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Dolore cronico: al via Cardiopain contro gli effetti collaterali degli antidolorifici

La sofferenza fisica cronica colpisce di più le donna e può causare danni gastrointestinali, aumento della pressione arteriosa, con rischio di trombosi, infarto miocardico e ictus nei pazienti cardiopatici. Parte il progetto promosso da O.N.Da.

Dolore cronico: al via Cardiopain contro gli effetti collaterali degli antidolorifici

Secondo un’indagine svolta da O.N.Da, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, grazie al sostegno del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 1.000 donne italiane, il 35% soffre di dolore cronico con intensità medio‐alta, capace di compromette umore, sonno e intimità di coppia. Dai dati si evince chiaramente come la sofferenza fisica sia una problematica quanto mai attuale: il 60% delle intervistate si rivolge al medico (di famiglia 51% o specialista 49%), e 4 su 5 assumono farmaci, soprattutto antinfiammatori non steroidei (FANS, 64%), per controllare sia il dolore cronico che quello episodico. Tali terapie, però, non soddisferebbero il 59% delle sofferenti il cui timore, concreto, è rivolto ai i possibili effetti collaterali provocati dagli antidolorifici: 2 donne su 5 si dichiarano molto preoccupate dall’impatto di questi farmaci sull’apparato gastrointestinale e sul benessere generale, poiché causano spossatezza, sonnolenza, debolezza. Ignorano, però, che "oltre ai danni a livello gastrointestinale, relativamente frequenti, possono contribuire ad aumentare la pressione arteriosa e incrementare il rischio di eventi trombotici in vari distretti circolatori. In persone già cardiopatiche, è stato calcolato un rischio incrementale di infarto miocardico del 37%, di ictus pari al 21% e di scompenso del 18%, correlato all’impiego di FANS. Per ogni 60 pazienti cardiopatici che assumono anche questi farmaci, si avrà un evento grave (decesso, infarto o ictus), che altrimenti non sarebbe accaduto", spiega il dottor Zoran Olivari, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Ospedale Cà Foncello di Treviso

Ecco perché, al fine di migliorare la gestione del dolore attraverso una corretta formazione degli operatori sanitari e una loro maggiore consapevolezza circa l’importanza di prescrivere terapie appropriate, nel rispetto anche delle indicazioni e note dell'AIFA, O.N.Da ha deciso di coinvolgere le strutture con i Bollini Rosa nel Progetto Cardiopain.

L'obiettivo è la creazione di un network di ospedali (ad oggi 64) attenti ai temi del dolore. Nello specifico:

  • Realizzazione di una campagna di comunicazione mirata;
  • Attività di ricerca mirata;
  • Attività di formazione;
  • Corsi online tramite Webex, rivolti sia agli ospedali Bollini Rosa sia a quelli aderenti il progetto Cardiopain, tramite una piattaforma gestita da O.N.Da;
  • Corsi formativi;
  • Attività di sensibilizzazione della popolazione.

 

Cos'è e come si cura il dolore cronico

Quale Osservatorio sulla salute della Donna, O.N.Da è impegnato fin dalla sua nascita sul fronte del dolore. I dati epidemiologici documentano, infatti, che molte delle patologie responsabili di dolore cronico tendono ad avere incidenza maggiore nella popolazione femminile. Si tratta di un sintomo che colpisce trasversalmente tutte le fasi della vita e che aumenta con l’età, motivo per cui le donne, che vivono più a lungo, si ammalano soffrendo in misura maggiore rispetto agli uomini.

“In Italia la ‘cultura’ del dolore non è ancora adeguatamente diffusa, tanto che, a distanza di 4 anni e mezzo dall'approvazione della legge 38 e dagli sforzi compiuti per la sua applicazione, prevale tuttora l’opinione che il dolore sia in qualche modo un compagno inevitabile della malattia", afferma Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da. “Mal di testa, dolori muscolo‐articolari e reumatici sono quelli più frequentemente lamentati da oltre la metà delle 1.000 donne intervistate. Dai dati della nostra indagine emerge non solo quanto l’impatto del dolore sulla qualità di vita femminile sia molto forte ma anche come siano evidenti le preoccupazioni sugli effetti collaterali e quanto sia scarsa la conoscenza sulle alternative farmacologiche. Tenendo presenti questi risultati, e consapevoli che le patologie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte non oncologica nelle donne – continua Merzagora –, O.N.Da ha coinvolto gli ospedali con i Bollini Rosa, gli assessori alla salute regionali e il gruppo di parlamentari con cui collabora per promuovere l’iniziativa che ha preso le mosse nel salernitano con il progetto pilota Cardiopain: l’inserimento nella lettera di dimissione ospedaliera di un esplicito ammonimento in merito all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei e di inibitori selettivi della COX‐2 in pazienti cardiopatici. L’iniziativa, che si propone di attuare concretamente gli orientamenti prescrittivi sui FANS e sugli inibitori selettivi della COX‐2 (contenuti nella Nota AIFA n. 66), ha raccolto l’adesione di 64 ospedali in tutta Italia, andati ad aggiungersi ai 6 ospedali già attenti al tema. Le strutture che hanno aderito entreranno a far parte del Network Cardiopain e agli operatori di queste strutture sarà offerta la possibilità di fruire di corsi di formazione online e residenziali”.

“In Italia, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ampiamente utilizzati in caso di dolori osteoarticolari”, spiega il dottor Zoran Olivari, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Ospedale Cà Foncello di Treviso. “Si stima che oltre il 50% di cittadini fra i 60 e gli 80 anni li usi, con frequenza variabile, spesso impropriamente e su autoprescrizione. Un utilizzo così esteso dipende anche dalla scarsa conoscenza dei potenziali effetti dannosi di queste sostanze. Per tale motivo, quando un paziente lascia il nostro reparto di Cardiologia a Treviso, nella lettera di dimissione viene sistematicamente riportata l’attenzione sul problema, citando la relativa nota AIFA che sconsiglia l’utilizzo di FANS nella maggior parte dei cardiopatici”, segnala Olivari.

“Gli anziani sono i primi a sopportare stoicamente il dolore, considerato quasi ‘normale’ alla loro età. E sono anche i più restii all'assunzione di farmaci efficaci e potenti come gli oppiacei, farmaci peraltro di scelta in molte tipologie di dolore, secondo tutte le evidenze scientifiche. Il dolore si deve invece affrontare subito, appena si manifesta e con i farmaci più appropriati, che nell' anziano non sono i FANS. Lasciamo i FANS alle pubblicità televisive per patologie minori e non degli anziani, aumentiamo la cultura del trattamento e del trattamento corretto del dolore. Stanno arrivando i baby boomers, con loro non si può rimanere vaghi!”, ammonisce il professor Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento per l'Assistenza Sanitaria di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

 “Troppi antinfiammatori somministrati in modo errato o per troppo tempo non servono a lenire il dolore ma potrebbero rivelarsi pericolosi. Mundipharma è da sempre attiva e disposta a supportare tutti i progetti rivolti a migliorare la qualità di vita delle pazienti; al momento la collaborazione con O.N.Da ha già raggiunto oltre 60 ospedali . Adesso passiamo alla fase estensiva”, dichiara Marco Filippini, General Manager di Mundipharma Italia.

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