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Dagli oncologi, allarme per la disparità di accesso ai nuovi farmaci anti-cancro

Dagli oncologi, allarme per la disparità di accesso ai nuovi farmaci anti-cancro

Gli oncologi italiani chiedono, in una lettera indirizzata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, di intervenire con urgenza per risolvere i problemi legati alle inaccettabili disparità di accesso ai farmaci anti-cancro innovativi. In caso contrario, di fronte a una situazione che sta creando gravi problemi etici e di salute, AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) ricorreranno alla Corte Costituzionale.

“La legge conosciuta come ex ‘decreto Balduzzi’ – si legge nella lettera co-firmata dal presidente AIOM, prof. Stefano Cascinu, e dal presidente CIPOMO, Dott. Gianpiero Fasola - prevede, in attesa della negoziazione della rimborsabilità e del prezzo, l’inserimento automatico di farmaci innovativi, già autorizzati in Europa, in una apposita fascia denominata fascia ‘Cnn’, ovvero fascia ‘C non negoziata’. I farmaci in tale fascia sono quindi disponibili in commercio e prescrivibili, ma non a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Nel periodo in cui i farmaci permangono in tale fascia, la disponibilità è più teorica che reale, in quanto legata all’eventuale acquisto del farmaco da parte di ciascuna singola Azienda Ospedaliera o di ciascuna Regione. Questo crea una situazione di inaccettabile disparità tra pazienti, e, soprattutto, non risolve il problema del ritardo di accesso a farmaci di provata efficacia”. AIOM aveva già sottolineato nel 2013 le criticità di tale norma, chiedendo un intervento urgente per emendare quell’aspetto del decreto Balduzzi. “Qualche giorno dopo – sottolineano il prof. Cascinu e il Dott. Fasola nella lettera -, AIOM e CIPOMO esprimevano apprezzamento per il provvedimento del Governo, che prevede da parte dell'AIFA una risoluzione entro 100 giorni dall’immissione del farmaco in commercio a pagamento. Questo limite temporale però nei fatti non è rispettato e il problema appare tutt’altro che risolto: ad oggi, infatti, permangono in fascia Cnn numerosi farmaci oncologici, per molti dei quali la tempistica di negoziazione si protrae ormai da molti mesi”. A questo punto gli oncologi chiedono un intervento urgente del Ministro Lorenzin, per tutelare il diritto alla salute dei pazienti. “In caso di persistenza di questo stato di potenziale discriminazione – concludono Cascinu e Fasola -, valuteremo l’ipotesi di ricorrere alla Corte Costituzionale”.

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