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Difficoltà verbale e motoria: colpiti 6 bambini su 100

In caso di dispressia, la logopedia aiuta a ritrovare l’autonomia. Fino al 10 marzo sportello online dei logopedisti.

Difficoltà verbale e motoria: colpiti 6 bambini su 100

In termini scientifici si chiama “disprassia” e si tratta di un disturbo che colpisce 5-6 bambini su 100, di preferenza maschi, e che rendendo difficile azioni e gesti della quotidianità provoca di conseguenza un ritardo nell'acquisizione delle tappe di sviluppo motorio e del linguaggio. Per i piccoli affetti dalla malattia può essere difficoltoso anche fischiare, saltellare, ridere e organizzare giochi.

Il disturbo infatti può coinvolgere sia l’abilità motoria generale, che governa i muscoli più grandi o gruppi di muscoli, quelli cioè delle macro-azioni che fanno lanciare oggetti o salire le scale, sia la motricità fine che riguarda i muscoli della mano, del piede o della bocca ostacolando la fluidità di movimenti utili a produrre parole, disegnare, fare un puzzle. 

Fino al 10 marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Logopedia (6 marzo), esperti logopedisti della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) saranno on-line dalle 10 alle 12, al numero 049.8647936, per aiutare i genitori a capire come mai i ‘neuroni motori’, fra i responsabili dei nostri movimenti, possono perdere di efficacia nel trasmettere giusti messaggi per la coordinazione e la sequenza di movimento finalizzati a un obiettivo preciso. 

L’iniziativa “Parole in movimento” offre anche l’opportunità di chiarire i termini del disturbo che non ha niente a che vedere con un deficit delle facoltà intellettive e cognitive, sebbene i piccoli potranno subire ritardi nell’imparare gesti abituali, come vestirsi, deambulare, muovere lo sguardo, emettere suoni e parole, con possibili rallentamenti anche nell’apprendimento scolastico e nelle abilità lavorativa nel caso il problema persista in età adulta.

Nonostante il fenomeno sia ancora in parte privo di alcune risposte scientifiche, sono però certi i benefici ottenibili da un percorso logopedico affiancato da programmi di riabilitazione con tecniche mirate al recupero verbale e all’apprendimento motorio finalizzato. L’obiettivo infatti è di consentire al bambino di vivere al meglio la quotidianità, imparando a gestire le sue difficoltà a vantaggio di un potenziamento della propria autostima, di un migliore rendimento scolastico e di una proficua integrazione con amici e compagni. Ulteriori informazioni possono essere richieste per mail info@fli.it o su www.fli.it.

 

I campanelli d’allarme

Esistono alcuni campanelli di allarme da non sottovalutare, quali ad esempio arrivare più in ritardo dei coetanei all’apprendimento di azioni basiche come: sedersi, rotolarsi, alzarsi, camminare, vestirsi, disegnare, usare il vasino, ma anche masticare e deglutire cibi solidi. Altrettanto importanti sono alcune difficoltà motorie che possono indurre il bambino a inciampare o cadere spesso; comportamentali che mettono il piccolo a disagio nel confronto con gli altri; stati di ansia e agitazioni anomale; difficoltà di parola o ritardo nello sviluppo del linguaggio che rendono l’eloquio poco comprensibile o più da piccoli rispetto alla normale età. “In presenza di una di queste situazioni o anche se esiste solo un sospetto di disprassia – raccomanda la dottoressa Tiziana Rossetto, presidente della FLI – è bene rivolgersi al pediatra di famiglia o a un centro di neuropsichiatria infantile dove l’esecuzione di test mirati all’età del bambino aiuteranno a escludere o a confermare la diagnosi e a intraprendere un percorso riabilitativo a cura del logopedista”. 

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