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Consulta bioetica, abolire obiezione coscienza da 194

Consulta bioetica, abolire obiezione coscienza da 194

Abolire dalla legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza l'obiezione di coscienza per il personale sanitario e i medici che esercitano nelle strutture pubbliche. Questa è la proposta della Consulta di bioetica onlus, che oggi ha promosso un confronto sul tema in un convegno dal titolo ''Un buon medico non obietta? Prospettive a confronto sull'obiezione di coscienza''. ''Molti accusano la 194 di essere una sorta di totem irriformabile - spiega Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica - una delle riforme possibili è eliminare l'obiezione, che non deve essere considerata un nuovo diritto umano inviolabile da garantire. Sembra un'idea balzana, invece sta guadagnando rispettabilita'''. ''Assolutamente contrario'' all'idea si dice il presidente della Fnomceo e senatore del Pd Amedeo Bianco, secondo il quale ''nella moderna medicina il medico deve esercitare in autonomia e responsabilità, farlo diventare mero esecutore sarebbe pericoloso non solo per il professionista stesso, ma per la cittadinanza''. ''Se proprio si vuole pensare a una modifica della 194 - aggiunge Bianco - pensiamo a potenziare la parte relativa alla prevenzione ed educazione alla sessualità''. Contrario anche Carlo Casini del Movimento per la Vita, che parla di ''offesa profonda al principio di libertà''. ''Io vorrei una modifica della 194 ma in senso opposto - spiega - inserendo ad esempio nell'articolo 1 il principio di tutela della vita umana fin dal concepimento''. Mentre Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, spiega: ''La legge 194 prevede l'obiezione di coscienza ma non la disciplina e questo è un paradosso. Ritengo che i medici che oggi entrano in servizio a effettuare il loro compito di ginecologi sappiano ciò che vanno a fare, quindi durante il percorso di studi si dovrebbe evidenziare il fatto che esercitare la professione di ginecologo significa farlo anche prestando la propria assistenza nel rispetto della salute della donna''.

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