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Epatiti B e C: in arrivo nuove, e costose, terapie

In occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti di giovedì 20 novembre, dalla SIMIT i dati sulle cure attuali e su quelle a breve disponibili per entrambe le infezioni. Nuovi casi tra gli immigrati.

Epatiti B e C: in arrivo nuove, e costose, terapie

Due emergenze in particolare hanno tenuto banco durante i lavori del XIII Congresso Nazionale SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, appena concluso: la verifica sulla situazione d’emergenza riguardante l’Ebola, e una discussione sui batteri “cattivi”, per colpa dei quali la sanità internazionale sta rischiando di perdere la sfida sul fronte degli antibiotici.

Nello specifico, in occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti di oggi, giovedì 20 novembre, è stato fatto dagli specialisti il punto della situazione che riguarda le terapie di cura per l’Epatite B e C.

Per l’Epatite B, attualmente le terapie disponibili sono di due tipi: l'interferone, e altri farmaci somministrati per tempi più lunghi, anche per tutta la vita. Entrambe hanno lo scopo di indurre la condizione di portatore inattivo, pur senza vincere l'infezione, ma gli approcci sono diversi: l'interferone ottiene i risultati nel 20% dei pazienti per una terapia limitata nel tempo; i farmaci antivirali, invece, devono essere somministrati per tutta la vita. In altri termini, entrambe bloccano il virus, ma non permettono la guarigione e non riescono a limitare il rischio di cancro al fegato. Le due terapie, rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale, costano 5-6mila euro l'anno a paziente.

Per quanto riguarda l’Epatite C“Secondo gli studi effettuati nell'ultimo anno – segnalano gli infettivologi Simit –, l'azione di più farmaci ad azione antivirale diretta ha comportato percentuali di guarigione finora neanche lontanamente immaginabili, pari a  circa il 100% dei casi: un evento che in medicina accade raramente. Sono farmaci che, usati congiuntamente, bloccano il virus e i suoi meccanismi di replicazione. Una volta eliminato il virus, il soggetto guarito potrebbe infettarsi con un altro ceppo solo ponendosi a rischio di un nuovo contagio. Tutte le terapie sono ormai approvate in America, mentre in Europa si attende il via libera per due di esse. Non hanno controindicazioni, l'unico problema riguarda i costi molto elevati pari a circa 40mila euro per tre mesi di terapia, che potrebbero diventare sei per alcuni soggetti. Il rimborso del Sistema Sanitario Nazionale inizialmente sarà probabilmente previsto per i pazienti con malattia in stadio più avanzato”.

 

TERAPIE SPERIMENTALI 

“I nuovi farmaci, invece, sono ancora in fase di sperimentazione – spiega il Prof. Massimo Puoti, Direttore Reparto Malattie Infettive Ospedale Niguarda di Milano e infettivologo Simit – La scoperta del recettore del virus dell'epatite B consente di avere delle cellule in vitro che acconsentirebbe alla sperimentazione di nuove tecniche curative definitive. Queste nuove metodologie bloccano l'ingresso del virus nella cellula, creano una situazione di inibizione, mentre altri farmaci aiuteranno a reagire ad altri livelli, bloccando la sintesi del virus. Nessuna idea, al momento, sui costi. Basterà una compressa al giorno, ma ci vorranno almeno 4-5 anni per stabilirne la certezza della sua efficacia. La nuova terapia, studiata da Stephan Urban, potrebbe durare soltanto dai 3 ai 6 mesi”.

 

I DATI IN ITALIA DELL'EPATITE B

La vaccinazione obbligatoria per tutti i nati dopo il 1979, che non assicura comunque l'eliminazione del rischio nel 100% dei casi, ha provocato in Italia un forte decremento. I nuovi casi si sono verificati in persone che provengono da Paesi dove tale vaccinazione non è obbligatoria e c'è un'alta frequenza di infezione. Circa il 40% dei nuovi casi è di persone straniere, o immigrate in Italia o nate fuori dai confini nazionali: i Paesi con più alta endemia sono i paesi asiatici, come Cina e Filippine, e quelli dell'Africa Sub Sahariana. L'epatite, quando non trattata, riduce la durata della vita perché può indurre la cirrosi epatica e il cancro del fegato. Ancora grosse le difficoltà di combattere quest'ultimo rischio, che colpisce ogni anno il 4% dei pazienti con cirrosi epatica.

 

COME SI TRASMETTE

L'Epatite B si trasmette con il sangue e con i rapporti sessuali non protetti. L'infezione da epatite B ha una capacità di contagio dieci volte maggiore rispetto a quella da Hiv. Si consiglia di effettuare il vaccino per una maggiore sicurezza per i nati prima del 1979, per gli operatori sanitari e per tutti i soggetti a rischio.

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