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Donazioni di sangue: per i giovani, strumento utile per salvare vite umane

Presentati al MIUR i risultati di una ricerca che ha valutato la relazione tra gli adolescenti e la cultura del dono come gesto di alto valore e solidarietà.

Donazioni di sangue: per i giovani, strumento utile per salvare vite umane

Il 66% dei giovani delle scuole medie (secondarie di primo grado) ritiene la donazione di sangue un gesto di alto valore per aiutare il prossimo e solo il 6% si dichiara non interessato all’argomento. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca presentata a Roma presso il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, dal titolo “Il vissuto e l’immaginario degli adolescenti nei confronti della donazione del sangue”.

L’indagine – che ha coinvolto 2.100 studenti di scuola media di tutta Italia - è stata curata AVIS Nazionale e dalla Società Italiana di Pediatria, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e l’Associazione Laboratorio Adolescenza, al fine di comprendere in che modo i giovani si relazionino con il prezioso gesto del dono.

Obiettivo dell'inchiesta: riuscire ad avere un primo quadro di riferimento sul "rapporto" tra adolescenti e donazione di sangue, a livello di identificazione, percezione individuale e conoscenze in merito, per mettere in atto strategie di sensibilizzazione efficaci.

Tra i risultati più significativi dell’indagine, quelli relativi a "Il mio gruppo sanguigno": dichiarato sconosciuto dal 44% del campione. Un dato di per sé non positivo che diventa ancor più allarmante se si considera il test sulle scuole superiori di Milano in cui la percentuale di maggiorenni ignara della tipologia del proprio sangue è ancora del 38%.

In conclusione:

  • la grandissima maggioranza degli adolescenti conosce la pratica della donazione di sangue, ma il "rapporto" con essa è fortemente condizionato dalla conoscenza effettiva di un donatore e particolarmente favorita se questi è uno dei due genitori.
  • vi sono degli stereotipi negativi legati alla donazione di sangue (dolore, sicurezza) che andrebbero rimossi con una informazione adeguata e convincente.
  • La scuola potrebbe avere certamente un ruolo maggiore nel creare "link" tra gli adolescenti e la donazione di sangue.

Secondo Giovanni Corsello, presidente SIP, “i risultati della ricerca, collegati alla nostra indagine ‘Abitudini e stili di vita degli adolescenti’, sono confortanti perché dimostrano che la cultura solidale è una realtà ben radicata tra i giovanissimi. Al tempo stesso dimostrano che è necessario rafforzare la corretta informazione riguardo alle caratteristiche della donazione, alla conoscenza del proprio gruppo sanguigno e soprattutto al valore etico della donazione quale unico strumento possibile per salvare vite umane, non sempre sostituibile dai farmaci. Per fare ciò è necessario creare una sinergia tra pediatri, scuola, associazionismo con l’obiettivo di far crescere la cultura della donazione e farla diventare uno stile di vita. L’investimento sugli adolescenti è strategico, anche se non possono essere donatori prima della maggiore età, perché nell’età evolutiva si determina una sorta di imprinting cioè il proprio modo di comprendere il mondo e rapportarsi con gli altri, che poi resta nell’età adulta”, conclude Corsello.

Il sottosegretario del MIUR, Angela D’Onghia, ha dichiarato che “i 9 milioni di studenti della nostra scuola sono un grande veicolo di formazione e diffusione di valori. Per questo ringraziamo AVIS per l’attività che svolge - in un periodo come quello attuale - per combattere la crisi di valori in atto”.

Per il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni, “i dati presentati ci permettono di comprendere quali sono gli spazi di intervento per aumentare il coinvolgimento giovanile. AVIS promuove non solo la donazione periodica come atto concreto per rispondere a un bisogno di salute, ma anche un percorso culturale e l’educazione a uno stile di vita sano. Bisogna rendere i giovani protagonisti della loro vita e offrire delle opportunità per mettere in atto gesti concreti di solidarietà. AVIS è inoltre un ente di Servizio Civile e permette a centinaia di giovani ogni anno di svolgere progetti di volontariato su tutto il territorio nazionale. 
Per noi è importate collaborare con altri soggetti, in primis con il mondo della scuola, che possono permettere ad AVIS di aumentare la sua penetrazione tra le nuove generazioni e veicolare messaggi positivi per incrementare la partecipazione dei giovani alla vita sociale”.

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