I VIDEO DI ROSANNA
Oroscopo della salute Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno Acquario Pesci Oroscopo della settimana

Defibrillatori nei condomini, 70% arresti cardiaci avviene in casa

Defibrillatori nei condomini, 70% arresti cardiaci avviene in casa

Il 70% degli arresti cardiaci avviene in casa. Nasce da questa casistica del Suem 118 la proposta dell'Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) di dotare di defibrillatori i condomini. Dopo i centri sportivi, i centri commerciali, i luoghi pubblici di grande affluenza, ora il defibrillatore potrebbe quindi trovare spazio anche tra le pareti domestiche in modo da garantire un soccorso tempestivo 'salva vita'. La proposta, lanciata a livello nazionale durante il convegno ''Una gestione più razionale e sociale del Condominio'', prevede l'apparecchio 'salva cuore' in prima istanza in agglomerati con un'alta densità  abitativa, e in seguito anche in edifici con un numero basso di unità . ''L'idea ci era venuta già  alcuni anni fa - spiega Pietro Membri, Presidente Nazionale ANACI - ma a causa degli alti costi non era fattibile come oggi. Ora si tratta di mettere a punto i dettagli di questo nostro progetto. Ci renderemo disponibili ad attivare un coordinamento tra le diverse realtà  che operano nel territorio facendo riferimento anche per la formazione e aggiornamento''. Nel progetto ANACI, il Defibrillatore Semiautomatico verrà  utilizzato da un 'soccorritore laico', cioè un qualsiasi inquilino o meglio più di uno, per avere quindi la possibilità  di una maggiore copertura. Il defibrillatore semiautomatico è un'apparecchiatura grande come un I-Pad, economicamente accessibile, facile da usare perché funziona in automatico, e che attraverso l'erogazione adeguata di corrente elettrica, può 'riattivare' il cuore. Intervenendo entro i primi entro 3 minuti dall'arresto cardiaco si riescono a limitare i danni al cervello e menomazioni anche gravi. Oltre i 10 minuti dall'arresto cardio-circolatorio non c'è più niente da fare. Nei luoghi dove ci sono volontari extraospedalieri che conoscono le manovre salvavita si arriva al 35% di vite salvate.

Vota questo articolo

Il voto dei lettori (3/5)

Commenti  Visualizza commenti     Stampa  Stampa articolo
Lascia un commento