del dipartimento di Neuroscienze sarà a disposizione per consulti specialistici gratuiti. Si può accedere senza prenotazione e senza impegnativa.

Alle 10:30 e alle 15:00 della stessa giornata, seguono due importanti appuntamenti con workshop pratici, rivolti principalmente agli insegnanti e agli operatori scolastici, sulla gestione delle crisi degli studenti affetti da epilessia: quali sono le manovre utili, come somministrare la terapia farmacologica d’urgenza, cosa non fare o cosa è addirittura dannoso.

 

LA CHIRURGIA DELL’EPILESSIA: CON L’INTERVENTO PRECOCE ALTA POSSIBILITA’ DI GUARIGIONE

Dovuta sia a una predisposizione genetica, sia a lesioni cerebrali, la malattia si manifesta con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio. Un terzo dei pazienti resiste al trattamento con i farmaci e di questi il 10-15% riporta una lesione cerebrale operabile. La chirurgia è indicata solo quando l’area epilettogena (zona del cervello responsabile delle crisi) è circoscritta e la sua asportazione non causa deficit neurologici. 

Quanto più l’intervento è precoce, tanto più alta è la possibilità che la malattia scompaia del tutto. Al Bambin Gesù, dove sono stati eseguiti più di 100 interventi chirurgici con una percentuale di successo pari al 70%, è stata perfezionata la tecnica del Wada Test che consente di individuare con precisione le aree cerebrali coinvolte nel linguaggio e nel movimento. Il test agevola la rimozione delle lesioni cerebrali riducendo al minimo il margine d'errore in fase di intervento.

 

LE ALTERNATIVE ALLA CHIRURGIA: STIMOLATORE DEL NERVO VAGO E DIETA CHETOGENA

Nei casi farmacoresistenti e non operabili (ad esempio quando l’area epilettogena è troppo estesa) si può ricorrere all'impianto dello stimolatore del nervo vago, una specie di pace-maker che viene applicato sottocute. La stimolazione del nervo fa diminuire la tendenza ad avere crisi. La percentuale di successo è di circa il 30-40%.

Per ridurre le convulsioni che non possono essere controllate né con i farmaci né con la chirurgia, si è rivelata utile anche la dieta chetogena: un regime alimentare che comporta una iperproduzione di chetoni e si fonda sull’impiego di un’alta percentuale di grassi (fino all’80%), anziché di carboidrati e proteine, come fonte principale di energia. Nell’esperienza dell’Ospedale Pediatrico, la somministrazione della dieta chetogena è risultata efficace nel 60% dei casi.

Al Bambin Gesù, inoltre, è possibile accedere a sperimentazioni cliniche con farmaci ancora non in commercio per diverse forme della malattia.

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