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  1. #1
    Junior Member L'avatar di alle88
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    Unhappy Dalla stitichezza all'incontinenza fecale... il passo breve

    Ciao a tutte, sono una di quelle mamme che solo "da grandi" hanno avuto la gioia del primo figlio: certo la gravidanza stata una delle esperienze pi importanti della mia vita, ma non la ricordo con tutta la magia di cui altre mie amiche raccontano. Avevo 40 anni quando nato Giorgio, lui sempre stato benissimo ma io ho avuto a che fare con una gravidanza in cui le nausee sono state forse l'ultimo dei miei problemi.

    Soprattutto durante gli ultimi mesi di pancione ho avuto a che fare con episodi di stitichezza fuori dal normale, passava anche una settimana senza che andassi al bagno, poi per d'improvviso la situazione si ribaltava: tolto il "tappo", non riuscivo pi a contenere le feci ed avevo talvolta piccole perdite involontarie.

    La situazione perfino peggiorata dopo il parto, a seguito del quale mi sono state diagnosticate lesioni a livello del pavimento pelvico: da allora alterno regolarmente episodi di stipsi a incontinenza fecale, e ho dovuto cambiare drasticamente il mio stile di vita per adeguarmi alla condizione.

    Sono un p imbarazzata dalla situazione e non ho ancora avuto il coraggio di parlarne col mio medico, intanto mi piacerebbe sapere se qualcuna di voi si trova nelle mie stesse condizioni e come ha affrontato il problema. Esistono che voi sappiate centri medici specializzati che se ne occupano?

    Grazie per il vostro aiuto

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Rosanna Lambertucci
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    Ciao cara, rivolgo la tua domanda a uno dei nostri esperti

  3. #3
    Junior Member L'avatar di alle88
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    Grazie Rosanna, sei gentilissima
    Attendo news dagli esperti!
    Un abbraccio

  4. #4
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    Ciao Alle88, ecco la risposta del prof. Carlo Ratto, chirurgo colonproctologo presso il policlinico A. Gemelli di Roma

    Quanto riferisce piuttosto frequente. La gravidanza di per s pu comportare disturbi della defecazione e, spesso, la stipsi quello prevalente. Purtroppo, nel suo caso, coincisa anche la lacerazione del pavimento pelvico durante il parto, che rappresenta nelle donne la causa pi frequente di incontinenza fecale ed dovuta alla lesione dello sfintere esterno (e talvolta anche di quello interno). In senso pi ampio l’incontinenza fecale una condizione clinica complessa che si riscontra nell’1-2% della popolazione, determinata da molteplici possibili cause. Pu manifestarsi con una modesta perdita di materiale fecale e persistente imbrattamento della regione anale, altre volte comporta cospicue perdite incontrollate di feci. Non solo le lesioni sfinteriali (che si possono verificare anche a seguito di interventi chirurgici o traumi in sede anale) possono esserne causa, ma anche alterazioni funzionali (specie a livello muscolare e nervoso), patologie metaboliche ed ormonali o la degenerazione senile. Un’accurata diagnosi (anzitutto ecografia endoanale e manometria anorettale) obbligatoria anche per pianificare un corretto trattamento, perch risolvere o migliorare l’incontinenza possibile! Diversi possono essere i trattamenti, alcuni semplici (farmaci o riabilitazione), altri, chirurgici, pi o meno complessi.
    In caso di danno dello sfintere esterno la “sfinteroplastica” classicamente l’intervento chirurgico di scelta; lo scopo di suturare lo sfintere nella zona dove si verificata la lesione. Nei casi in cui l’incontinenza fecale sia attribuibile ad una neuropatia o alterazioni neuro-muscolari (anche causate da patologie endocrino-metaboliche o da lesioni nervose) pu essere indicato utilizzare la “neuromodulazione sacrale” allo scopo di supplire a quei deficit di stimolazione nervosa che l’organismo presenta a livello dei nervi sacrali (quelli cio che presiedono alla funzione sia defecatoria che minzionale e le cui alterazioni rendono tutti i meccanismi coinvolti in queste funzioni inefficaci nel controllarne lo svolgimento normale). Questa stimolazione supplementare pu avvenire mediante un apporto esterno di impulsi elettrici a questi nervi inviati da un elettrostimolatore attraverso uno o due elettrodi posizionati vicino ai nervi stessi. Una caratteristica essenziale e singolare della neuromodulazione sacrale che la sua applicazione pu essere “provata” prima di essere effettuata definitivamente: infatti l’impianto definitivo deve sempre essere preceduto da un periodo di test.
    Nel caso di incontinenza fecale pi lieve possibile iniettare alcune sostanze (dette “bulking agents”) nella sottomucosa del canale anale allo scopo di creare un “ostacolo” meccanico al passaggio incontrollato dei feci. Purtroppo questa procedura , in molti casi, vanificata dalla migrazione delle sostanze lontane dalla sede di iniezione.
    Negli ultimi anni abbiamo messo a punto una innovativa modalit terapeutica “mininvasiva” che prevede l’impianto di piccole protesi, chiamate Gatekeeper. Al momento dell’impianto queste protesi sono solide e molto sottili (del diametro di 2 millimetri) ma dopo l’impianto (entro 24-48 ore), a contatto con i fluidi corporei, si imbibiscono, aumentano di volume e diventano soffici, come piccole spugnette. In paziente non ne avvertir minimamente la presenza. L’impianto, effettuato in anestesia locale, prevede il posizionamento di 4-6 protesi tra i due sfinteri anali, con una metodica tecnicamente molto semplice e precisa. Le protesi sono anche visibili ecograficamente. I pazienti sottoposti all’impianto non riferiscono alcuna sensazione conseguente all’impianto (in particolare, non hanno dolore) e svolgono le normali attivit quotidiane. La caratteristica fondamentale dimostrata dalle protesi Gatekeeper la stabilit della loro posizione nella sede dell'impianto (n dislocazione n migrazione), anche dopo molti anni; non sono degradabili e ci rende durevoli i loro effetti terapeutici. Con questi presupposti l’intervento si dimostrato in grado di diminuire significativamente gli episodi di incontinenza fecale e di imbrattamento degli indumenti. I pazienti possono cos evitare o ridurre l’uso di pannoloni o salva-slip e la loro qualit di vita ne risulta nettamente migliorata.

  5. #5
    Junior Member L'avatar di alle88
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    Buongiorno a tutti,
    voglio ringraziare con tutto il cuore il prof. Ratto che ha avuto la gentilezza di rispondermi in modo cos completo ed esaustivo: non avevo mai sentito parlare prima d'ora del metodo THD Gatekeeper, e dopo essermi informata ho preso appuntamento in un centro specializzato che se ne occupa.
    Il medico che mi ha visitata mi ha spiegato per filo e per segno qual il mio problema, e il suo attuale stadio, consigliandomi l'operazione. Ho deciso di dare fiducia a questo metodo, un po' per me stessa e un po' per riuscire finalmente a godermi la crescita di mio figlio Giorgio senza dovermi preoccupare di acciacchi e problemi assortiti. A fine maggio verr operata e questo potrebbe anche significare che finalmente il mare e i costumi da bagno non saranno pi un problema!
    Un grandissimo ringraziamento ancora al prof. Ratto e a Rosanna, che stata l'artefice di questo "incontro"!

  6. #6
    Junior Member L'avatar di alle88
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    Buongiorno a tutti, alla fine sono stata operata e ora sto benissimo. L'intervento andato bene cos come il recupero, solo due o tre giorni di fastidio/dolorini alle parti basse ma sopportabilissimi. Da quando mi sono fatta operare non ho pi avuto episodi di incontinenza... e ho ritrovato tanta voglia di fare che non pensavo pi di avere. Un saluto a tutti e buona estate!

  7. #7
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    vorrei sapere che tipo di intervento hai fatto...forse la sfinteroplastica...dato che devo essere operata anch'io e volevo delle informazioni

  8. #8
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    complimenti, sono contenta per te.

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