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Diabete giovanile: servono le risposte per affrontare le difficoltà quotidiane

Diabete giovanile: servono le risposte per affrontare le difficoltà quotidiane

Ogni anno, in Italia, più di 20.000 bambini sono colpiti dal diabete infantile e giovanile insulino dipendente. Il diabete di tipo 1 è la malattia cronica più diffusa in età evolutiva nel nostro Paese. Si tratta di una patologia auto-immune, nei confronti della quale non esiste nessuna terapia preventiva. Al disagio della malattia si affiancano, troppo spesso, le difficoltà a cui far fronte nella quotidianità: “Se vado in vacanza in un’altra regione e mi rubano la borsetta con l’insulina, rischio la vita perché nessuna farmacia accetterà la mia ricetta. Dovete fare qualcosa per abolire le ricette regionali”, racconta Camilla che arriva da Brescia. “ Per trovare un lavoro ho dovuto accettare di passare per disabile ma io non mi sento diverso dai miei colleghi. E’ un problema di cultura e va risolto”, gli fa eco Giacomo da Taranto. Queste, sono solo alcune delle reali esigenze denunciate, per la prima volta nel nostro Paese, dagli stessi giovani diabetici in occasione della I Conferenza Nazionale dei Giovani con Diabete, tenuta a Bologna e nata con l’obiettivo di approfondire gli aspetti scientifici e giuridici della malattia ma, soprattutto, per fornire una prima opportunità di dialogo e di confronto per i giovani diabetici. “I problemi di carattere medico sono certamente i principali ma non gli unici per i diabetici. Anzi, ai progressi che si registrano in campo medico corrisponde un aggravamento dei problemi di inserimento e di partecipazione completa alla vita sociale”, ha dichiarato Antonio Cabras, Presidente della Federazione Diabete Giovanile, denunciando gli aspetti pratici della malattia come la difficoltà dei diabetici nel trovare un’occupazione, costretti il più delle volte a nascondere la propria condizione, nonché i disagi sostenuti dagli alunni, diabetici, per conciliare lo studio con la pratica delle terapie insuliniche. “ A volte è sufficiente che sia nota la presenza della malattia per spingere un possibile datore di lavoro a non assumere un lavoratore o una lavoratrice solo perché diabetica. Si tratta di una forma di discriminazione che costringe molte persone a nascondere la malattia e che abbiamo il compito di combattere e superare”, rincara il professor Gianni Loy, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università di Cagliari. Da parte Ministero della Salute è stato predisposto il “Piano Nazionale sulla Malattia Diabetica”, al fine di sottolineare l’importanza degli interventi di prevenzione ed evitare i processi che determinano spesso l’emarginazione sociale della persona con diabete. 

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