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Dolore senza rimedio per due bambini su tre

Nei Pronto Soccorso, arriva il video “Dolore? No, Grazie!”, realizzato dal gruppo PIPER (Pain in Pediatric Emergency Room) per sensibilizzare medici, infermieri e genitori

Dolore senza rimedio per due bambini su tre

Sono 5 milioni i bambini che ogni anno si recano in Pronto Soccorso per vedere valutato il proprio dolore. Ma secondo gli esperti del gruppo Piper (Pain in Pediatric Emergency Room) che hanno raccolto l’esperienza di 19 Pronto Soccorso dal 2010 al 2013, solo uno su tre riceve un farmaco per lenire il male. Spesso, infatti, le loro sofferenze non vengono prese in considerazione perché gli adulti tendono a pensare che stiano facendo i capricci o esagerando di proposito i loro fastidi. Così il dolore rimane un problema frequente e serio, spesso inascoltato. Per garantire un sollievo ai piccoli e migliorare la gestione del dolore in Pronto Soccorso, nel corso del IV Multidisciplinar Pain Meeting svoltosi di recente a Minorca, il gruppo Piper  - coordinato dalla dott.ssa Franca Benini, responsabile Centro regionale veneto di terapia antalgica e cure palliative pediatriche, Dipartimento di Pediatria, Università degli Studi di Padova – ha presentato le prime due linee guida in materia. Si tratta di “raccomandazioni formalizzate per la prima volta, stilate tenendo conto della letteratura scientifica sull’argomento e delle conoscenze attuali in materia di gestione del dolore pediatrico, che riguardano ad esempio procedure molto frequenti e temute dai bambini, come le iniezioni o le suture”, spiega Franca Benini. “Il nostro obiettivo è accelerare l’impiego dei farmaci per ridurre il tempo passato soffrendo dolore, delegando ad esempio agli infermieri la somministrazione di prodotti sicuri e ben tollerati anche dai bambini: tuttora passano in media 50 minuti prima che i piccoli pazienti arrivino di fronte al medico di Pronto Soccorso, un tempo infinito se c’è dolore. Purtroppo c’è tuttora la paura a dare antidolorifici ai più piccoli, temendo effetti collaterali: in realtà noi somministriamo moltissimi farmaci ai nostri figli senza preoccuparci altrettanto delle loro possibili conseguenze, il dolore invece non viene considerato come un sintomo da trattare. Un errore, come dimostrano moltissimi studi scientifici: trattarlo ed eliminarlo con i farmaci adeguati non solo è eticamente corretto nei confronti di un bimbo che soffre, ma riduce anche la permanenza in ospedale, accelera la guarigione ed evita che da adulti la soglia del dolore si abbassi”.

L’obiettivo, ora, è distribuire queste raccomandazioni a tutte le strutture sanitarie del Paese “per far sì - sottolinea Mario Spizzichino, Dirigente Ufficio XI, Direzione Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute -  che vengano applicate ovunque, riducendo le disuguaglianze di trattamento fra Regioni tuttora esistenti. Non è tollerabile che un bimbo debba provare dolore anche solo per un banale prelievo: si tratta di fastidi che la medicina sa, può e deve risolvere”. Anche perché non soffrire è un diritto previsto dalla legge 38/2010, l’unica al mondo che tuteli e garantisca l’accesso alla terapia del dolore per tutti i pazienti. “Purtroppo in ambito pediatrico è tutto molto più difficile, basti pensare che in Europa l’impiego degli oppioidi sui bambini è ovunque off label, fuori dalla registrazione ufficiale; inoltre alle aziende che intendono commercializzare questi farmaci per l’utilizzo nei bambini viene chiesta una tassa annuale che supera i possibili guadagni, visto il numero relativamente basso di pazienti, e ciò limita moltissimo la possibilità di immettere sul mercato medicinali adatti all’uso pediatrico”, aggiunge Guido Fanelli, Presidente della Commissione Terapia del Dolore e Cure Palliative del Ministero della Salute. “Ora qualcosa per fortuna sta cambiando: l’European Medicines Agency ha da poco deciso di considerare il dolore pediatrico che richiede oppioidi come malattia rara, riducendo le spese per i produttori e facilitando così l’impiego di questi farmaci. Perché i pazienti che ne hanno bisogno non sono molti, ma neppure pochissimi: solo in Italia 12 mila bambini e ragazzini fra zero e 18 anni hanno necessità di cure palliative e terapia del dolore, spesso per un tumore. Garantire loro sollievo non è soltanto una giusta scelta medica ed etica, è anche ciò che deve essere fatto per rispettare la legge”.

Per far comprendere l’importanza di una corretta gestione del dolore a tutte le figure coinvolte (personale sanitario, genitori e bambini) il gruppo Piper, con il patrocinio del Ministero della Salute e il contributo incondizionato di Angelini sta distribuendo in tutte le strutture sanitarie il video “Dolore? No, grazie!”. Si tratta di un cortometraggio – protagonista l’attrice Paola Minaccioni – che ha l’obiettivo di trasmettere al pubblico l’importanza della valutazione, e quindi del trattamento del dolore, affinché tutti sappiano che non solo è dannoso, ma spesso inevitabile.

di Luana Trumino

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