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Epatite C: nuovi risultati positivi sul farmaco per la terapia orale

A due mesi dall’arrivo in Italia di simeprevir, presentati i dati che confermano la superiorità di efficacia della nuova opzione terapeutica anche nei pazienti con cirrosi.

Epatite C: nuovi risultati positivi sul farmaco per la terapia orale

Annunciati a Vienna i nuovi risultati positivi su Simeprevir, l’ultimo farmaco arrivato in Italia contro l’epatite C: un medicinale altamente innovativo, prodotto nello stabilimento Janssen di Latina e già disponibile nel nostro Paese.

I risultati degli studi OPTIMIST, i primi di Fase 3, hanno confermato come la combinazione tra simeprevir e sofosbuvir sia la terapia orale, priva di interferone, che raggiunge la più alta percentuale di eradicazione del virus anche nei pazienti con cirrosi, sempre a 12 settimane.

“I nuovi risultati presentati all’International Liver Congress confermano l’elevata efficacia della terapia antivirale ad azione diretta, con simeprevir e sofosbuvir, in una gamma di pazienti con epatite C, sia naive sia già precedentemente trattati, sia con sia senza cirrosi - ha dichiarato Giovanni Battista Gaeta, Professore Ordinario di Malattie Infettive alla Seconda Università degli Studi di Napoli -, dimostrando come sia un’importante opzione terapeutica per  pazienti dal profilo diverso. Questo dato è di grande interesse per la pratica clinica, nella quale si incontra una popolazione di pazienti variegata, che richiede una terapia efficace in diverse condizioni cliniche”.

Il programma di sviluppo Janssen per l’epatite C ha come obiettivo studiare l’utilizzo di simeprevir in un numero di differenti combinazioni e popolazioni di pazienti con HCV.

“In circa un quinto dei soggetti con epatite C cronica la malattia porta allo sviluppo di cirrosi, rendendo più difficile la guarigione. I risultati dello studio OPTIMIST-2 dimostrano che il regime orale che associa  simeprevir e sofosbuvir ottiene percentuali elevate di guarigione nei pazienti con epatite C di genotipo 1 con cirrosi, compresi quelli in cui precedenti terapie con altri antivirali hanno fallito” ha dichiarato Pierluigi Toniutto, Responsabile della Sezione di Epatologia e Trapianto di Fegato Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine

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