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Cuore: come prevenire le malattie cardiache più frequenti

I maggiori fattori di rischio, gli esami mirati e gli accorgimenti più importanti per adottare uno stile di vita sano ed evitare di andare incontro a malattie cardiovascolari

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Cuore: come prevenire le malattie cardiache più frequenti

Con la consulenza del professor Luigi Chiarello, Direttore della Cattedra di Cardiochirurgia e della Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia all’Università Tor Vergata di Roma. “Ascolta il tuo cuore. Perché i battiti che senti non sono solamente ‘battiti d’amore’. Ma soprattutto rispettalo come faresti con un amico fedele, perché se lo tratti sempre bene, non ti tradirà mai”. È il consiglio del professor Luigi Chiariello.

Per “trattare bene” il cuore e non metterlo a rischio, servono piccoli ma preziosi accorgimenti di prevenzione, esami mirati e uno stile di vita sano. Poi ci sono fattori sui quali non è possibile intervenire direttamente, come l’età o il sesso, per esempio, ma in ogni caso la parola d’ordine resta: “avere a cuore il proprio cuore”

 

Chi corre più pericoli?

- Ipertensione arteriosa, colesterolo alto (soprattutto quello cosiddetto cattivo), diabete, fumo: sono questi i principali fattori che alzano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari, perché sono dei veri e propri killer per il cuore e per le coronarie. Spesso questi fattori di rischio si sommano tra loro: è frequente che un paziente con ipercolesterolemia sia anche in sovrappeso e soffra di diabete. La sindrome metabolica è sempre più diffusa. Si tratta di fattori di rischio che si possono evitare adottando uno stile di vita sano.

- C’è poi un fattore inevitabile, quello dell’età, perché è evidente che più si va avanti con gli anni e più il cuore nel suo incessante lavoro si affatica e alcune componenti si logorano. Pensiamo per esempio alle valvole che, come i cardini di una porta costretti a muoversi in continuazione, alla fine cedono.

- Infine c’è il fattore “genere”: è noto che fino a quando non arriva la menopausa le donne rischiano di meno, perché hanno la protezione degli estrogeni.

- Diverso è il discorso della familiarità: le malattie cardiache più frequenti non sono su base ereditaria ma piuttosto mostrano una certa familiarità, una sorta di predisposizione perché, probabilmente, in realtà c’è una tendenza a sviluppare proprio i killer citati prima: ipertensione, diabete e ipercolesterolemia.

I due nemici del cuore: sovrappeso e sedentarietà

Il sovrappeso, e ancora di più l’obesità, aumentano il rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete e, di conseguenza, aumentano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari e ictus. Un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare (bastano 30 minuti di cammino al giorno a passo sostenuto) sono la prima cosa da fare per prendersi cura del cuore, insieme ovviamente a non fumare e a non abusare di alcolici. A tavola, quindi, preferire frutta fresca,verdure e ortaggi alla carne che, in ogni caso deve essere soprattutto magra. Aumentare il consumo di legumi e di pesce, privilegiare l’olioextra vergine di oliva agli altri grassi e fare molta attenzione al sale a tavola. E a proposito di sovrappeso e obesità, tenere sotto controllo la bilancia ma anche il giro vita: il grasso addominale, in pratica quello che si deposita su pancia e fianchi, è quello più pericoloso per il cuore.

 

Quando è tempo di muoversi?

“L’età consigliata per iniziare a fare esami di controllo annuali del cuore, generalmente, si fissa a 40 anni per gli uomini e a 50 anni per le donne”, spiega il prof. Chiariello. È evidente che si tratta di una soglia di massima. Chi è sportivo, ha sempre condotto uno stile di vita sano, non è fumatore e non ha in famiglia parenti diretti che soffrono di malattie cardiache, potrà spostare in avanti di qualche anno questo appuntamento. Al contrario chi è in sovrappeso, o soffre di ipertensione, diabeteo colesterolo alto e/o è un fumatore o è stato un fumatore, dovrà anticipare gli esami. In ogni caso, l’appuntamento deve diventare una buona abitudine. Come quello per gli esami del seno o del pap test.

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