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Dolori invernali: artrosi o disturbi passeggeri?

Freddo e umidità mettono a dura prova schiena, spalle e gambe. Saranno artrosi o semplici doloretti passeggeri? Capire qual è il problema permette di stabilire le cure più efficaci

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Dolori invernali: artrosi o disturbi passeggeri?

Con la consulenza del prof. Giovanni Minisola, presidente della Società italiana di reumatologia (www.reumatologia.it) e direttore della Divisionedi reumatologia dell’Ospedale “San Camillo” di Roma.

 

Definiamo “reumatismi” un gruppo di disturbi chiamati, in termini più tecnici, “malattie reumatiche”. Si tratta di patologie acute o croniche (che perdurano nel tempo), molto diverse tra loro ma accomunate dalla presenza di un dolore, spesso costante, che coinvolge le articolazioni o le strutture extra-articolari come i tendini. Alcune, come l’artrite reumatoide, sono ad alto potenziale invalidante. I dolori più o meno intensi che si manifestano nei mesi più freddi e umidi dell’anno, invece, sono un “mal di ossa”, causato per lo più da posizioni sbagliate e qualche volta da artrosi, patologia che fa parte della famiglia delle malattie reumatiche. Ogni disturbo ha il suo rimedio.

I disturbi ossei più comuni

L’artrosi è il classico “ mal di ossa”. È la malattia più diffusa (in Italia interessa 5 milioni di persone e rappresenta il 70% delle malattie reumatiche) causando una degenerazione della cartilagine e delle articolazioni per usura: le ossa non riescono più a scorrere senza creare attrito e, a diretto contatto tra loro, si consumano. La causa principale è l’età, ma anche il sovraccarico delle articolazioni per sovrappeso o obesità, lavori pesanti, traumi o fratture non guarite in modo adeguato. Le articolazioni più interessate sono le mani (rizoatrosi), le ginocchia (gonartrosi), l’anca (coxartrosi) e le vertebre (spondilartrosi). La difficoltà di movimento e il dolore (che si acuisce quando l’articolazione è in movimento e si attenua quando è a riposo) sono i sintomi principali. Le articolazioni possono apparire gonfie, tumefatte e “rumorose” durantei principali movimenti. 

 

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria autoimmune, in cui il sistema di difesa dell’organismo, che dovrebbe combattere gli agenti esterni, attacca tessuti dell’organismo stesso provocando infiammazione e dolore. Colpisce le articolazioni in maniera simmetrica iniziando da quelle delle mani, ma possono essere interessati i polsi e le ginocchia e, con il tempo, tutte le altre, che si presentano tumefatte, calde e dolenti. A differenza dell’artrosi, il dolore è presente anche se si è a riposo e durante la notte e la rigidità è più intensa il mattino (occorre almeno un’ora per una completa ripresa funzionale). L’artrite reumatoide è una delle malattie reumatiche più invalidanti e può provocare deformità anche permanenti con una riduzione della capacità funzionale del 50% a due/tre anni dalla comparsa della malattia. In Italia colpisce 350 mila persone, è più diffusa tra le donne che tra uomini (in un rapporto di 3 a 1) e compare spesso tra i 25 e 50 anni.

 

Il dolore da postura. Fortunatamente una notevolissima percentuale di casi di “dolori alle ossa” è, in realtà, il frutto di cattive abitudini come l’eccessiva sedentarietà o le posture scorrette, soprattutto durante i periodi di tempo trascorsi alla scrivania o durante lo svolgimento di lavori dai movimenti ripetitivi. Questi disturbi possono essere facilmente risolti con qualche buona pratica.

L’attività fisica: serve soprattutto se il lavoro è sedentario (il nuoto, per esempio, è un vero toccasana per la schiena e le articolazioni perché non le sovraccarica).

I movimenti e le posture giuste: chi sta alla scrivania dovrebbe utilizzare sedie ergonomiche; quanto ai movimenti, sarebbe bene evitare le torsioni del busto per prendere gli oggetti; se ci si abbassa per caricare o scaricare pesi occorre piegare le ginocchia. Di tanto in tanto è bene alzarsi e “sgranchirsi” i muscoli.

Attenzione al freddo e all’aria: in estate evitare gli spifferi e gli sbalzi di temperatura degli ambienti con l’aria condizionata e in inverno coprirsi in maniera adeguata.

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